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La fisica, scienza da trattare con filosofia

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La fisica, scienza da trattare con filosofia

Dio. Quando Napoleone chiese al fisico Pierre Simon Laplace: «Se ci fosse Dio, cosa penserebbe della sua esposizione sul sistema solare?», quello rispose: «Non considero questa ipotesi iniziale, signore».

Filosofia. «La fisica è una scienza che merita il rango più alto possibile, al punto da poter essere trattata con filosofia, tanto da poter diventare un giorno “la” filosofia» (Ernest Solvay).

Soda. Ernest Solvay sintetizzò la soda. Capì come creare industrialmente il carbonato di sodio a partire da sale marino, ammoniaca e acido carbonico. A Rosignano Marittimo e a San Carlo si installarono le cave per l’estrazione del calcare, a Ponteginori quelle per l’estrazione del sale. Lo scalo ferroviario venne utilizzato per il trasporto e la commercializzazione dell’acqua marina impiegata per il raffreddamento durante la produzione. Per questo il Comune di Rosignano, il 4 ottobre 1914, gli conferì la cittadinanza onoraria.

Wojtyla. Karol Wojtyla durante la Seconda guerra mondiale lavorò per la Solvay.

Congresso. Dal 30 ottobre al 3 novembre 1911 diciotto scienziati parteciparono al primo Congresso Solvay, incontro internazionale di fisica. Tra gli argomenti, la natura della luce. Mecenate: Ernest Gaston Joseph Solvay. Aveva invitato a sue spese i più famosi fisici del tempo, ospitandoli per cinque giorni all’Hotel Metropole di Bruxelles.

Poincaré. In una lettera spedita a Heinrich Zangger pochi giorni dopo la conclusione del primo Congresso, il 7 novembre 1911, Einstein scriveva: «H.A.Lorenz è una meraviglia di intelligenza e tatto. È un’opera d'arte vivente! A mio avviso era il più intelligente fra i teorici presenti». Su Poincaré: «Era in generale del tutto ostile e, nonostante la sua acutezza, dimostrava scarsa comprensione della situazione». In seguito, però, lo apprezzò molto, tanto da arrivare a dire: «Io non copio Poincaré, io sono Poincaré».

Poincaré.L’organizzazione mentale di Poincaré era particolare. Lavorava sempre per brevi periodi, nelle stesse ore. Si dedicava alle ricerche matematiche per quattro ore al giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Leggeva gli articoli scientifici in serata. Quando affrontava un problema, lo risolveva prima mentalmente, e poi lo metteva su carta. Non amava mai tornare su quello che aveva fatto, per cambiarlo o correggerlo. Non dedicava mai tanto tempo a uno stesso problema, perché era convinto che il suo subconscio avrebbe continuato a elaborarlo anche mentre lui si dedicava a un altro concetto.

Cibi/1. Poincaré divideva nel piatto i cibi a seconda dei colori e faceva in modo che non si toccassero tra loro.

Cibi/2. Einstein durante i pranzi selezionava accuratamente il cibo e lo divideva per colori nel piatto.

Teoria. La teoria della relatività generale venne accolta con scetticismo da parte degli scienziati, perché derivava da ragionamenti matematici e analisi razionali, non da esperimenti o osservazioni. Ma nel 1919 le sue predizioni furono confermate dalle misurazioni effettuate dell’astrofisico Arthur Eddington durante un’eclissi solare. Einstein scrisse su Planck, uno dei suoi detrattori di allora: «Non capiva nulla di fisica, perché durante l’eclissi del 1919 è rimasto in piedi tutta la notte per vedere se fosse stata confermata la curvatura della luce dovuta al campo gravitazionale. Se avesse capito la teoria, avrebbe fatto come me, e sarebbe andato a letto».

Marie. Marie Curie, nominata professore alla Sorbona al posto del marito, appena scomparso. Il primo giorno in cattedra riprese la spiegazione al punto esatto in cui l’aveva lasciata il coniuge.

Notizie tratte da: Gabriella Greison, Dove nasce la nuova fisica, Milano, Hoepli, pp. 160, euro 12,90.

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