Casa24

Riqualificazioni e hotel per rilanciare Genova

focus città

Riqualificazioni e hotel per rilanciare Genova

Domani a Genova il gruppo francese B&B Hotels riaprirà l’hotel Aquila & Reale di fronte alla Stazione di Piazza Principe. «Abbandonato da anni, oggetto di una trattativa complicata, in quota parte ancora di proprietà dell’Ersu con 16 camere adibite a studentato, tornerà in attività una struttura alberghiera con una tradizione consolidata». Davide Viziano, imprenditore genovese a capo della società Progetti e Costruzioni Spa, ha coordinato i lavori consegnando l’opera di restyling in soli 6 mesi, per un investimento di 3,5 milioni. Una struttura con 104 stanze, 30mila euro a camera, che si inserisce nella politica della società francese di alberghi low cost che quest’anno in Italia ha aperto una decina di strutture e che, acquisendo immobili da riposizionare sul mercato, conta di aprirne altrettante nel 2018.

Camere essenziali strizzando l’occhio al design, per una clientela giovane e low budget. È questo l'identikit di altre strutture alberghiere che alcuni brand stanno cercando di concretizzare a Genova, guardando con attenzione alla zona di Levante e a ridosso delle stazioni ferroviarie. Si registra un rinnovato interesse per la città ligure anche da parte delle catene di fascia alta, 4 o 5 stelle, che cercano location in centro storico per riqualificare immobili di pregio come ha fatto Palazzo Grillo, 25 stanze e uno spazio espositivo di 400 mq, realizzato nel 1545, patrimonio Unesco dal 2006, abbandonato per vent'anni e rinato come hotel 4 stelle con un’iniziativa pubblico-privata.

Giocando la carte del turismo, il fronte imprenditoriale punta sulla giunta guidata dal sindaco Marco Bucci per trovare una soluzione per l’Hennibique – il silos lungo 220 metri affacciato sul Porto Antico, abbandonato da quarant’anni, appetibile anche per le catene alberghiere internazionali – e sul Waterfront di Levante dove nel piano donato da Renzo Piano ci sarà spazio per un mix funzionale, compresa una quota alberghiera. «La nostra amministrazione si propone come facilitatore per l’esecuzione dei progetti – dice il sindaco –. Nell’area del Watefront di Levante porteremo avanti un piano attento alla nautica da diporto, con servizi annessi». Il Comune conta di predisporre una data room per ogni progetto, con una descrizione e con possibili investimenti. «Per l’Hennibique abbiamo già ricevuto progetti per alberghi da 3 e 5 stelle, integrati con negozi di qualità, anche a servizio dei crocieristi». Il tutto connesso con un parco verde attrezzato, affacciato sull’acqua, con servizi pubblici che potrà essere realizzato nell’area di Ponte Parodi, una volta sanata la querelle tra Autorità Portuale e Altarea, promotore del piano di sviluppo. «Lo studio di pre-fattibilità messo a punto con Renzo Piano per l’area di Levante – racconta l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci – prevede che i vecchi padiglioni in disuso vengano demoliti e sostituiti da un insieme di attività dinamiche, che il palasport venga ristrutturato per ospitare con continuità funzioni ad alta attrattività e che il fronte mare di piazzale Kennedy, storico parcheggio di supporto, venga riqualificato completamente, pur conservando la funzione di sostegno logistico».

«L’Hennibique e il Waterfront di Levante sono due operazioni di tonnellaggio interessante per i grandi investitori – commenta Filippo Delle Piane, presidente Ance Genova – e potrebbero essere il volano per il rilancio della città, tanto che in occasione degli ultimi Stati Generali dell’Economia fondi e sviluppatori hanno manifestato il proprio interesse per operazioni a partire da almeno 100, 150 milioni. A seguire, a cascata si risveglierebbe anche l'attenzione per operazioni più piccole e con rendimenti minori». Viziano aggiunge poi gli Erzelli dove si dovrebbe manifestare presto una nuova domanda abitativa, dovuta all'insediarsi di centinaia di ricercatori e studenti, con la richiesta di case in affitto e di qualità. «In generale per aggredire il settore residenziale, Genova può puntare solo sulla riqualificazione della città ottocentesca e dei quartieri collinari, pur facendo i conti con una proprietà particolarmente frazionata», commenta il costruttore. Ma ancora non c’è business: considerando che ad oggi alcune palazzine, ex residenze di famiglie genovesi, sono sul mercato a 3.500-4.000 euro/mq e che servono almeno 1.000-1.500 euro per rinnovarle, le uniche iniziative ai blocchi di partenza vedono l’acquisto diretto da parte dell’utilizzatore finale.

© Riproduzione riservata