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Questo articolo è stato pubblicato il 31 marzo 2012 alle ore 09:51.
L'ultima modifica è del 31 marzo 2012 alle ore 08:14.

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Alec MacGillis, caposervizio del The New Republic, sull'ultimo numero della rivista ha pubblicato un pezzo molto interessante su come l'amore dei direttori di hedge fund per il presidente Obama si sia trasformato in un odio feroce.

«Non sono stati rampognati da uno qualunque, sono stati rampognati dal presidente degli Stati Uniti», fa notare Eugene Fama, leggendario professore di finanza dell'Università di Chicago. «Tantissimi direttori di hedge fund sono partiti dal nulla e hanno fatto soldi a palate, creando migliaia e migliaia di posti di lavoro. Erano abituati a essere l'incarnazione del sogno americano e ora si ritrovano con un presidente che li guarda con fastidio, come se fossero dei mascalzoni. Nonostante tutta la spavalderia e la sicumera che associamo al loro mondo, i direttori di hedge fund sembrano avere forti insicurezze sul loro scopo».

«Per anni, gli operatori del settore finanziario sono stati trattati da quasi tutti con un rispetto e un'adulazione fuori misura», dice Bill Daley (l'ex capo di gabinetto di Obama). Barney Frank, l'ex presidente della Commissione servizi finanziari della Camera dei rappresentanti, è più sferzante: «Non vogliono semplicemente che rappresentiamo i loro interessi, vogliono sentirsi dire che quello che fanno è tanto bello. Vogliono essere omaggiati per quello che fanno per la società. E Obama ha ferito i loro sentimenti: alzargli le tasse non è solamente un colpo al loro reddito monetario, è un colpo al loro reddito psichico, una mancanza di riconoscimento del gran bene che fanno al mondo».

Concordo pienamente con questa analisi. Quando guadagni un miliardo di dollari all'anno puoi comprarti quello che vuoi, il che significa che beni e servizi sono quasi privi di utilità marginale. Quello che vuoi disperatamente è ciò che il denaro non può comprare: il rispetto.
Ho visto questo fenomeno in azione in quei meeting dove pezzi grossi della finanza e professori si mescolano fra loro. Si ha l'idea che chi guadagna grosse cifre sia molto sicuro di sé, ma è vero il contrario: queste persone sono insicure, perché vogliono avere il rispetto intellettuale. E so per certo che alcuni di quelli che hanno sborsato grosse cifre a Obama all'inizio della sua ascesa politica erano motivati in gran parte dalla prospettiva di poter entrare nella cerchia ristretta del potere, cosa che una persona come Hillary Clinton, con tutto il suo curriculum e i suoi contatti, non poteva offrire.

E ora Obama dice quello che chiunque dedichi un po' di attenzione al problema direbbe, e cioè che questi super-ricchi hanno fatto i loro soldi, per certi versi, con metodi socialmente distruttivi: e hanno reagito scompostamente proprio perché in cuor loro sanno che il presidente ha ragione.
E dal momento che in politica il denaro pesa, questa meschineria, queste esibizioni di egocentrismo e vanità offesa possono avere conseguenze disastrose.
(Traduzione di Fabio Galimberti)
© NYT SYNDICATION, 2012

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