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Hines investe 500 milioni nello student housing in Italia

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Hines investe 500 milioni nello student housing in Italia

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Campus universitari innovativi che corrispondono a standard anglosassoni e sposano il microliving. La formula è in arrivo in Italia grazie al colosso americano Hines, che continua a scommettere sul mercato immobiliare del nostro Paese.

Hines punta a investire nel segmento dello student housing circa 500 milioni di euro nell'arco dei prossimi due anni, finalizzando già nel primo semestre del 2018 le prime due operazioni. Si tratta di un complesso per studenti vicino alla Bocconi a Milano – in perfezionamento a febbraio - e di un altro progetto a Firenze, entrambi in fase avanzata. Le due strutture insieme avranno la disponibilità di 1200 posti letto.

«Sono due sviluppi veri e propri – dice Mario Abbadessa, country manager di Hines in Italia -, che una volta ultimati avranno anche 200 unità affittate a young professional in maniera temporanea, giovani professionisti che devono restare in città per lavoro per periodi limitati». L’obiettivo di Abbadessa è creare una piattaforma unica in Italia. «Non sarà uno studentato classico – dice ancora - il 40% delle superfici sarà destinato a servizi ancillari come la sala cinema, la biblioteca, palestra e piscina». E i costi? Saranno in linea con il mercato, ma si prevede anche una parte a prezzi calmierati.

«La novità è che ci occuperemo della gestione, senza affidarla a terzi – dice Abbadessa -. Tra Regno Unito e Irlanda gestiamo già 5mila posti letto tramite Aparto, la società di gestione del nostro gruppo. Puntiamo ad arrivare allo stesso numero di posti letto in Italia nel lungo termine, ampliando la nostra strategia a Venezia e Roma». Abbadessa ha le idee chiare e dopo aver annunciato il piano lo scorso anno lo sta attuando investendo in questi due progetti 150 milioni di euro.

Le linee guida della strategia per il futuro passano anche attraverso il rafforzamento nel real estate tradizionale, relativo al riposizionamento di edifici storici in chiave di efficienza e sostenibilità energetica all'avanguardia. È la strategia con la quale Hines ha accumulato in Italia un portafoglio che vale oggi 1,5-1,7 miliardi di euro, valore che tiene conto delle importanti ristrutturazioni effettuate agli edifici acquistati (il valore di acquisto del portafoglio si aggira sui 900 milioni di euro). «Il nostro obiettivo è consolidare la posizione a Milano – continua - e di ampliare la strategia a Roma, un mercato interessante perché arretrato di due anni rispetto al capoluogo lombardo. A Roma guardiamo student housing, appartamenti short term da dare in affitto, high street retail e in qualche occasione puntuale anche uffici. Abbiamo la capacità di gestire un miliardo di euro tramite veicoli che hanno tra i soci fondi sovrani asiatici e fondi pensione tedeschi». Da ultimo il fondo pensione olandese Pggm per il quale Hines ha il mandato di investire un miliardo di euro in Italia in edifici a destinazione mista, uffici e spazi nelle high street, da ristrutturare in chiave di sostenibilità energetica.

Milano resta la location dove Hines ha accumulato la maggior parte del proprio portafoglio, puntando su uffici come in piazza Edison e via Broletto - qui arriverà come affittuario ad agosto Legance -, e high street da via Torino a via Dante ( in piazza Cordusio è atteso Uniqlo a ottobre 2018). È sempre in centro che Hines cerca nuovi edifici da acquisire, sempre off the market, anche se oggi l'offerta è scarsa. Nel segmento high street il colosso Usa punta su intere vie centrali da rivitalizzare, come la milanese via Mazzini.

L’ultima frontiera da aggredire è quella del multifamily, condomini progettati per essere messi in affitto con contratti quattro anni più quattro, ma in questa area Hines deve ancora identificare il progetto giusto, ancora una volta a Milano.

«In due anni siamo passati a venti persone di staff e stiamo considerando di aprire uffici a Roma» conclude Abbadessa.

Il colosso Usa è alle prese anche con una delicata operazione che vede come controparte Enasarco. Hines sta valutando di rilevare il patrimonio del fondo Megas, gestito oggi da Sorgente Sgr per conto della cassa di previdenza. Portafoglio che comprende la Galleria Sordi a Roma, un complesso a Cortina d'Ampezzo e il 15% di un fondo che possiede alcuni immobi un complesso per studenti vicino alla Bocconi a Milano – in perfezionamento a febbraio - e di un altro progetto a Firenze, ili di pregio negli Stati Uniti. Asset di alto livello come tutti quelli sui quali il colosso Usa si concentra.

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