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Club del Made in Italy in Cina, una storia di successo

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Club del Made in Italy in Cina, una storia di successo

Dianshan Lake, sviluppo   di Shanghai Central Eagle real estate in collaborazione con lo  Studio Marco Piva
Dianshan Lake, sviluppo di Shanghai Central Eagle real estate in collaborazione con lo Studio Marco Piva

Italia-Cina: un rapporto sotto i riflettori in questi mesi considerando l’interesse cinese nel raggiungere i grandi porti italiani, a partire da Trieste, Venezia e Genova, per sviluppare opportunità di cooperazione dopo il maxi-investimento nel Pireo. A gennaio è stato inaugurato a Venezia l’anno del turismo Eu-Cina: un’occasione di riflessione considerando che la Cina è il più grande mercato del turismo in termini di spesa e numero di viaggi verso l'estero (nel 2016 si sono registrati 8 milioni di arrivi, 20 milioni di pernottamenti e 8 miliardi di spesa solo in Europa). Il contesto di riferimento è anche quello della “Nuova Via della Seta”, lanciata cinque anni fa e sulla quale si concentrano le attenzioni di molti.
E per il mondo del design e del real estate? Federlegno Arredo da tempo si è attivata per supportare le aziende italiane e ha promosso il “Club Made in Italy” per mettere in relazione il mondo della manifattura e la galassia degli architetti, proponendosi come ombrello istituzionale nei confronti delle istituzioni cinesi: in 3 anni sono state coinvolte una sessantina di aziende e 30 studi di progettazione.

Tra i casi di successo quello di China Eagle Group che a Milano ha raccontato la sua partnership con lo Studio Marco Piva a cui ha affidato in un solo anno lo sviluppo di 4 masterplan. “Ceg” lavora quasi esclusivamente con referenti europei e Piva ha firmato il concept di questi nuovi sviluppi prevedendo un mix funzionale e impostando le linee guida di operazioni immobiliari che saranno realizzate per fasi. «È stato il lusso a trainare il made in Italy in Cina – spiega l’architetto Piva – si è iniziato con la moda, i gioielli, l'auto e poi è arrivato il design. All’inizio si sono affermati i grandi brand, poi si sono fatti strada i marchi dell’interior e del product design. Il nostro studio in Cina ha un doppio canale di lavori: quello delle ville e dei quartieri con case private di pregio, e quello promosso dagli sviluppatori immobiliari, con questi ultimi in particolare – continua l'architetto milanese – sempre più spesso riusciamo a proporre soluzioni chiavi in mano dove l'interior alza di molto il valore del bene, già altissimo nelle grandi città cinesi». E per fare questo Piva spesso riesce a portare a bordo le aziende italiane.

Il settore del mobile negli ultimi anni si sta posizionando con successo. «Negli ultimi dieci anni – spiega Francesco Boggio Ferraris, direttore della Scuola di formazione permanente della Fondazione Italia Cina – è cresciuto del 22% e l’arredo è inevitabilmente sempre più collegato al design. La dimensione media della casa cinese era di 30 mq nel 2003, oggi è di 60 mq: un’evoluzione veloce che fa ritenere ci siano opportunità crescenti. Dal nostro osservatorio si affermano le aziende come la Fantoni che, nel dialogo con la Cina, ha investito sul capire la corretta modalità di negoziazione, ha saputo comunicare il suo investimento sui temi dell'energia, del design e dei nuovi materiali, sposando le linee del piano quinquennale del Governo». La Fantoni di Udine ha aperto diversi showroom nelle città cinesi e così ha fatto anche la Visionnaire fondata a Bologna dalla famiglia Cavalli, impegnata nel private e nel contract con capacità di realizzare total look altamente customizzati. «Ventiquattro store monomarca in tutto il mondo e in Cina è sbarcata a Shanghai, Chengdu, Nanjing, Wenzhou, Beijing e Guangzhou, imminenti aperture a Xi'an e Xiamen”. E ancora – aggiunge il rappresentante della Fondazione Italia-Cina – la Scavolini, vincitrice del premio China Award 2017 per la categoria Creatori di valore ha puntato molto sulla comunicazione – anche attraverso un sito cinese, la presenza sui principali social cinesi e la collaborazione con un partner del fashion come Diesel».

Non mancano i successi nel mondo immobiliare. Tra le ultime novità c'è un progetto realizzato da un fondo di investimento cinese, Chic Investment, per la realizzazione di un'operazione con un mix di residenze, negozi, uffici e alberghi nel distretto di Pukou (Nanjing), per il quale si cercano alleanze con aziende italiane nella fase esecutiva.

Il made in Italy può trovare una strada anche attraverso l'e-commerce. In occasione dell'assemblea di ottobre, Federlegno Arredo ha coinvolto tra gli altri Rodrigo Cipriani Foresio, country manager di Alibaba, che, citando il successo di grandi brand dell'automobile e dei nuovi trend della moda, ha aperto alle aziende del design e del mobile, ricordando il potenziale della piattaforma: in 18 anni Alibaba è diventato il più grande marketplace al mondo e mette in contatto 12 milioni di aziende con i 500 milioni di consumatori. L’orizzonte traguarda i 2 miliardi di clienti e il primo ufficio extra Cina è stato aperto proprio a Milano.

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