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Le case arredate trainano l’aumento dei canoni d’affitto

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Le case arredate trainano l’aumento dei canoni d’affitto

Le case arredate hanno spinto al rialzo il mercato delle locazioni dell’ultimo anno: secondo quanto rilevato dalle rete di agenzie specializzate Solo Affitti, infatti, dopo lo stallo del 2016 (-0,2%) canoni di locazione in Italia sono tornati a crescere mediamente del 2,6%, quota che sale al +4,1% per le case arredate. I rialzi maggiori sono stati registrati a Cagliari (+12%), Genova (11,4%) e Venezia (+9,1%), i dati peggiori arrivano invece da Catanzaro (-10%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%).

A Milano i canoni di locazione sono cresciuti dello 0,8%, ma l’incremento arriva anche al +8% per le abitazioni arredate. Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, il capoluogo meneghino nel 2014 era stato il primo ad anticipare il trend al rialzo dei canoni (+6,7% sul 2013), proseguito anche nel 2015 (+2,4%) e 2016 (+1,7%). Di segno opposto risulta l’andamento dei valori dei canoni nella Capitale, con il segno meno più marcato per gli immobili arredati (-5,5%).

Per una casa ammobiliata si pagano mediamente 586 euro al mese, il costo sale di 11 euro in presenza di un garage. Il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti evidenzia un allargamento della forbice dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro), che quest'anno arriva a 149 euro (era 108 euro nel 2016). Tra i capoluoghi con i canoni più elevati, sempre per l'arredato, ci sono anche Firenze (652 euro), Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).

Scende dal 55,9% del 2016 al 47,5% di quest’anno la quota di inquilini che sceglie la casa in affitto come abitazione principale. Cresce, invece, la quota di lavoratori in trasferta (dal 27% al 30,3%) e degli studenti (dal 16,2% al 20,1%), che cercano appartamenti di grandi dimensioni per vivere in condivisione, determinando un incremento dei prezzi dei trilocali. Quasi triplicata la quota di chi sceglie gli affitti brevi (dallo 0,8% al 2,1%), per turismo, trasferte occasionali o per assistere famigliari ricoverati in ospedali di città diverse da quelle di residenza.

Napoli (70%) e Campobasso (80%) sono i capoluoghi dove si sceglie l'affitto come abitazione principale, mentre Bologna (56,7%) e Trieste (55%) sono quelle con la più alta percentuale di lavoratori in trasferta. Gli studenti “sono di casa” a Bari (35%), Firenze (40%), Milano (35%) e Trieste (40%).

Per affittare una casa si impiegano mediamente 2,1 mesi, ma i tempi sono più brevi in centro (1,8) e più lunghi in periferia (2,6). Aosta (3,5) e Napoli (3,4) sono i capoluoghi dove per arrivare alla firma del contratto ci vogliono più mesi, mentre le trattative sono molto rapide a Cagliari (0,9 mesi), Bologna (1,3) e Firenze (1,3).

«Nel 2017 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali (+2,8% ciascuno), anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, ormai oltre il 90% dei proprietari opta per la cedolare secca, prevalentemente associata (nel 64,5% dei casi) ai contratti a canone concordato».
«Quello degli affitti brevi – continua– è un trend destinato a crescere non solo perché viene promosso sempre più spesso dagli agenti immobiliari ma anche perché i proprietari, alla luce delle norme introdotte quest'estate, preferiscono affidarsi a dei professionisti per la gestione delle pratiche burocratiche e fiscali».

Nei prossimi mesi - prevede il network immobiliare - il numero dei contratti di affitto dovrebbe crescere nella maggior parte dei capoluoghi, con un andamento più dinamico nelle aree urbane centrali. I canoni si stabilizzeranno, gli eventuali incrementi riguarderanno soprattutto le zone centrali e semicentrali.

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