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Uli proietta Milano al vertice dell’Europa

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Urban land Institute

Uli proietta Milano al vertice dell’Europa

(Marka)
(Marka)

«Milano e Torino possono competere in Europa - dice Lisette Van Door, presidente di Uli Europe (Urban land Institute), introducendo la conferenza annuale dell’associazione -. Milano è prima tra le città italiane nello sviluppo della mobilità».

Milano per molto tempo in passato è stata solo terza dietro Londra e Parigi, oggi tenta di riconquistare posizioni. Oggi Milano sta migliorando sotto molti profili, capitale umano, connettività, mobilità, offerta di istruzione. «Milano benficia ora di un migliorato governo della città - spiega il report -, di una rapida evoluzione delle proprie conoscenze e dell'innovazione, oltre al successo di progetti che hanno visto muoversi in abbinata pubblico e privato».

La varietà di nuovi progetti, da porta Nuova agli ex Scali ferroviari promette un nuovo modello di città. Molte le rigenerazioni in atto di grandi aree da riqualificare, ma anche l'attenzione alla connettività tra centro e periferia. Secondo Scenari Immobiliari sono 40 i grandi progetti che stanno prendendo forma.
La mobilità, soprattutto sostenibile, è la carta che le nostre città devono giocare per entrare nel futuro.

Qualche giorno fa l'assessore alla mobilità Marco Granelli ha spiegato che la municipalità sta lavorando per rendere più vivibile la città con aree con limite di velocità a 30 km, anche in periferia, forse l'arrivo di sharing per scooter, la metropolitana leggera che collegherà Linate a Duomo in 14 minuti.
Uli sprona Milano a pensare ad altri progetti che possano catalizzate attenzione e capitali.

La ricerca Uli segnala Torino come centro sempre più importante ma con molto ancora da fare, soprattutto sotto il profilo lavoro e occupazione.
Quale il legame tra le due città? «C’è uno spazio fisico che va colmato tra le due realtà- dice Marco Calderini del Polimi –. Parlando di Torino c’è un problema di narrativa». «Lo scenario è completamente cambiato, dobbiamo concentrarci in quello che abbiamo, un forte settore meccanico e dell'automazione e qui dobbiamo investire», dice Giorgio Marsiaj a capo di Sabelt. Che sottolinea come Torino soffra di una forte disoccupazione, soprattutto giovanile.

Tra gli attori più presenti nel capoluogo lombardo c'è Lendlease che investe qui in due dei maggiori progetti di sviluppo di Milano. «La città attrae talenti e business – dice Andrea Ruckstuhl a capo del colosso australiano per l'area Emea – ma deve organizzarsi sempre più per il futuro».

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