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Cbre: il real estate italiano non teme le elezioni

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Cbre: il real estate italiano non teme le elezioni

(Agf)
(Agf)

Le elezioni politiche non fanno paura al mondo del real estate, anche se un po’ di incertezza la porteranno nelle prossime settimane.
È quanto emerge dal consueto sondaggio di Cbre tra una cinquantina di nazionali e internazionali che tracciano le attese per i prossimi mesi.
Per il 70% degli intervistati le elezioni politiche non sono viste come una minaccia e le prospettive sono di un’economia italiana che si rafforzerà ulteriormente nel 2018 (questo almeno il parere del 63% degli intervistati).

Inoltre, circa il 70% degli investitori ritiene che l’avvio dei Pir (Piani Individuali di Risparmio) per il real estate farà guadagnare al mercato una spinta sotto l’effetto positivo di questo nuovo strumento finanziario. Ma bisogna frenare gli animi. Così era stato anche quando sono state introdotte e poi riviste le Siiq, ma il mercato non ha risposto positivamente alle attese e oggi questo segmento di Borsa è in una fase di stallo senza nuove quotazioni in arrivo da parecchi mesi.
Sul fronte investimenti le attese sono positive anche per il 2018.
Per quanto riguarda gli uffici, nel 2018 la domanda per nuove tipologie di ambienti di lavoro - come coworking, acceleratori e incubatori o veri e propri ambienti open space - crescerà e vedrà l’ingresso di nuovi operatori già presenti in altri mercati europei. Continuerà inoltre la tendenza delle multinazionali a spostare la loro sede in location iconiche e centrali, con l’avvio di nuovi cantieri nell’area di Porta Nuova e di ristrutturazioni di trophy asset esistenti.
E sul fronte retail? Nel 2018 è prevista un’espansione dei retailer nei mercati principali, ma i nuovi format dovranno rispondere più velocemente agli stimoli esterni e integrarsi meglio con il canale online. Quindi le vie dello shoppinge restano le preferite rispetto ai centri commerciali, che soffrono.

“L’Italia - dichiara Alessandro Mazzanti, ad di Cbre- è considerata un target di investimento interessante nello scacchiere europeo, con grandi potenzialità di crescita grazie ad alti livelli di consumi e di reddito disponibile. Entriamo nel 2018 con maggiore ottimismo sulla crescita economica in atto, tenendo anche in considerazione che l’incertezza legata alla situazione politica per gli investitori non è un fattore determinante. Le previsioni di crescita per quest’anno si confermano migliori rispetto al passato. Il sistema bancario sembra aver trovato stabilità, e l’inizio del 2018 potrebbe marcare un punto di svolta per le banche, che potrebbero tornare a finanziare l'economia dopo essersi finalmente liberate dal peso degli Npl”.




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