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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2012 alle ore 09:31.
L'ultima modifica è del 05 maggio 2012 alle ore 08:15.

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Non bastava la batosta delle multe latte. Ora, nel quadro della riforma della Politica agricola comune, il sistema lattiero caseario italiano rischia di perdere anche gli aiuti riservati al settore dal «pacchetto latte». A partire da un plafond finanziario di 40 milioni l'anno che Bruxelles riserva alle Organizzazioni dei produttori (Op) per migliorare la qualità.

Un'opportunità per tutta la filiera, considerato che il latte in Italia rappresenta la base per produrre formaggi a denominazione d'origine esportati in mezzo mondo.
Peccato che le Op riconosciute attualmente nel nostro Paese siano solo 18, con un giro d'affari di circa 500 milioni, a fronte di un valore alla produzione del settore di 4,5 miliardi. Un'incidenza che supera dunque appena il 10% del totale. Con la riforma del settore chesarà completata i primi di ottobre, gli Stati membri hanno la possibilità di rimodulare i parametri minimi richiesti per costituire le Op. Il governo francese ha già approvato il suo decreto. L'Italia è ancora alle prime battute. Ma quattro mesi potrebbero non bastare e il rischio è di perdere l'ennesimo treno del latte.

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