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Gli architetti progettano la rigenerazione delle città

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CONGRESSO NAZIONALE

Gli architetti progettano la rigenerazione delle città

Countdown per l'ottavo Congresso nazionale degli Architetti. Attesi a Roma dal 5 al 7 luglio 2018, 3mila delegati in rappresentanza dei 155mila iscritti italiani. Appuntamento all'Auditorium Parco della Musica per dare il via ad un “Congresso-proposta – come lo ha definito il presidente del Cnappc Giuseppe Cappochin - rivolto non solo agli architetti ma soprattutto al Paese, per far emergere la necessità di una nuova stagione di pianificazione strategica che approcci lo spazio edificato da un punto di vista olistico”. Il Congresso si imposta sulla convinzione che la cultura sia un insostituibile volano della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Ecco che Cappochin cita la Dichiarazione di Davos dei Ministri europei della cultura, ribadendo che quest'ultima “deve essere messa al centro delle politiche di sviluppo, in quanto nessun sviluppo può definirsi democratico, pacifico e sostenibile se non è fondato sulla cultura”.

In occasione di questo appuntamento, preparato nei mesi scorsi con una serie di tappe in tutto il Paese, gli Architetti porteranno all'attenzione nazionale alcune esperienze di successo, come quella messa a punto da FS nei mesi scorsi e promossa dalla Direzione Stazioni guidata da Sara Venturoni. “Quella del laboratorio Station Lab è un'esperienza che va nella direzione della nostra attenzione alla costruzione delle 'città del futuro prossimo' - ha commentato Cappochin – le stazioni ferroviarie, nate come punto marginale del centro storico con un viale di collegamento al tessuto consolidato, sono diventate parte integrante delle città, e spesso il loro retro ha bisogno di un importante intervento di recupero. Il laboratorio promosso da FS ha come obiettivo quello di rigenerare le stazioni italiane, di fare di queste delle piazze permeabili e dei luoghi di aggregazione”. Questa iniziativa pilota, coordinata dallo studio Land e tema del prossimo workshop Wave dell'Università Iuav di Venezia, sarà quindi una best practice raccontata anche a Roma nell'ambito del Congresso degli Architetti.

“Purtroppo in Italia non ci sono tante esperienze che vanno in questa direzione – commenta Cappochin – spesso si mettono in moto operazioni settoriali che non contemplano la dimensione integrata della rigenerazione urbana”. Dagli Architetti italiani parte quindi un monito verso la cultura della costruzione della qualità, “che deve essere prevista negli strumenti normativi, e deve avere la stessa importanza degli interessi tecnici ed economici. Fondamentale – continua - resta il tema dell'interdisciplinarietà e l'investimento sul tema dei concorsi di progettazione, in due fasi e con incarico al vincitore”.
Tra gli altri obiettivi degli Architetti anche quello della creazione di una domanda di qualità, a partire dal mondo della scuola. “Stiamo già lavorando ad esempio con Reggio Children e altri partner – aggiunge Cappochin – per creare delle sinergie e investire sui cittadini del futuro, con una politica di educazione e formazione mirata”.

Le persone e la loro qualità della vita sono al centro della campagna di sensibilizzazione promossa dagli Architetti. “In un nostro tour di scouting a scala internazionale, visitando le ‘città verdi' e imparando come sono fatti ‘gli eco-quartieri di qualità” abbiamo appreso – racconta il Presidente – che a Singapore stanno progettando i piani terra guardando al futuro, ipotizzando la loro conversione nei prossimi 5/10 anni da garage a spazi per altri usi, nella consapevolezza che la persona, e non più l'automobile, potrà determinare per un cambio di prospettiva. Ancora, da Nantes a Lubjana si sono messe in moto numerose iniziative da studiare, che creano alternative per la mobilità urbana, e non si limitano a pedonalizzare i centri storici”.

Gli Architetti hanno invitato al loro congresso il nuovo Governo nella speranza che sia il punto di partenza per una collaborazione fattiva, per la definizione di principi condivisi anche con altre categorie e associazioni, a partire dalla Rete delle Professioni e dall'Associazione Nazionale dei Costruttori con la quale si condivide l'obiettivo della rigenerazione urbana. “Puntiamo ad incidere sul Codice degli Appalti, immaginando magari un Codice del Progetto, ecco perchè auspichiamo di poter avviare presto un dialogo aperto con più ministeri” ha concluso il Presidente.

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