Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 25 agosto 2013 alle ore 08:26.

My24

«Pubblico e privato insieme: 500 miliardi per Pompei», titolava il Sole 24 Ore nel gennaio del 1998 agli albori dell'era dei city manager. "Pompei tenta la carta del super-commissario", raccontava il quotidiano di via Monte Rosa nell'estate del 2009, quando per salvare l'area archeologica più famosa del mondo fu invocato il tocco taumaturgico della protezione civile.
"Terapia intensiva per Pompei" sarà il titolo che, nell'aprile del 2012, annuncerà il Grande progetto da 105 milioni cofinanziato da Bruxelles. Poi si arriva all'ultimo Dl Valore Cultura con il "Via alla task force per Pompei".
Il sito vesuviano da una quindici d'anni vive di annunci clamorosi, specialità nella quale si sono cimentati politici e tecnici più o meno competenti. Per contro di fatti concreti se ne sono visti pochi, a meno che non si voglia annoverare tra questi il crollo della Schola armatorum del novembre 2010 e la sfilza di indagini giudiziarie che hanno raggiunto quasi tutti i protagonisti delle diverse stagioni del rinnovamento pompeiano. La speranza è che la nomina del direttore generale di progetto segni finalmente una discontinuità positiva: che avvenga in fretta e si porti dietro un'accelerazione del Grande progetto.
L'Unesco per fine anno aspetta il piano di gestione dell'area e intanto, fuori di questa, non mancano proposte di sponsorizzazione di privati, quasi sempre inascoltate. "Niente cultura, niente sviluppo" è il principio fondamentale del Manifesto del Sole 24 Ore per una Costituente della cultura. Quale terreno migliore di Pompei per provare a metterlo in pratica?

Shopping24

Dai nostri archivi