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Impegni sulla crescita in cerca d’autore

il g20 in turchia

Impegni sulla crescita in cerca d’autore

Vista attraverso la lente del G20, i cui leader si riuniranno domenica nella città mediterranea di Antalya, in Turchia, l’economia mondiale riflette tre dinamiche principali.

Negli Stati Uniti, il passo dell’attività economica si consolida progressivamente. La creazione di nuova occupazione, pari a 270.000 nuovi posti di lavoro a ottobre, è andata oltre le attese; il tasso di disoccupazione, pari al 5 per cento, è il più basso dal 2008 e la dinamica salariale è aumentata del 2,5 per cento negli ultimi 12 mesi.

Dall’altro lato del Pacifico, la Cina prosegue nella sua trasformazione strutturale e nel ribilanciamento delle fonti di crescita dalle esportazioni alla domanda domestica. Il suo tasso di espansione va rallentando mentre si accumula eccesso di capacità nel settore manifatturiero come la dinamica deflattiva dei prezzi alla produzione conferma. Il rallentamento della Cina, peraltro, coincide con il generale deterioramento nelle prospettive delle economie emergenti, che dall’apice della crisi finanziaria internazionale, hanno sospinto la crescita economica mondiale.

Nell’Eurozona, gli ordini nell’industria tedesca per il mese di settembre rivelano una caduta dell’1,7 per cento rispetto al mese precedente, contro le attese di un modesto incremento. È la terza volta consecutiva che questo indicatore congiunturale mostra segno negativo, riflettendo, a sua volta, la caduta degli ordini dalle economie emergenti. Del resto, i dati sulla produzione industriale del terzo trimestre rilasciati il 6 novembre mostrano anch’essi una contrazione, pari allo 0,3 per cento sul trimestre precedente.

Oggi l’Ufficio federale di statistica renderà nota la stima per il terzo trimestre del Pil e sarà possibile valutare in che misura i dati relativi agli ordini e alla produzione industriale stanno incidendo sulla dinamica del reddito aggregato. È già ipotizzabile, tuttavia, che il dato rilasciato dal Fondo monetario internazionale il mese scorso per la crescita del Pil tedesco nell’anno in corso, pari all’1,5 per cento e identico a quello relativo per l’Eurozona nel suo complesso, già rappresenti una stima ambiziosa.

In questo scenario di crescente incertezza, il G20 ne ha recentemente aggiunta dell’altra sia in termini di risposte di politica economica che di credibilita’ nell’attuazione delle misure concordate.

Nella prima fase successiva alla crisi finanziaria internazionale, ribadiva l’obiettivo del consolidamento fiscale e della riduzione del debito pubblico quando l’economia mondiale era ancora sotto choc per gli eventi del 2007-09. Nella fase successiva, invitava i suoi membri ad attuare piu’ riforme strutturali, implicitamente richiamando la necessita’ di ampliare l’offerta aggregata quando molte economie sperimentavano ancora stress dal lato della domanda, come, ad esempio, il Sud dell’Eurozona. Infine, nelle ultime due presidenze, quella dell’Australia e, da ultimo, della Turchia, cercava di mediare fra le diverse prospettive valorizzando gli investimenti come elemento stabilizzante della domanda aggregata e, al tempo stesso, strumento di riforma strutturale e di espansione dell’offerta.

Cosi’ a Brisbane, nel novembre dello scorso anno, i leader del G20 si impegnavano ad attuare un portafoglio di misure aggiuntive, nella forma di investimenti addizionali, per conseguire un incremento di 2 punti percentuali di crescita addizionale entro il 2018. A un anno dal Summit australiano, benche’ la presidenza turca abbia insistito sulla necessita’ di monitorare tali impegni, la credibilita’ di quell’obiettivo rimane tutta da verificare. Eppure, oggi, il sentiero di crescita dell’economia mondiale e’ piu’ basso di quello atteso solo un anno fa.

Sin dall’inizio quella turca ha rappresentato una presidenza di transizione rispetto al capitale politico di cui la Cina, che sara’ alla guida del G20 dopo il Summit di Antalya, dispone in abbondanza. Non e’ un caso che, proprio sulla Cina e sul suo Summit di Hangzhou il prossimo settembre sara’ rivolta l’attenzione dei partecipanti alla riunione di Antalya.

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