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Dossier Poltrone e divani riscoprono l’attualità dei classici

Dossier | N. 40 articoliIl design al Salone e al Fuorisalone: la settimana d'oro di Milano

Poltrone e divani riscoprono l’attualità dei classici

Rendere contemporaneo un pezzo classico come “l’imbottito” – divano, poltrona o poltroncina che sia – è la sfida a cui sono continuamente chiamati i progettisti. Uno degli esempi più riusciti di questo equilibrio, tra le novità al prossimo Salone del Mobile, è il divano Kite disegnato dal duo italo-danese Gamfratesi per Porro: un’evoluzione dell’omonima poltrona presentata lo scorso anno, «un progetto che ha avuto successo – spiega Enrico Fratesi – e che usa una struttura metallica a sostenere la forma arrotondata, connotando un segno preciso che integra una parte centrale di cuscini, di comfort».

Non è il solito divano, perché Porro non è in realtà un’azienda di imbottiti (per la prima volta presenta divani, ndr): «Per l’implementazione della sua parte “soffice” volevamo fare qualcosa di diverso, un pezzo classico ma intellettuale, di lettura, da condividere. Al Salone ne porteremo anche uno per Hay e uno per De Padova: due progetti molto diversi, il primo più rigido, il secondo il classico divano a cuscino. Lavoriamo per comunicare l’identità dell’azienda. E pensiamo a come verrà usato il prodotto. Una volta si era più attenti alla forma, al mantenere la rotondità, lo shaping. Oggi invece c’è maggiore attenzione alla quotidianità».

Altri divani che si affidano a un estremo equilibrio formale sono il Gentry Extra Light di Patricia Urquiola per Moroso, un best seller presentato quest’anno nella versione alleggerita, il Floyd Hi di Piero Lissoni per Living Divani, con cuscini laterali incastonati tra bracciolo e seduta e un piede scultoreo, il Clayton di Jean-Marie Massaud per Poltrona Frau, con dettagli a vista in metallo, e il Fabiano di Carlo Colombo per Trussardi Casa, con inserti frontali in pelle applicati al basamento metallico. La poltroncina Taiki di Chiara Andreatti per Lema è altro esempio di equilibrio tra classico e contemporaneo raggiunto nella proporzione «lecorbusiana» – come viene presentata – dei volumi. I cuscini avvolgenti incastonati nella struttura in legno ricordano l’idea alla base del divano Loom di David Lopez Quincoces per Potocco, quest’anno in versione componibile: una cornice in mogano con intreccio in canna naturale racchiude i cuscini come un nido. Come Promenade di Philippe Nigro per Gebrueder Thonet Vienna, una lounge chair che riprende il progetto degli omonimi divani lanciati lo scorso anno e utilizza la lavorazione del legno a sezione trasversale quadrata. La struttura che racchiude un morbido centro è anche la base della poltroncina Cara di Philippe Starck per Kartell, con braccioli e schienale a sostenere il grande cuscino della seduta. Pulizia delle linee ed essenzialità le caratteristiche del sistema Kiik di Ichiro Iwasaki per Arper e del componibile Trays di P+F Architetti per Baleri Italia: il primo comprende un divano, un pouf, una panca, un piano di lavoro, il secondo aggiunge la dormeuse. Entrambi sono votati alla modularità, entrambi fanno della ricerca sul colore un tratto distintivo. Come la poltrona Lollo di Marco Piva per Rubelli Casa: ispirata nelle forme all’icona di femminilità incarnata da Gina Lollobrigida, ha come protagonista il tessuto, che dà ai pattern un effetto quasi tridimensionale.

Calligaris usa il velluto per spingere la propria idea di eleganza e lo fa con le poltroncine Coco disegnate da Busetti Garuti Redaelli: ispirate agli anni 50, sostenute da una struttura in metallo con finiture in nero opaco, ottone e black chrome. In fondo le geometrie “diverse”, con inclinazioni a sorpresa o curve dove siamo abituati a vedere angoli, hanno una loro peculiare eleganza. Basti vedere la collezione Agronomist di Marcel Wanders per Natuzzi Italia: divani e poltrone arrotondati come gusci rivestiti in pelle vintage. Oppure la All Around di Pierre Gonalons per Paradisoterrestre, brand ideato da Dino Gavina e riportato in vita lo scorso anno da Gherardo Tonelli: sedia, poltrona, divani e un tappeto tutti ispirati alle creazioni di Kazuhide Takahama, un gioco di colori su forme sferiche e ovali. Se tutta questa geometrica compostezza, non fa per voi ci pensa Gufram: fedele alla sua vena provocatoria al Salone porta una collezione di arredi da discoteca che comprende una serie di divani progettati da Atelier Biagietti: Disco Gufram, un tuffo nella cultura pop. Bentornati negli anni 60.

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