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Questo articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2012 alle ore 06:41.

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Le semplificazioni unica carta vincente a favore delle imprese



Ho letto con interesse sul Sole 24 Ore del 25 aprile l'analisi di Raffaello Lupi in materia di semplificazioni. Le leggi sono votate dai parlamentari, che spesso non hanno le mani in pasta nei settori che si trovano a normare. Così, invece di armonizzare e guidare il Paese, la produzione legislativa lo sta paralizzando in assetti mostruosi. Opero nel settore delle bonifiche e rifiuti: l'emanazione della norma del decreto semplificazioni sulle terre e rocce da scavo ha comportato l'organizzazione da parte di Unindustria Venezia di un workshop tra esperti per interpretare al meglio l'oscura formulazione del testo approvato. Paghiamo anche tanto i direttori generali dei ministeri che stilano le norma ma facciamone degli amministratori/decisori, responsabili che semplificano le attività. Si creerà un circolo virtuoso che farà risparmiare denari al Paese e tempo agli operatori.
Alberto Bernstein
Venezia
Come cambiare l'articolo 18
Sono un imprenditore campano e da oltre 35 anni opero nel settore dell'alluminio per l'edilizia con i relativi trattamenti elettrolitici. A oggi l'azienda conta 80 dipendenti e, malgrado la congiuntura negativa e le difficoltà di operare in un territorio svantaggiato come il nostro, regge in un mercato sempre più complesso. Alla luce del dibattito in corso sulla riforma del lavoro e sulla possibilità di abolire o meno l'articolo 18, espongo una mia proposta. È inopportuno cancellare l'articolo 18, poiché aiuterebbe alcuni imprenditori disonesti ad attuare politiche irrispettose dei diritti dei lavoratori. Tuttavia, avere la possibilità di poter licenziare soltanto l'1% annuo della forza lavoro significherebbe poter sostituire quelle risorse non motivate che rallentano lo sviluppo del progetto imprenditoriale e mortificano talvolta il lavoro degli altri lavoratori che con dedizione e passione ogni giorno contribuiscono al successo dell'azienda.
Ferdinando Melella
Amministratore unico Meral
Salerno
Una manovra più equa
I consiglieri regionali si oppongono alla riduzione degli emolumenti che in media sono di circa 20mila euro al mese. La spesa media regionale è in costante aumento, così come le tasse per i cittadini. Una manovra equa sarebbe stata quella di legare per legge la riduzione delle pensioni e dei salari dei dipendenti privati e pubblici al calo retributivo a favore dei consiglieri regionali. La situazione economica del Paese è preoccupante e non si può arrestare con l'incremento delle tasse, la riduzione delle pensioni e dei salari ai soliti noti.
Giuseppe C. Budetta
A caccia di pensioni «decedute»
Per ridurre le spese dello Stato, sarebbe importante tagliare gli assegni che ricevono i familiari di pensionati ormai defunti. È importante che ci sia collaborazione fra Stato e Comuni, obbligati a comunicare online all'Inps entro 8 giorni i decessi. Nel caso in cui non avvenga la comunicazione, lo Stato intimi ai Comuni di sobbarcarsi il costo di eventuali abusi in materia.
G.S.
Faenza (RA)
Siae e fondo pensioni
In merito all'articolo "La Siae cita gli ex vertici del fondo pensioni", pubblicato sul Sole 24 Ore del 21 febbraio, si precisa che il fondo pensioni Siae aveva, sin dal 2008, proposto a tutti gli affittuari (solo alcuni dei quali dipendenti o pensionati Siae) l'acquisto degli immobili di sua proprietà. Ma a tale proposta non seguì rogito notarile. Inoltre, il tasso contrattualmente stabilito non era quello del 2%, ma un tasso successivamente determinato nella misura del 3,9 per cento. Quanto alla caparra confirmatoria, si precisa che ho corrisposto al fondo, per il suo acquisto, la somma di 25.030 euro.
Antonio Musio

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