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Battisti, una beffa inaccettabile

IL CASO DEL TERRORISTA

Battisti, una beffa inaccettabile

Il caso Battisti oggi resta un nodo cruciale della capacità di risolvere, una volta per tutte, una vicenda annosa e finora subìta dall'Italia senza possibilità di replica. Quasi come se lo Stato non avesse forza o titolo di far rispettare l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato. Non reati qualunque, ma azioni di terrorismo risalenti alla fine degli anni Settanta del secolo scorso costate la vita a due commercianti, un agente penitenziario e un poliziotto.

I ministri dell'Interno, Angelino Alfano, e della Giustizia, Andrea Orlando, hanno dato più di un'assicurazione sull'impegno del governo a riportare dal Brasile, dove ieri è stato prima arrestato e poi scarcerato, il terrorista pluriomicida condannato all'ergastolo in contumacia. Cesare Battisti, tuttavia, ha dimostrato in più di un'occasione recente di avere grande abilità nella fuga ma anche appoggi, consensi politici, protezioni trasversali e ampie disponibilità di accesso a zone franche o sicure.
Oggi, perciò, non si può più sbagliare: l'ennesima beffa sarebbe inaccettabile, oltre che ridicola.

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