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Questo articolo è stato pubblicato il 29 marzo 2012 alle ore 07:51.
L'ultima modifica è del 29 marzo 2012 alle ore 09:15.
Il passaggio dalla carta al digitale, anche per Rupert Murdoch, questa volta potrebbe essere fatale. Non per i conti di NewsCorp, ma per la tenuta del gruppo stesso. Non ci riferiamo all'innovazione tecnologica nel mondo dei mass media, ma al cambio di direzione che inchieste giornalistiche anglo-australiane hanno imposto al quello che ormai non è più il caso News of The World e sempre più il caso Murdoch.
Oggi si parla di pay Tv e di presunte manovre a dir poco libertine a danni dei concorrenti. Si sviluppano in Australia, ma finiscono per sbattere su Londra. Se saranno confermate – e nulla per ora lo fa credere non essendoci alcuna formale imputazione – Rupert e James Murdoch potrebbero perdere la licenza di BSkyB, oggi all'esame dell'authority delle telecomunicazioni.
La partita è delicatissima anche perché, la famiglia Murdoch non può più godere dei favori di Downing street. I rapporti con il premier David Cameron, al centro di un'inchiesta su finanziamenti al Tory party del Sunday Times corazzata di NewsCorp, sono a dir poco tesi. L'incantesimo politico-mediatico che ha scandito, in modo trasversale, la vita britannica s'è d'improvviso infranto. Le conseguenze saranno rumorose, per Rupert Murdoch. Ma forse non solo per lui.
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