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Usa, Francia e Uk guidano gli investimenti esteri in Italia

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Usa, Francia e Uk guidano gli investimenti esteri in Italia

(Fotogramma)
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Le elezioni non spaventano gli investitori stranieri, che continuano a puntare sul settore immobiliare in Italia e guardano ai fondamentali del mercato e alle numerose opportunità che offre più che ai rischi di instabilità politica dopo il voto di domenica. È quanto è emerso dall’Outlook 2018 Investment Briefing sull'Italia, organizzato da PropertyEU, che si è tenuto giovedi a Milano.
«C’è preoccupazione sul voto, ma non è abbastanza forte da cambiare l’ottimismo di fondo degli investitori o le prospettive positive sull'Italia che hanno», ha dichiarato Alexandre Fernandes, responsabile dell'asset management Europe di Sonae Sierra. La ripresa economica dopo anni di recessione pesa di più delle incertezze politiche.

«Dopo tre anni consecutivi di investimenti record nel nostro settore immobiliare, nel 2018 l’Italia resta tra le destinazioni preferite in Europa», ha detto Simone Roberti, responsabile della ricerca di Colliers International Italy. Gli investimenti hanno raggiunto gli 11,3 miliardi di euro lo scorso anno, quasi il doppio della media degli ultimi dieci anni, e il 2018 promette bene, con un forte interesse soprattutto da parte di investitori americani, francesi e britannici.

«È stato interessante vedere il cambiamento nel sentiment degli investitori internazionali – ha dichiarato Gabriele Pompei, managing partner di Pure Investment Management –. Prima erano preoccupati per le debolezze dell’Italia come l’economia in stallo, i debiti delle banche e l’instabilità politica, ma questi timori macro ora si sono volatilizzati. Gli investitori vogliono impiegare i loro capitali e le loro uniche preoccupazioni riguardano problemi specifici del settore immobiliare».

Questi problemi sono di diversa natura. Il più evidente è la concorrenza spietata per gli immobili “core” che sono sempre più difficili da trovare e hanno prezzi sempre più elevati. Alcuni investitori stranieri preferiscono ritirarsi dal campo di battaglia, altri invece optano per una strategia più rischiosa ma potenzialmente più redditizia spostandosi su mercati secondari e settori alternativi.

Uno dei fattori positivi dell’Italia è che, anche se l'interesse degli investitori tende a concentrarsi sul classico trio di uffici, logistica e retail (sia shopping centre che negozi), il mercato offre una vasta gamma di opportunità in altri settori, secondo Roberti, compresi quelli definiti alternativi come gli alberghi, le case di cura o le residenze per studenti, dove l'offerta è immensamente inferiore alla domanda.

Il settore alberghiero è stato una delle storie di successo del 2017, con un volume di investimenti che è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente e sfiora gli 1,4 miliardi di euro e l'ingresso di nuovi brand che stanno rivitalizzando il mercato. Il settore residenze per studenti è ai suoi albori in Italia e ha quindi un grande potenziale di crescita, mentre i cambiamenti demografici - nel 2030 si prevede che le persone sopra i 65 anni saranno il doppio di quelle sotto i 14 anni – rendono gli investimenti in case di cura e case per anziani una scommessa più razionale che azzardata.

Il messaggio più chiaro inviato dagli esperti riuniti da PropertyEU è che per venire incontro alle esigenze del mercato servono maggiori investimenti nello sviluppo immobiliare, nella rigenerazione, nella ristrutturazione e nella conversione e riposizionamento di edifici.

«Se mancano gli asset di pregio da acquistare, bisogna crearli – ha detto Roberti. – Eppure non ci sono investitori istituzionali in Italia disposti a fare sviluppo immobiliare». Dove gli investimenti ci sono, tendono ad avere successo, ha spiegato Federico Sutti, managing partner di Dentons Italia: «Basti pensare a piazza Cordusio a Milano, che per vent'anni è stata praticamente abbandonata e dove ora ogni edificio è in fase di ristrutturazione e i prezzi continuano a salire».
Nonostante gli esempi di successo, tende a prevalere l'avversione al rischio. L'eccessiva cautela danneggia il mercato, secondo Pompei: «Non c'è un altro Paese europeo dove gli operatori locali non fanno sviluppo immobiliare o si limitano al segmento core più sicuro – ha affermato –. Ci sono tanti investitori stranieri che vedono le opportunità, hanno una strategia chiara e un ottimo business plan, ma non riescono a trovare un partner locale in Italia».

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