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Questo articolo è stato pubblicato il 27 novembre 2014 alle ore 07:51.
L'ultima modifica è del 27 novembre 2014 alle ore 08:28.

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Ex tesoriere del partito Radicale, ex consigliere politico del ministro per l'Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca ed ex membro del cda di Finmeccanica, Paolo Vigevano è oggi amministratore delegato di Acquirente Unico Spa.

Ci può spiegare la mission dell'Au?
È cambiata nel tempo in funzione delle leggi istitutive e di come queste si sono applicate nella realtà. All'inizio doveva essere il soggetto che raccoglieva dagli utenti finali le risorse destinate agli investimenti del settore elettrico. Poi quell'impostazione è caduta ed è divenuto l'approvvigionatore per gli utenti non ancora passati al mercato libero. Questa funzione è proseguita nel tempo e ancora oggi Au rifornisce il segmento del cliente finale. Per dargli il tempo di scegliere e trovarsi un operatore sul mercato libero.

Ma sono passati sette anni, non trova ci sia una contraddizione intrinseca nella mission?
Dov'è la contraddizione?

Svolgendo il vostro compito di acquisto e vendita di energia a tariffe contenute, state di fatto disincentivando gli utenti a passare al mercato libero. Una domanda: lei, per la sua abitazione a Roma, cosa ha scelto? È di maggior tutela o no?
Certo che sono di maggior tutela! Perché dovrei cambiare?

Ma se lei, persona chiaramente più informata di chiunque altra, sceglie la maggior tutela, vuol dire che quando si raggiunge il massimo di informazione possibile si conclude che non conviene passare al mercato.
Che cosa c'entra? Un mercato si crea se c'è informazione corretta. La mia funzione è di dire: «Queste sono le condizioni, queste le opportunità, questi sono i prezzi, e se capite qualcosa, decidete». Questa è la mia funzione. Il mio scopo non è spostare la gente sul mercato libero. È assicurare una scelta corretta al cliente finale. Tra questi ci sono anch'io.

In altre parole quella di favorire il passaggio al mercato è una mission impossible?
No, non è vero. Ci sono offerte più basse delle nostre per determinati tipi contrattuali. Già lì c'è una competizione… chi ha fatto il trasferimento al mercato libero ha fatto una valutazione diversa da quella che posso fare io.

Ma se lei e Francesco Sperandini, numero 3 al Gse - quindi due delle persone più informate d'Italia sul tema - avete scelto di rimanere nella maggior tutela, non vuol dire che la situazione attuale porta chi è informato a fare la scelta di rimanere tutelato?
Io vivo solo, e ho un profilo di consumo abbastanza anomalo. Non so come viva Francesco Sperandini… Però comunque non c'è dubbio che da un rapporto dell'Autorità dell'agosto dell'anno scorso emergeva che in quel periodo le nostre offerte fossero più vantaggiose di quelle del mercato libero. E questa, sono d'accordo con lei, è veramente una contraddizione importante nell'evoluzione del mercato elettrico. Ma il difetto non è dell'impostazione italiana. Sono difficoltà del mercato… Un mercato non ha necessariamente successo. Un mercato può anche fallire.

Quindi lei sta dicendo che nel settore domestico il mercato non è la soluzione migliore?
Io non posso dire che il mercato sia fallito, perché molte persone sono passate al mercato libero, però ha delle criticità che sono state sottovalutate all'inizio.

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