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S&P: il migliormento economico non ha portato al rialzo prezzi delle case

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(Agf)
(Agf)

Gli sviluppi economici positivi e i tassi di interesse ai minimi storici hanno supportato il mercato immobiliare italiano, ma non hanno ancora provocato un aumento del prezzo degli immobili. È quanto si legge in un report sul mercato immobiliare pubblicato da S&P Global Ratings, in cui si sottolinea che «le compravendite di immobili sono in aumento, al +5% nei 12 mesi a settembre 2017, nonostante il ritmo di crescita sia più lento rispetto a quello del 2016».

Il tempo medio necessario per vendere una proprietà residenziale è sceso a 7,5 mesi nel terzo trimestre del 2017 dagli 8,9 precedenti. In questo contesto, le elezioni di marzo «potrebbero portare a un periodo di incertezza, con potenziali ripercussioni sull'economia e sul mercato immobiliare. Nel medio termine, le prospettive sulla crescita dipendono dall'efficacia con cui il nuovo governo riuscirà a implementare ulteriori riforme».

Tornando all’andamento del mercato, è ancora in calo quello delle abitazioni residenziali preesistenti, i cui prezzi sono scesi dell’1,3% anno su anno nel terzo trimestre 2017. Per il mercato delle nuove costruzioni, invece, la situazione è migliore, con i prezzi in rialzo dello 0,6% anno su anno. Tuttavia, le nuove proprietà immobiliari rappresentano solo il 19% di tutte le compravendite del 2017, in calo rispetto al 34% del 2010. Gli investimenti in nuove soluzioni abitative si stanno riprendendo gradualmente, ma nel terzo trimestre del 2017 rimangono ancora quasi del 30% inferiori rispetto alla percentuale registrata 10 anni fa. In generale, S&P stima che «nel 2017 i prezzi delle case nel mercato immobiliare italiano siano calati dell'1%». Guardando avanti, l'agenzia di rating ritiene che «quest'anno la crescita del Pil si attesterà all'1,5%, grazie a migliori condizioni del settore bancario, alla continua e robusta espansione a livello globale e nazionale e al miglioramento del sentiment».

Condizioni economiche più favorevoli e bassi tassi di interesse «dovrebbero da un lato supportare la domanda nel mercato immobiliare e, visto il livello contenuto degli investimenti in ambito residenziale, ridurre anche l'eccesso di offerta dall'altro», ha spiegato l'agenzia, secondo cui il divario tra domanda e offerta dovrebbe colmarsi gradualmente, avendo come conseguenza un'ulteriore riduzione dei tempi di vendita e del calo dei prezzi, oltre a provocare un incremento del costo degli immobili.

Per quanto riguarda invece il mercato immobiliare europeo, S&P segnala che l'andamento sarà differente a seconda dei vari Paesi. Nel Regno Unito, per esempio, i prezzi risentiranno delle possibili ricadute della Brexit, «considerando l'elevata esposizione di Londra all'uscita del Paese dall'Unione europea». In Francia, dopo un 2017 molto positivo in termini di volumi di transazioni, il mercato si avvia verso un anno più cauto e con livelli più vicini alla media di lungo termine. Secondo l'agenzia, in Germania si assisterà a «una moderazione della crescita dei prezzi delle case, nonostante un outlook economico vibrante».
Positive le previsioni per il mercato portoghese, dove una crescita economica robusta e un rapido miglioramento del mercato del lavoro continueranno a sostenere un solido aumento dei prezzi delle case. Anche in Spagna le buone condizioni dell'economia continueranno a sostenere i volumi di transazioni, contribuendo alla riduzione degli stock di abitazioni invendute.

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