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In Sardegna il mercato immobiliare torna vivace

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In Sardegna il mercato immobiliare torna vivace

Perle ville che si affacciano direttamente sul mare prezzo medio da circa tre milioni in Costa Smeralda
Perle ville che si affacciano direttamente sul mare prezzo medio da circa tre milioni in Costa Smeralda

La crisi immobiliare ha solo lambito le coste della Sardegna del nord. Il mercato immobiliare della Costa Smeralda ha risentito della crisi in maniera minore rispetto alle altre aree dell’isola. Nel 2017, le transazioni fra Olbia e Castelsardo sono aumentate di oltre il 10%.

Christie’s Real Estate riporta fra le vendite top una villa con accesso al mare e caletta privata per 55 milioni di dollari. Sempre secondo l’operatore anglosassone in Costa Smeralda il 60% degli acquirenti sono stranieri. In particolare stanno aumentando gli acquirenti di provenienza asiatica. «Da una veloce analisi effettuata sull’offerta immobili di lusso in Costa Smeralda (dai 2 milioni di euro in su) emerge che Arzachena si conferma leader in questa fascia - dice Alessandro Ghisolfi di AbitareCo - Delle 33 ville in tutta la Costa Smeralda il cui prezzo supera i due milioni di euro, 12 si trovano qui».

Le ville che affacciano sul mare hanno un costo medio di tre milioni di euro, spostandosi più all’interno, nel raggio di 10/20 kilometri dal mare, i valori scendono. Accanto alle proprietà affacciate sulle marine, vi sono le tenute di altissimo livello che costituiscono un mercato di nicchia. Si tratta di pezzi unici dal valore di decine di milioni di euro che anche durante il periodo più buio della crisi non hanno sostanzialmente registrato riduzioni di valore. Questi immobili, ville con dépendance e ormeggi privati movimentano il mercato con sole 4 o 5 compravendite all’anno. La loro unicità è data non solo dai contesti in cui sono inserite - quali il Parco del Pevero, Cala di Volpe e Porto Cervo - ma anche dalla firma di alcuni famosi architetti che hanno lavorato in Costa Smeralda quali Jacques e Savin Couelle, Luigi Vietti, Michele Busiri Vici e Jean Claude Lesuisse.

«Si conferma un crescente interesse del mercato verso l’entroterra della Gallura - dice ancora Ghisolfi -. Negli ultimi dieci anni la zona che corre alle spalle di Porto Cervo e Porto Rotondo ha visto crescere i suoi estimatori. Proprietà che distano pochi km dal mare, ma che garantiscono un modo di vivere la Sardegna più autentico non legato solo alla stagione estiva. L’abitazione caratteristica di quest’area è lo “Stazzu”: tipico della Gallura, è un’abitazione di forma rettangolare, dalle pareti spesse, costituite da blocchi di granito e tradizionalmente di un unico piano, fresca d’estate e calda d’inverno.

Dirigendosi al Sud i dati dell’agenzia delle Entrate a fine 2017 mostrano vendite tra Chia e Santa Margherita in aumento del 35,9% e nel “Sarrabus”, che include Villasimius e Costa Rey, in rialzo del 23,6%. A Pula il mercato registra una leggera ripresa delle richieste. Aumentano le richieste di appartamenti da adibire a B&B e case vacanza da parte di investitori locali. Le cifre investite partono da 150 mila euro e i rendimenti medi sono compresi tra gli 80 e i 150 euro al giorno durante l’alta stagione che va da maggio a settembre. A Santa Margherita di Pula i costi vanno da 1.200 a 2.600 euro al mq. Le quotazioni più elevate si registrano nella zona di Chia Laguna dove per tipologie particolarmente prestigiose si toccano punte di 5.000-6.000 euro al mq. Le quotazioni sono stabili in zona Costa Rei, mentre scendono a Villasimius (-1,3%). Calano i prezzi anche sull’isola di Sant'Antioco (-1,5%).

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