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Questo articolo è stato pubblicato il 12 marzo 2011 alle ore 08:14.

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Il mercato (e il piacere) dei treni superveloci (Fotogramma)Il mercato (e il piacere) dei treni superveloci (Fotogramma)

L'opinionista George Will ha pubblicato su Newsweek un editoriale peculiare sull'iniziativa del presidente Barack Obama in favore dell'alta velocità ferroviaria. «Perché l'America dell'amministrazione Win the Future è tanto ossessionata dalle ferrovie, tecnologia che il futuro lo rappresentava duecento anni fa? Perché l'obiettivo della sinistra è modificare il comportamento (degli altri)» scrive Will.

«Perennemente alla ricerca di leve per forzare il mondo nella direzione che preferiscono loro, i progressisti sostengono che l'alta velocità ha tanti pregi: migliora il clima, accresce la competitività, rafforza la sicurezza nazionale, riduce il traffico e razionalizza l'uso dei terreni. Il vero motivo della passione dei progressisti per i treni è che vogliono combattere l'individualismo degli americani per collettivizzarli più facilmente». È stupefacente vedere Will - che non è stupido - adattare il turpe slogan della «sinistra-che-odia-le-vostre-libertà» agli spostamenti su ferro.

Delle tre modalità di trasporto meccanizzato che utilizzo, i treni sono di gran lunga quelli che mi danno la sensazione di maggior libertà.

Gli aerei sono terribili: prima fai una lunga fila per i controlli di sicurezza, poi devi stare seduto con tutte le apparecchiature elettroniche spente durante il decollo e l'atterraggio. E se devi sgranchirti le gambe non sai dove andare. Le auto? Il problema è che bisogna guidarle, e questo impedisce di fare qualsiasi altra cosa.

In treno, invece, posso leggere, ascoltare musica, navigare su internet o andare al bar.
È vero che gli aerei sono molto più veloci. Ma ci sono dei costi legati al viaggio in aereo che possono essere evitati o ridotti viaggiando in treno, e sono costi che bisogna sostenere sia se devi volare all'altro capo del Paese sia se devi fare un volo breve di un'ora o due. Quando ti imbarchi devi raggiungere l'aeroporto, che sta ai margini della città, e quando sbarchi devi arrivare dall'aeroporto alla città: di solito è una distanza maggiore di quella che bisogna percorrere per andare o venire da una stazione ferroviaria, che normalmente si trova in una zona centrale.

Se stimiamo i costi fissi del viaggio aereo (compreso il tempo in più che va perso per i controlli di sicurezza e l'imbarco) in 2 ore, e supponiamo una velocità di volo di 800 chilometri l'ora, contro 320 chilometri l'ora del treno ad alta velocità, la distanza oltre la quale l'aereo diventa conveniente è di 1.073 chilometri.

Il che significa che per attraversare il continente l'aereo continua a essere decisamente più rapido, ma non per andare da Boston a Washington, o da San Francisco a Los Angeles. Sulle brevi distanze si può fare un discorso analogo sulla convenienza dell'auto rispetto al treno, legata alla vicinanza del percorso alle destinazioni desiderate.

Ma quello che voglio dire è che esiste una nicchia di mercato per i treni veloci. Se i treni rappresentano un collettivismo senz'anima, allora sono un collettivista senz'anima.
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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