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Questo articolo è stato pubblicato il 30 agosto 2014 alle ore 08:15.

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L'accordo Frontex Plus definisce soltanto in superficie la ripartizione dei costi e benefici della migrazione tra i paesi europei. Costi e benefici che si estendono al funzionamento del mercato del lavoro e dei sistemi di welfare dell'Unione europea.
Nelle stesse ore in cui il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, negoziava con Cecilia Malmstrom, commissario europeo agli Affari interni, il pattugliamento delle coste mediterranee, il ministro dell'Interno tedesco Lothar de Maiziére dichiarava che il suo paese stava riflettendo se introdurre un tetto ai sussidi per i figli degli immigrati europei che rimangono nel paese di origine. La proposta riprende con sei mesi di ritardo quella simile avanzata dal premier David Cameron per il Regno Unito.
Il punto è che le preoccupazioni per l'esodo oramai quasi biblico dal Sud al Nord del Mediterraneo agita facili populismi e apre la porta a misure restrittive di flussi migratori che non hanno nulla a che fare con l'emergenza mediterranea e che sono anzi una componente cruciale del mercato del lavoro europeo. E, allo stesso tempo, la forte sensibilità del pubblico europeo per i presunti costi dell'immigrazione in senso generale (che appunto è alla base delle proposte populiste anglo-tedesche) spiega la riluttanza dei partner europei a condividere gli oneri del pattugliamento delle nostre coste. Insomma un confuso circolo vizioso su cui è bene fare un po' di chiarezza.
Che la drammatica emergenza mediterranea debba essere gestita collettivamente è ovvio perché i numeri sono insostenibili per un singolo paese, e perché la questione italiana si ripresenta sulle coste spagnole e greche. Ma c'è un altro elemento fondamentale che caratterizza l'esodo di questi ultimi anni rispetto al passato che invece favorisce la riluttanza europea. In passato gli sbarchi erano in gran parte motivati da ragioni economiche. La pressione migratoria fu allora di fatto attenuata attraverso una strategia europea alta di graduale integrazione economica con i paesi di origine, l'allargamento a Est e gli accordi commerciali a Sud: strategia di cui tutta l'Unione europea ha beneficiato. I nuovi sbarchi riguardano invece popolazioni in fuga da drammatici scontri politici e spesso genocidi di fronte ai quali l'Europa è oggi impotente e in gran parte disarmata, senza una politica estera e una difesa comune. Nell'impossibilità di definire una strategia alta, all'Europa non rimangono che gli argomenti (non forti) della solidarietà e di un rafforzamento dei controlli delle frontiere per giustificare un'azione collettiva.
Le meschine proposte inglesi e tedesche sui contributi ai figli degli immigrati riguardano un altro tipo di immigrazione, quella intra-europea fondata su motivi economici. Ma anche queste, oltre che dalla paura indotta dagli esodi mediterranei, derivano dalla perdita del senso strategico alto di un'Unione fondata sulla libera circolazione delle persone.
Il twitter con cui il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha replicato a David Cameron illustra bene la miopia delle proposte: «Se la Gran Bretagna si prende i nostri contribuenti fiscali, non dovrebbe anche pagare i loro benefici?». Sikorski ha ragione. I contributi pagati nel Regno Unito dagli immigrati sono certo più alti di quelli pagati in patria e di conseguenza perché limitarne le prestazioni al livello polacco o rumeno?
Diversi studi hanno dimostrato, proprio nel caso della Gran Bretagna, come il saldo tra contributi pagati e prestazioni erogate per gli immigrati sia positivo. E certamente, in senso generale i cantieri di Londra come le fabbriche tedesche hanno in parte fondato la propria prosperità sul basso costo del lavoro degli immigrati Est-europei.
Insomma la misura è miope e ottusa. Ma il fatto stessa che venga proposta dimostra quanto attento sia l'orecchio dei politici europei alle ansie populistiche e antieuropeistiche per immigrati di cui costantemente si sottostimano i benefici e si sovrastimano i costi. In questa prospettiva l'esodo verso le nostre coste continueremo in gran parte a gestircelo da soli.
barba @unimi.it
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