Casa24

Christie’s: acquisti di lusso in Italia ottima opportunità…

  • Abbonati
  • Accedi

Trova casa su

paperoni e real estate

Christie’s: acquisti di lusso in Italia ottima opportunità d’investimento

Il Castello di Castagneto Po è tra i palazzi nel portafoglio di Christie's
Il Castello di Castagneto Po è tra i palazzi nel portafoglio di Christie's

L’immobiliare di lusso va a gonfie vele nel mondo, grazie al vento favorevole della crescita economica “sincronizzata” e ai mercati finanziari in ascesa. Per il numero sempre crescente di “super-ricchi”, gli high net worth individuals (Hnwi), gli acquisti di immobili sono non solo uno status symbol ma una scelta di investimento oculata in un periodo di tassi di interesse vicini ai minimi storici.
Christie’s International Real Estate, la divisione immobiliare della celebre casa d’aste, ha appena pubblicato Luxury Defined 2018, un rapporto sul segmento lusso. Lo studio rivela che a livello globale le vendite di immobili di lusso sono aumentate dell'11% lo scorso anno. Il mercato delle seconde case, che era in stallo, è tornato a correre nel 2017 e la ripresa continua anche nel 2018.

Abbiamo fatto qualche domanda sulle prospettive del mercato a Dan Conn, ceo di Christie's International Real Estate, uno dei maggiori esperti del settore lusso al mondo.

Buone notizie per l’Italia, quindi, che nell'ottica di un Hnwi straniero è un mercato da seconda casa?
Il mercato in Italia non si è mosso dalla crisi finanziaria e, date le incertezze causate dalle elezioni e dal nuovo Governo, direi che il vento della ripresa si è affievolito invece di rafforzarsi. Detto questo, gli investitori intelligenti fiutano le opportunità e io sono convinto che un acquisto in Italia sia una immensa opportunità in questo momento. Per chi, come me, ritiene che l’Italia sia un posto splendido dove acquistare una seconda casa, per l’immensa scelta che offre, oltre a tutti i noti vantaggi culturali, artistici, climatici e gastronomici, in un’ottica di lungo termine ora è il momento di investire. È un mercato in pausa, ma è solo questione di tempo prima che riparta alla grande. E per quanto riguarda il Governo, c'era grande preoccupazione negli Usa quando è stato eletto Trump ma alla fine la vita, come il mercato immobiliare, va avanti con un'alzata di spalle.

Londra, che era già in seconda posizione dietro Hong Kong, quest’anno è stata superata anche da New York scendendo al terzo posto. Colpa di Brexit?
Se io fossi un Hnwi italiano comprerei casa a Londra. I prezzi, soprattutto del settore lusso e nelle zone del centro, sono scesi del 15-20%, neutralizzando gli aumenti delle tasse. Inoltre sono convinto che la sterlina recupererà terreno sull'euro e quindi un acquisto ai tassi di cambio attuali si rivelerà un investimento azzeccato. Brexit ha generato un’ondata di negatività e di preoccupazione sproporzionata alla realtà: tutti i possibili effetti perniciosi dell’uscita dalla Ue sono già stati calcolati nei prezzi attuali. Invece nessuno sembra tenere in considerazione i possibili scenari negativi per l’Europa, che ha molte complesse sfide da affrontare e potrebbe trovarsi in una posizione più precaria della Gran Bretagna.

Nella classifica dei top ten del lusso ci sono solo due città europee, Londra e Parigi. Il declino del “vecchio mondo” è irreversibile?
Londra e Parigi resteranno centri di grande importanza e prestigio. Parigi anzi è in quinta posizione nella classifica globale delle “hot cities”, le città in ascesa, perché sta emergendo come la chiara vincitrice della lotteria Brexit. Ma è difficile immaginare che altre città europee possano entrare nella top ten. Il mondo è grande e il nostro studio rivela sempre nuovi luoghi in ascesa. Quest’anno il mercato più “hot”, ad esempio, è Victoria nella British Columbia. Fuori dall’Europa, secondo me New York rappresenta ora una grande opportunità di acquisto, perché i prezzi si sono calmati e a livello alto c'è molta scelta di immobili sul mercato. West Chelsea è la zona di lusso più dinamica e promettente, il nuovo centro artistico e culturale della città, dove è in evidenza uno dei grandi trend, quello di ingaggiare un “starchitect”, un architetto celebre, per i nuovi complessi residenziali.

Starchitect a parte, quali sono le tendenze nel mercato lusso globale?
Il mondo del lusso sta diventando più verticale. Se un tempo l’immobile “trofeo” era una tenuta in campagna o una villa con parco, adesso è un attico o superattico. Non contano più tanto i metri quadri quanto la vista e il tipo di vita che consente. Lo scorso anno le penthouse hanno rappresentato oltre metà delle vendite al top. Vanno di moda i grattacieli con interni firmati da grandi nomi come Armani, Bulgari o Versace. L'urbanizzazione è un fenomeno irreversibile che riguarda tutte le generazioni: tutti vogliono vivere in città.

Quali sono le tendenze negative o i rischi che vede per il mercato?
Al di là di fattori estremi come disastri ambientali o atti di terrorismo, un rischio che vedo è la politicizzazione del mercato immobiliare. Nell’ultimo anno molti Stati hanno introdotto nuove tasse anche punitive e restrizioni all’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri. Io credo nei mercati aperti e trasparenti e considero ogni tentativo di chiudere l’accesso ai mercati come una mossa populista e alla fine controproducente. Ci sono tanti posti nei quali si può investire, quindi imporre restrizioni artificiali all'acquisto penalizza solo il venditore e quindi l'economia del posto, perché il potenziale acquirente può sempre portare i suoi soldi altrove. La politica dell’esclusione è sbagliata e negativa per il mercato immobiliare e non solo.

© Riproduzione riservata