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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2012 alle ore 08:04.
L'ultima modifica è del 09 febbraio 2012 alle ore 08:52.

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Carlos Ghosn e Philippe Varin nei mesi scorsi sono stati convocati all'Eliseo perché accantonassero i loro progetti di delocalizzazione. Certo, hanno ragione nel sottolineare la perdita di competitività dell'industria automobilistica francese, dovuta soprattutto a costi di produzione ormai fuori mercato.

Ma che aspettino almeno le presidenziali! I numeri uno di Renault e Psa hanno incassato, promettendo tutti gli sforzi possibili. Questo però non fermerà il processo di trasferimento in corso ormai da tempo. È una banale questione di sopravvivenza. D'altronde la quota di produzione "nazionale" dei due gruppi su quella globale è scesa dal 50% del 2005 al 31% del 2011. Proprio oggi Ghosn e re Mohammed VI inaugureranno il nuovo impianto Renault nei pressi di Tangeri. Dalle sue linee uscirà il Dacia Lodgy, monovolume da 12mila euro destinato a fare concorrenza allo Scénic prodotto a Douai (prezzo base 21mila euro). Al di là delle incredibili agevolazioni marocchine, il confronto sul costo del lavoro è impietoso: 240 euro mensili a Tangeri, 2mila a Douai. Partita persa? (M.Mou.)

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