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Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2012 alle ore 14:00.

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Nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 24 gennaio, il presidente Obama ha detto: «Negli ultimi 22 mesi, le imprese hanno creato oltre tre milioni di posti di lavoro. Il bilancio dello scorso anno, dal punto di vista della creazione di nuova occupazione, è il migliore dal 2005 a oggi».
Il che è semplicemente vero. Punto e basta.

Eppure il sito Politifact inizialmente lo ha definito «vero a metà», perché Obama «in sostanza si prendeva il merito dell'aumento dell'occupazione». In realtà Obama non se ne è preso il merito, e anche se fosse, un fatto resta comunque un fatto.
Un lettore pone una buona domanda: dove bisogna andare a guardare per verificare se quello che dice un politico è vero o no?
Purtroppo la risposta dipende dall'argomento di cui ha parlato il politico. La maggior parte dei dati economici può essere verificata controllando le fonti ufficiali, come il Bureau of Labor Statistics (Ufficio statistiche del lavoro) o il Bureau of Economic Analysis (Ufficio analisi economica), e alcuni di questi numeri ufficiali sono facilmente consultabili sull'eccellente banca dati della Federal Reserve di St. Louis, Fred. Ma più in generale bisogna sapere dove andare a guardare.

Lo scopo di Politifact e di altri siti analoghi dovrebbe essere quello di fornire un servizio ai lettori, evitando loro di doversi districare fra le statistiche sulla forza lavoro, sugli scambi commerciali, sulla criminalità o su qualsiasi altra cosa, ogni volta che hanno dei dubbi sulla dichiarazione di un politico.
Purtroppo Politifact ha perso di vista il suo scopo iniziale. Invece di dire semplicemente se un'affermazione è vera o no, sta cercando di proporsi come una sorta di arbitro di un presunto fair play: anche se un politico dice una cosa assolutamente vera, Politifact sentenzia che è vera solo in parte, qualora ritenga che quel fatto sia stato usato per ottenere in modo scorretto un vantaggio politico.
Nel caso della dichiarazione di Obama, Politifact inizialmente ha detto che era vera solo a metà, poi l'ha promossa a «prevalentemente vera», non perché Obama abbia detto qualcosa di non corretto, ma perché Politifact ha avuto la sensazione che il presidente cercasse di dare a intendere che quell'aumento dell'occupazione era merito suo.

È profondamente sbagliato da due punti di vista. Innanzitutto perché la verifica dei fatti dovrebbe limitarsi a verificare appunto i fatti, senza cercare di imporre una sorta di galateo su come questi fatti possono essere usati.
Oltre a vanificare lo scopo del sito, questo approccio trasforma l'intero progetto in qualcosa di soggettivo: quelli di Politifact non hanno nemmeno analizzato ciò che ha detto Obama, hanno analizzato la loro impressione di quello che Obama, forse, cercava di dare a intendere. Roba del genere lasciamola ai mezzibusti televisivi!
Ed è sbagliato anche perché trasforma la cosa in una faccenda di equilibrismi politici. È un dato di fatto che sulla scena politica americana dei nostri giorni i Repubblicani le sparano molto più grosse dei Democratici. Mi spiace, ma è così.

Politifact però vuole dimostrare di essere imparziale. Se si attenesse soltanto ai fatti potrebbe dire: «Guardate, stiamo solo riportando i fatti». Ma avendo definito il suo ruolo come qualcosa che va oltre la semplice verifica dei fatti e implica un giudizio sull'uso "appropriato" dei medesimi, si ritrova sotto pressione per mostrarsi "equanime": il che alla fin fine significa giustificare le falsità dei Repubblicani e trovare un modo per criticare le dichiarazioni veritiere dei Democratici.
Che tristezza.
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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