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Cohousing con servizi e prezzi competitivi nell’antica vetreria

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a milano

Cohousing con servizi e prezzi competitivi nell’antica vetreria

A inizio del secolo nell’edificio lavoravano duecento persone, fra cui 20 maestri soffiatori. A Milano è conosciuta come la Vetreria Lusvardi, dal nome della famiglia di imprenditori che l’ha creata a metà dell’Ottocento, fabbrica di cristalleria molata e soffiata di alta qualità. L’immobile di viale Toscana, nella zona Sud della città meneghina, sarà trasformato in una residenza di cohousing per circa 40 famiglie.

Il progetto di recupero è stato presentato oggi. L'iniziativa è della società di servizi NewCoh, che nel capoluogo lombardo ha già dato vita ai progetti di Coventidue, Chiaravalle e all’Urban Village Navigli e che anima la community di 25mila utenti iscritti al portale cohousing.it. Il prossimo 22 febbraio si svolgerà l'evento ufficiale che darà il via alla trattativa per la selezione dei futuri cohousers: le manifestazioni di interesse raccolte fino ad oggi sono già oltre 600.
Il recupero, che prende il nome di Borgo La Vetreria, manterrà nell'estetica il ricordo del fabbricato originario. Le unità abitative, tutte dotate di doppio affaccio interno/esterno, si svilupperanno su due corti e su tre piani fuori terra. Al piano terra le unità saranno dotate di giardini di proprietà e, in alcuni casi, di taverna. Al terzo piano alcune unità si svilupperanno su due livelli e saranno dotate di patio privato. L’offerta riguarderà appartamenti di ogni dimensione, dal bilocale al più ampio quadrilocale. Grande attenzione sarà posta allo sviluppo della parte impiantistica. Il fabbricato sarà dotato di demotica e di un impianto fotovoltaico in copertura. L'edificio produrrà energia, coprendo quasi la metà del fabbisogno dell’intero complesso.

«Uno degli aspetti più sorprendenti del progetto, che si inserisce nella nostra filosofia incentrata interamente sul recupero dell'esistente – spiegano Nadia Simionato, ceo di NewCoh e Marco Bolis, general manager – è quello economico. La zona, situata tra l’Università Bocconi, con il suo nuovo campus, e le aree Prada, è in una fascia di prezzo medio/alta per Milano. Tuttavia, grazie anche alle importanti detrazioni fiscali previste nel 2018, i cohousers dovranno affrontare un prezzo medio di acquisto a 4.500 euro al metro quadrato. Circa un 20% in meno rispetto alla media dei valori immobiliari del quartiere. Una quotazione che, anche tenuto conto della alta qualità del recupero, non ha paragoni sul mercato».

Non appena si sarà costituita la comunità dei futuri abitanti, inizierà il processo di progettazione partecipata: sono oltre 400 i metri quadrati di aree comuni previsti per la vita in cohousing. Fra i servizi previsti sulla carta, giardini, un centro fitness, una sala condominiale polivalente, un deposito biciclette, una lavanderia. Il palazzo sarà dotato di due veicoli elettrici Estrima-Birò dedicati al car-sharing del cohousing.

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