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Questo articolo è stato pubblicato il 18 aprile 2012 alle ore 06:44.
L'ultima modifica è del 18 aprile 2012 alle ore 08:23.

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La sfida per i Comuni, soprattutto del Nord, è giocare la partita delle multiutility aprendo al mercato e tenendo saldi in mano pubblica i fili della governance. Torino sta facendo la sua parte. Nei giorni scorsi Palazzo di Città ha ricevuto quattro manifestazioni d'interesse per Gtt, la società del trasporto pubblico locale che in futuro gestirà anche il collegamento tra Torino e l'aeroporto di Caselle. Tra gli interessati, accanto a Trenitalia, i tedeschi di Arriva, già presenti nel trasporto locale in Piemonte, e i francesi di Keolis. Via alla gara, entro un mese, per cedere il 49% delle quote.
È la prima tappa di un percorso avviato, a novembre, con la costituzione della holding delle partecipazioni comunali. Il prossimo passo sarà la cessione di quote delle società (Amiat e Trm) che operano nella filiera ambientale, ossia la gestione dei rifiuti, con sullo sfondo il progetto del sindaco Piero Fassino di costruire un polo nazionale, attraverso una politica di aggregazione, sulla scia dell'operazione realizzata con Edison da A2A e Iren. I nodi al pettine non sono pochi, a cominciare dall'alto livello di indebitamento dei player e dalla fame di risorse che caratterizza il presente. Ma la sfida va giocata fino in fondo e, possibilmente, con un disegno il più chiaro possibile.

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