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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2012 alle ore 09:25.

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Le notizie non sono propizie per la destra americana: un dato sull'occupazione migliore del previsto e nuova attenzione alla disuguaglianza, grazie alle ricerche condotte dall'ufficio bilancio del Congresso e al regalo della candidatura di Mitt Romney. Che possiamo fare, si son chiesti a destra? Spargiamo cifre contraffatte, per confondere il dibattito.
Per quanto riguarda l'occupazione, i sospetti si sono attaccati alla consueta correzione demografica operata dal Bls, l'Ufficio delle statistiche sul lavoro, per sostenere che le cifre sono state aggiustate.

Il Bls calcola la disoccupazione sulla base di un'inchiesta mensile, che dice la percentuale di lavoratori disoccupati. Per trasformare questa percentuale nel numero dei disoccupati, il Bls calcola il totale della popolazione in età lavorativa, ma aggiorna queste stime solo una volta all'anno. Questo comporta che a gennaio c'è sempre un ritocco al ribasso o al rialzo dei totali, che non significa nulla.
Ai tempi di Bush ci furono polemiche per una forte crescita dell'occupazione per una stima al rialzo degli abitanti. Ora Rush Limbaugh, la Fox News e altri dicono che una stima al ribasso significa che le cifre sono contraffatte. Non è vero. E la cosa sfibrante è che continuano a tirare fuori la stessa storia nonostante sia stata confutata varie volte.

Passiamo alla negazione della disuguaglianza. I dati dell'ufficio del censimento relativi al coefficiente Gini (l'indicatore che misura la distribuzione del reddito in una popolazione) non sono cambiati di molto rispetto ai primi anni 90, ma come dice Jon Chait, del New York Magazine, sappiamo perché: l'ufficio del censimento "taglia" i dati ai livelli alti di reddito e gli incrementi sono avvenuti nella sezione più elevata della piramide dei redditi.
«L'ufficio del censimento non raccoglie informazioni sul reddito dei ricchi e i ricercatori che si occupano di disuguaglianza vanno a guardare da qualche altra parte quando vogliono studiare le variazioni del reddito tra i supericchi», scriveva Chait il 3 febbraio.

Fate una passeggiata nei quartieri più chic di New York: la disuguaglianza è aumentata. Basta prendere i dati tributari. L'aumento si concentra quasi interamente nello scaglione dell'1% più ricco: perfino la metà meno facoltosa del 10% più ricco è rimasta ferma al palo, e questo dimostra che qui si sta parlando davvero dell'1% contro il 99%, non del 20% più ricco contro le classi più povere. I dati mostrano una crescita della disuguaglianza.
Chait dice anche che i soliti noti stanno recitando il vecchio ritornello per cui «i ricchi in America pagano più tasse dei ricchi degli altri Paesi». È vero, ma perché gli americani sono molto, molto più ricchi.

Da un certo punto di vista è quasi un sollievo quando scopri che questi tizi si inventano qualche falsità originale. Brad DeLong, economista e professore a Berkeley, ha colto il Wall Street Journal a scrivere che i dipendenti dell'amministrazione federale percepiscono il 2% di salario in più e il 48% di prestazioni sociali in più dei lavoratori del settore privato, per concludere che sono pagati il 50% in più.
La cosa importante da sottolineare qui è che tutti questi numeri contraffatti provengono da fonti apparentemente autorevoli: Fox News, che è una grande organizzazione, la pagina degli editoriali del Wall Street Journal e l'American Enterprise Institute.

Non è immaginabile un analogo livello di disonestà statistica sull'altro versante (ad esempio, The Nation, il Washington Monthly o l'Economic Policy Institute).
La sinistra e la destra non si comportano allo stesso modo. Le bugie le possono raccontare persone di ogni orientamento politico, ma la destra possiede una struttura istituzionale della menzogna che non ha corrispettivi a sinistra.
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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