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Il Manifesto di Federcostruzioni per la digitalizzazione dell'edilizia

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edificio 4.0

Il Manifesto di Federcostruzioni per la digitalizzazione dell'edilizia

“Qualche segno di risveglio si vede e non mancano eccellenze diffuse. Ma il mercato dell'edilizia stenta e l'area degli appalti pubblici non aiuta. Anzi, il committente pubblico è alquanto imballato. Ci sono ancora troppe opere che stentano a partire o sono ferme. Passa ancora troppo tempo tra lo stanziamento dei fondi, le gare, l'affidamento dei lavori, la partenza e poi la chiusura dei cantieri”. Il neo-ministro alla Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli ha commentato con un messaggio l'impegno preso da Federcostruzioni nell'ambito di un convegno organizzato nella sede di Ance Nazionale, dedicato al “costruire digitale per un'Italia più sociale, più sicura e più sostenibile”.

“Non basta fare singoli edifici digitali, il problema va affrontato nel suo complesso. Serve un cambiamento radicale di mentalità, una rivoluzione dalla progettazione alla gestione” ha ribadito Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni. “Il mio ministero – ha aggiunto Toninelli - sta lavorando a correttivi sul Codice dei Contratti e sicuramente c'è molto da snellire anche quando pensiamo ai compiti e all'azione del Cipe. Noi puntiamo molto sul rafforzamento degli investimenti pubblici in seno alla domanda aggregata. E pensiamo soprattutto alle piccole opere diffuse sul territorio, quelle che aiutano davvero la crescita”.

Stop al consumo di suolo. Sì alla gestione sostenibile del suolo occupato e alla rigenerazione urbana
Per Toninelli questa è la sfida di innovazione che potrà aiutare il settore a ripartire.“Il BIM, il Building information modelling, può far fare un salto di qualità agli appalti pubblici. Si possono ridurre drasticamente i tempi di progettazione e i costi di costruzione, ottimizzando la gestione delle infrastrutture realizzate. Ecco perché – ha aggiunto - lavorerò duramente alla diffusione della digitalizzazione nel settore delle costruzioni”.

BIM, GIS, IoT possono dare grandi opportunità e nel messaggio di Federcostruzioni, industria, costruzioni e città devono essere correlati, per garantire qualità e sicurezza, proprio attraverso la digitalizzazione. Il dialogo è aperto e gli interlocutori non possono essere che quelli del settore delle costruzioni e dell'immobiliare, protagonisti nella costruzione di edifici 4.0 e di smart city.

A Roma Federcostruzioni ha aperto un tavolo, presentando un ‘Manifesto' che, attraverso la digitalizzazione, fa delle proposte mirate per la rigenerazione urbana e la riqualificazione immobiliare del Paese. Si parla di valorizzazione degli edifici storici, di riduzione dei costi di gestione degli edifici, di come rendere più sicuro il patrimonio immobiliare. A differenza di altri settori industriali, le costruzioni sono indubbiamente più lente nell'adottare le nuove tecnologie digitali: ad oggi le costruzioni risultano uno dei comparti industriali meno digitalizzati, con conseguenza dirette sulla produttività e sui costi di realizzazione e gestione immobiliare e infrastrutturale. Il Boston Consulting Group (BCG) stima che l'impiego di nuove applicazioni software e di piattaforme digitali possa portare ad una riduzione del costo totale dell'intero ciclo di vita di un'opera di quasi il 20%. Per il settore non residenziale, ad esempio, BCG stima che i risparmi possano variare dal 13 al 21% nelle fasi di progettazione e costruzione, e dal 10 al 17% nella fase della gestione del patrimonio. Considerando che il settore delle costruzioni, secondo l'Istat, sostiene una spesa per l'acquisto di beni e servizi finalizzati alla costruzione di fabbricati residenziali e non residenziali di circa 170 miliardi di euro/anno, quantificando la riduzione di costo partendo dai dati di contabilità nazionale dell'Istat e applicando le percentuali di BCG, si può stimare un risparmio annuale compreso tra i 20,4 e i 32,2 miliardi di euro derivato dall'utilizzo della digitalizzazione nelle fasi di progettazione e di costruzione.

Si tagliano i costi, ma con la digitalizzazione si riducono soprattutto il rischio e le incertezze
Il valore aggiunto si apprezza già nell'ambito del manifatturiero (ne sono testimonianza i dati incoraggianti a livello nazionale di Industria 4.0). E' un fenomeno ineludibile che non potrà che coinvolgere il mondo del costruito: in uno scenario di integrazione spinta, la capacità di acquisire dati, processare e gestire le informazioni, costituirà la baseline sulla quale creare valore, strutturando nuovi servizi e delineando nuove possibilità di mercato. La fotografia attuale del parco immobiliare nazionale, europeo e globale, non è certamente incoraggiante, ed è la sfida aperta.

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