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Questo articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2012 alle ore 08:19.
L'ultima modifica è del 30 aprile 2012 alle ore 08:47.
C'è una campagna acquisti che ogni anno, alla luce del sole e amplificata dai giornali, appassiona gli sportivi italiani: è il calciomercato con le sue voci, i suoi trasferimenti, i suoi affari. Ma ogni anno, ben più nascosta ai riflettori della cronaca, si svolge un'altra "campagna acquisti clienti" che piace poco agli italiani.
Un fenomeno caratterizzato da firme contraffatte, da promesse di risparmi iperbolici sulla bolletta, da sottoscrizioni ottenute con comportamenti aggressivi. È la cosiddetta «attivazione di contratti non richiesti». Ora l'Authority ha deciso di imprimere un giro di vite contro questa cattiva pratica, che scatterà dal prossimo 1° giugno (vedi articoli a pagina 25). Nuove procedure di reclamo più efficaci, rafforzamento delle attività di monitoraggio, creazione di "black list" pubblicate sul sito dell'Aeeg sono tra le misure adottate. Ottimi propositi, senza dubbio. Ma spesso in Italia questi propositi fanno la stessa fine delle "grida manzoniane". E poi: anzichè intervenire - sempre stando alla metafora calcistica - dopo il 90° minuto alimentando polemiche e proteste, non è forse meglio intervenire a monte, prima che la partita cominci, "squalificando" chi si è meritato il cartellino rosso?
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