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Fondi immobiliari in crescita: Europa a quota 550 miliardi, Italia a 50

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Fondi immobiliari in crescita: Europa a quota 550 miliardi, Italia a 50

Esterno della Borsa di Milano (Agf)
Esterno della Borsa di Milano (Agf)

Fondi immobiliari avanti tutta. Il mattone gestito continua a crescere in numero di veicoli e asset in tutto il mondo. L’Italia, in questo contesto, non è da meno, con un Nav (net asset value) stimato sopra i 50 miliardi per la fine del 2017. Il 31° rapporto di Scenari Immobiliari su “I fondi immobiliari in Italia e all'estero” presentato questa mattina a Roma traccia l’immagine di un’industria con fatturati in crescita ovunque, con l’unica eccezione in Europa del Regno Unito, alle prese con i nodi della Brexit.

Nei principali Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), il 2017 si dovrebbe chiudere con un patrimonio di oltre 550 miliardi di euro, in aumento di circa l’8% rispetto all’anno precedente. A fronte di una situazione di stabilità o incremento modesto in alcuni Paesi, come Italia, Olanda o fondi aperti tedeschi, la crescita acquista maggiore vigore in altri mercati. É il caso dei fondi riservati tedeschi, dei fondi non quotati francesi e dei veicoli lussemburghesi. La crescita del mercato immobiliare italiano, che si lascia alle spalle una lunga crisi, consolida il buon andamento del settore dei fondi immobiliari (407 quelli attivi). Secondo le proiezioni, sulla base dei dati delle semestrali e delle indicazioni dei gestori, il Nav (net asset value) a fine anno sarà vicino o poco sopra i 50 miliardi di euro. Si tratta di uno stock superiore a quanto detenuto dal sistema assicurativo, previdenziale e bancario italiano. E ha avuto un incremento del 4,2% rispetto all'anno precedente.

Il patrimonio immobiliare diretto arriva a quasi 55 miliardi di euro, comprese le operazioni di sviluppo, secondo il rapporto che Scenari Immobiliari ha elaborato in collaborazione con lo Studio Casadei. Le previsioni per il 2018 sono di un leggero incremento di nav e patrimonio, visto che il flusso in uscita sarà significativo. A fine anno il saldo dovrebbe essere positivo, anche per la presenza di nuovi operatori esteri.

«Il settore immobiliare residenziale – ha commentato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari – è in crescita in molti mercati, con un generalizzato aumento delle compravendite, guidate quasi ovunque dall'andamento positivo dell’usato, che rappresenta oltre due terzi degli scambi. È in crescita anche l’interesse per il comparto come asset class, soprattutto da parte degli investitori istituzionali americani, che negli ultimi due anni hanno investito circa la metà della cifra globale, sei miliardi di dollari, nel Regno Unito, e recentemente hanno incrementato la quota di acquisti nell’Europa continentale. In aumento il trend dei prezzi nella maggior parte delle piazze e alcuni Paesi europei, Romania, Germania e Svezia, figurano ai primi posti nella classifica mondiale per incremento annuo. Il 2017 rappresenta l’anno della svolta per l’Italia, sebbene non in tutti i territori. Londra ha mostrato una performance negativa, con cali delle quotazioni compresi tra il 3 e il 9% e le prospettive rimangono incerte».

I principali mercati immobiliari europei confermano la fase positiva evidenziata a partire dal 2016. Nonostante lo scenario economico e politico incerto, il fatturato immobiliare è aumentato ovunque, fatta eccezione per il Regno Unito, dove il brusco rallentamento dell’attività nel periodo post-Brexit ha comportato una consistente flessione. Italia e Francia hanno registrato un aumento analogo nel 2016 con un’accelerazione nel 2017. La Germania ha evidenziato una fase di stabilizzazione, mentre la Spagna è tra i Paesi caratterizzati da un ritmo di crescita sostenuto, che proseguirà nel biennio a seguire.

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