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Questo articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2012 alle ore 07:35.
L'ultima modifica è del 27 aprile 2012 alle ore 09:01.
È perfino strano registrare un saldo positivo della raccolta dei fondi (in crescita di 1,9 miliardi a marzo) dopo la lunga carestia di un anno. I risparmiatori sono rientrati sui prodotti gestiti collettivamente privilegiando l'obbligazionario, nella convinzione che il percorso di risanamento dei conti pubblici possa tradursi in una valorizzazione dei titoli selezionati dai gestori. L'ansia dello spread, già a febbraio, sembrava sotto controllo. Migliore lo scenario delle obbligazioni.
Riletto a fine aprile questo convincimento è certo meno nitido. Va comunque apprezzata, in questo ritorno di fiducia datata marzo, una certa disponibilità dei risparmiatori nell'avviare nuove posizioni. Prudenti, come è nello spirito di questi tempi. Qualche cosa di simile si era visto nel successo dell'emissione dei Btp Italia avvenuta nella seconda parte di marzo e sostenuta da una campagna sulla fiducia-Italia. Non è ancora il momento dei fondi azionari che segnano un rosso mensile. Guardando bene, anche nei 238 milioni di raccolta negativa (era -675 a febbraio) si può cogliere qualche piccolo mutamento. Tutto da verificare il mese prossimo.
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