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Questo articolo è stato pubblicato il 27 gennaio 2012 alle ore 07:59.

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Il primo febbraio scadranno 25,8 miliardi di un ex-BTp decennale entrato in circolazione nell'agosto del 2001, quando la crisi del debito sovrano europeo poteva appassionare solo il mondo della fantafinanza.

Il prossimo mercoledì, il Tesoro affronterà il primo maxi-rimborso del 2012 sulla fascia dei titoli a medio-lungo termine. Il primo di quel 'muro' di rimborsi - 'the wall' per gli analisti esteri - da oltre 90 miliardi e concentrato entro il 30 aprile, che solo due mesi fa, lo scorso novembre, aveva contribuito alla fuga dai BTp degli stranieri, a rendimenti oltre il 7% e allo spread record a quota 575 punti. Quel muro, oggi, spaventa meno.
A soli tre giorni lavorativi dalla fatidica scadenza del primo febbraio, lo spread è tornato nell'orbita dei 400 punti, i rendimenti del decennale testano la soglia del 6% per riavvicinarsi ai livelli più normali del 5 per cento. Intanto le aste italiane d'inizio 2012 inanellano un successo dietro l'altro: ieri i CTz sono stati collocati per 4,5 miliardi - l'importo massimo in offerta, più del doppio rispetto all'emissione assegnata a fine dicembre - a un rendimento del 3,76% contro il 4,85% dell'asta precedente e del 7,81% di quella di novembre. Oggi saranno venduti BoT per 11 miliardi, con rendimenti attesi ancora in calo, mentre lunedì il Tesoro tornerà alla carica con un importo massimo importante, 8 miliardi, con BTp tra i cinque e i dieci anni in offerta.

Cosa è cambiato in questi ultimi mesi? Il Tesoro non è di certo giunto impreparato al primo maxi-rimborso 2012 e questo è servito a tranquillizzare il mercato. Per questo appuntamento, infatti, il Mef ha iniziato a prepararsi dal maggio del 2010, avviando una serie di quattro operazioni di concambio che hanno sgonfiato nel tempo il pagamento per circa 2,5 miliardi. Dallo scorso dicembre a oggi, inoltre, contando le aste di fine 2011 con data di regolamento il 2 gennaio 2012 (il versamento nelle casse dello Stato è avvenuto quest'anno pur con emissioni realizzate nel 2011), il Tesoro ha messo parecchio fieno in cascina: ha raccolto oltre 22 miliardi tra BoT (8 miliardi, grazie soprattutto ai flessibili), BTp a tre anni (6,8 miliardi), BTp a 10 anni (1,2), CTz (6,2) e CcT (0,8), naturalmente al netto dei BoT in scadenza in questo periodo. Se il prossimo lunedì i BTp a cinque anni, a dieci anni e i BTp off-the-run scadenze 2016 e 2021 saranno collocati per l'importo massimo complessivo, altri 8 miliardi confluiranno nelle casse dello Stato. Il primo febbraio, dunque, il Tesoro potrà rimborsare i 25,8 miliardi e mantenere in cassa un buon cuscinetto di liquidità.

Il mercato tuttavia guarda avanti, anticipa, e sposta già la sua attenzione sui successivi maxi-rimborsi: altri 65 miliardi entro il 30 aprile sulle scadenze medio-lunghe, senza contare i 58 miliardi e più di BoT che si rinnovano in automatico con il roll-over delle aste. A sostegno della performance del rischio-Italia anche in vista della scalata del prossimo muro, in prospettiva dovrebbero continuare ad avere un ruolo importante quegli stessi fattori positivi che hanno fatto stringere lo spread nelle ultime settimane e hanno fatto calare i rendimenti: le misure strutturali varate dal Governo Monti per garantire il pareggio di bilancio e migliorare il tasso di crescita potenziale; le operazioni di rifinanziamento principale della Bce al sistema bancario europeo (che potrebbero superare a febbraio la soglia dei 1.000 miliardi di euro) con contestuale allentamento dei requisiti per le garanzie collaterali per finanziarsi nell'Eurosistema; i progressi sul fronte del 'fiscal compact' volto a migliorare la governance fiscale europea e la convergenza nella disciplina di bilancio.

Non da ultimo, è il mutato atteggiamento di alcuni grandi investitori istituzionali internazionali nei confronti dell'Europa e dell'Italia a poter aiutare il Tesoro a scalare il suo muro di maxi-rimborsi: cresce nel mercato la voglia di vedere, il bicchiere mezzo pieno. Se l'Italia e l'Europa non faranno di tutto per svuotarlo, quel bicchiere, dopo il muro italiano dovrà cadere anche quello della Grecia. Mentre altri muri, i firewalls, andranno eretti.

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