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Due strutture a Venezia si aggiungono al progetto Cammini e Percorsi del Demanio

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Due strutture a Venezia si aggiungono al progetto Cammini e Percorsi del Demanio

Ciclovia ex caserma Alberoni (venezia)
Ciclovia ex caserma Alberoni (venezia)

Il progetto Cammini e Percorsi dell'Agenzia del Demanio prosegue senza sosta anche durante l'estate. Le ultime due novità riguardano il Veneto, con due assegnazioni nell'ambito del relativo bando volto a recuperare le strutture pubbliche lungo gli itinerari storico-religiosi e le ciclovie. Si tratta della Batteria Marco Polo e dell'ex Caserma della Guardia di finanza “Alberoni”.
Fino ad oggi le procedure di gara avevano già portato alla concessione di 17 edifici a privati che avevano presentato offerte e gli ultimi due tasselli si trovano entrambi a Venezia, sulla Ciclovia Vento, che nei prossimi mesi saranno riqualificate e messe a servizio di camminatori e bikers. In particolare la Batteria Marco Polo è stata assegnata in concessione di valorizzazione per 33 anni alla società Giorgio Sacchetto, con un canone fisso di 10mila euro annui, affinché diventi luogo destinato ad attività turistico-culturali, sociali, ricreative e sportive con servizi di ospitalità, vendita prodotti tipici a chilometri zero, enogastronomia e artigianato locale, oltre ad aree attrezzate a campeggio e servizi per bici. Per l'ex Caserma invece la durata della concessione sarà di 50 anni con un canone fisso di 30mila euro annui: la società Hotel D'Orange riqualificherà l'edificio e avvierà un'attività turistico-ricettiva con servizi per il cicloturismo.

Accordo con l'Ics. Poco prima l'Agenzia del Demanio e l'Istituto per il Credito Sportivo (Ics, ente di diritto pubblico) avevano peraltro sottoscritto un protocollo di intesa per l'avvio di una collaborazione istituzionale a sostegno delle iniziative di valorizzazione degli edifici pubblici inseriti nei progetti “Fari, Torri ed edifici costieri” e Cammini e Percorsi. In particolare la banca statale (specializzata in credito per gli impianti sportivi e la cultura) valuterà l'opportunita' di finanziare gli interventi di riuso e recupero degli immobili dello Stato e degli Enti territoriali affidati in concessione a privati attraverso bandi pubblici, quando sono già affidati e aiuterà i privati a strutturare le proposte e i piani economico-finaziari per i bandi aperti o quelli di futura pubblicazione
Il portafoglio dell'Agenzia. Sono ben 43.185 gli asset che costituiscono il patrimonio immobiliare pubblico in capo all'Agenzia del Demanio. A fare il punto della situazione è stato il direttore del Demanio, Roberto Reggi, nel corso di un'audizione presso la commissione Finanze della Camera. In particolare, i citati 43.185 tra aree e fabbricati hanno un valore complessivo di circa 60,5 miliardi di euro. La quota più rilevante del patrimonio pubblico è costituita da 22.063 immobili in uso governativo (tra fabbricati e aree), utilizzati prevalentemente dalle amministrazioni centrali: al 31 dicembre 2017 questo portafoglio valeva 51,5 miliardi di euro, con un valore medio per asset di 2,3 milioni di euro. La terza componente dei beni in campo gestiti dall'Agenzia è poi costituita da beni del demanio storico-artistico. Da rilevare che del totale dei 43.185 asset solo il 4% in termini di valore (pari a 2 miliardi di euro) è incluso nel patrimonio alienabile, che conta 15.160 beni per un valore medio di 130mila euro. Reggi ha specificato che l'Agenzia del Demanio continuerà a vendere circa 50 milioni all'anno di beni, anche se si tratta di un valore difficile da mantenere a causa dello scarso interesse su tali beni.

Gli investimenti. Gli investimenti sul patrimonio pubblico gestiti dall'Agenzia del Demanio valgono 3,23 miliardi di euro in un arco temporale di proiezione sui prossimi dieci anni. Il piani di investimenti conta due grandi capitoli. Un capitolo include tutti gli interventi di messa in sicurezza e ammodernamento (antisismica ed efficientamento energetico) per un valore di 1.507 milioni di euro. L'altro capitolo riguarda la realizzazione dei cosiddetti federal building nelle principali città italiane, per un valore di 1.723 milioni di euro.
La riqualificazione sismica. Vale la pena ricordare che sono 102 gli immobili dello Stato, distribuiti nell'area del cratere sismico, con cui l'Agenzia del Demanio avvia il piano di indagine per la riqualificazione sismica ed energetica che interesserà, nei prossimi anni, tutti i 34 milioni di metri quadri di edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione centrale. L'obiettivo è renderli più sicuri, più efficienti e più monitorati .

Per perseguire la messa in sicurezza, è stata avviata una gara pilota, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e online (www.agenziademanio.it), che riguarda un primo pacchetto di immobili, per una superficie di circa 200mila metri quadri utilizzati, per la maggior parte, da Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Gli immobili, suddivisi in 13 lotti territoriali, si concentrano nelle Regioni Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, e nelle tre delle dieci città italiane contraddistinte dal più elevato livello di rischio sismico: Isernia, Gorizia e Potenza. La gara vedrà impegnati gli operatori interessati durante tutta l'estate, poiché scade il prossimo 21 settembre ed ha un importo a base d'asta di circa 3,8 milioni di euro. E' finalizzata a selezionare gli operatori che si occuperanno di produrre sia un'analisi puntuale ed approfondita della vulnerabilità sismica degli immobili, identificando quindi gli interventi più urgenti e necessari a ridurre il rischio, sia gli audit energetici utili ad individuare le operazioni di riqualificazione che assicureranno maggiori risparmi sulla bolletta energetica nazionale.

Attraverso l'utilizzo modello Bim (Building Information Modeling) sarà inoltre possibile garantire un livello di conoscenza immobiliare più evoluto e completo, facilitando la manutenzione programmatica degli immobili. Con questa gara sarà possibile raccogliere contributi dalle categorie professionali e dagli stessi operatori economici prima dell'avvio delle attività su “larga scala”. Si tratta infatti di un piano di sicurezza nazionale di lungo periodo che prevede interventi di riqualificazione fino al 2031 a fronte di un primo investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro che aumenterà progressivamente in base alle disponibilità del Bilancio dello Stato

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