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Questo articolo è stato pubblicato il 05 marzo 2011 alle ore 09:40.

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Sono sconcertato da quelli che sostengono che gli Stati Uniti potrebbero risparmiare un mucchio di soldi mettendo fine alla guerra in Afghanistan, e più in generale tagliando i fondi smisurati stanziati per la difesa. È una tesi sostenuta normalmente da commentatori di sinistra, ed è la variante di un dibattito che prosegue da anni.
Non voglio dire che approvo i livelli correnti di spesa militare. La crescita degli stanziamenti per la difesa in seguito agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2011 è scandalosa. Siamo stati attaccati da un gruppetto di persone armate di taglierini (o qualcosa di simile: non è mai stato appurato con sicurezza) e abbiamo reagito comprando montagne di carri armati e invadendo un paese che non aveva nulla a che spartire con quell'attacco.

Pertanto sì, gli Stati Uniti spendono un mucchio di soldi per la difesa, e non ce ne sarebbe la necessità. Anzi, si può tranquillamente affermare che la difesa sia la voce del bilancio federale dove gli sprechi sono maggiori, principalmente perché i politici non osano negare fondi ai militari per paura di essere tacciati di scarso patriottismo. Al di là dei dubbi sui costi eccessivi delle guerre in Afghanistan e in Iraq - invadere l'Afghanistan aveva senso nel 2001, ma non riesco a capire che cosa stiamo facendo laggiù adesso - è chiaro ormai da tempo che le forze armate Usa continuano a tenere alta la guardia contro minacce che dopo la caduta dell'Unione Sovietica non esistono più.
Nonostante tutto questo, però, rimane vero un dato di fatto: il cuore dei problemi di bilancio del governo oggi non è la spesa per la difesa. Il bilancio del presidente Obama punta a ridurre leggermente la spesa militare, portandola entro il 2016 al 3,4% del Pil. Per fare un confronto, negli anni 50 questa voce rappresentava la metà del bilancio federale. Si potrebbe sostenere che la percentuale dovrebbe essere più vicina al 2%, ma anche tagliando le spese militari non riusciremmo a evitare di dover prendere decisioni difficili in aree come la sanità.

Gli Stati Uniti devono cercare con ogni mezzo di ridurre le spese nel settore della difesa, ma dobbiamo essere consapevoli che anche se ci riuscissimo il buco di bilancio ne trarrebbe ben poco beneficio. Lo comprova il grafico qui in basso, che mostra la spesa per la difesa in percentuale del Pil secondo le cifre fornite dal governo.
Se non riuscite a capire come sia possibile essere convinti al tempo stesso che sprechiamo un mucchio di denaro per la difesa e che mettere fine a questo spreco darebbe solo un modesto contributo alla soluzione dei nostri problemi di bilancio, allora non sono in grado di aiutarvi.

(Traduzione di Fabio Galimberti)
© 2011 NYT DISTRIBUITO DA NYT SYNDICATE

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