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Tutti a Londra, la quinta «città italiana»

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Tutti a Londra, la quinta «città italiana»

Tempo. «Se a Londra non ti piace il tempo che fa aspetta cinque minuti» (proverbio locale).

Londra. A Londra vivono 250mila italiani. È la quinta “città italiana” dopo Roma, Milano, Napoli e Torino.

Pd. A Londra c’è un circolo Pd con 140 iscritti.

Estero. In Europa, Londra è la città estera con il maggior numero di italiani. Nel mondo è battuta solo da Buenos Aires (290mila italiani).

Espatrio. Ogni mese vanno via dalla penisola 2mila italiani.

Medici. In Gran Bretagna ci sono più di 3mila medici italiani.

Infermieri. Ogni anno 300 infermieri lasciano l’Italia per l’Inghilterra.

Chiesa. Al St Peter’s Church di Clerkenwell Road c’è la più antica chiesa italiana di Londra. Qui tutte le domeniche si celebra la messa in italiano.

Little Italy. «Intorno a Clerkenwell Road sorge il quartiere della prima “Little Italy” londinese. Nei dintorni visse in esilio Giuseppe Mazzini, nella cui casa fu ricevuto Giuseppe Garibaldi: l’Eroe dei Due Mondi ebbe un’accoglienza così trionfale da parte della monarchica Inghilterra, a dispetto della fama di rivoluzionario e repubblicano, che gli ci vollero quattro ore per percorrere tra due ali di folla il tragitto dalla stazione ferroviaria Victoria fino al centro della capitale».

Leggi. L’Italia ha «cinque volte il numero di leggi dell’Inghilterra».

CV. Al CV&Coffee, fondato nel 2012 da Teresa Pastena, mentre vi offrono un caffè, rigorosamente italiano, vi spiegano come fare un cv che funzioni Oltremanica.

Anchorwoman. L’anchorwoman di Al Jazeera è Barbara Serra, l’italiana con una madre siciliana e un padre sardo. Nella “Cnn del mondo arabo” lavorano persone con settanta nazionalità diverse.

Riga. Il barbiere italiano Lino Carbosiero, poi diventato sir, che ebbe l’idea di spostare la riga al conservatore David Cameron da destra a sinistra.

Editori. Gli editori Alessandro Gallenzi ed Elisabetta Minervini, che con la loro piccola casa editrice londinese hanno pubblicato il best seller internazionale Travelling to infinity (da noi Verso l’infinito) di Jane Hawking, ex moglie dell’astrofisico Stephen Hawking. Diventato poi un film (titolo: La teoria del tutto), ha vinto il premio Oscar.

Eureka. Nel grattacielo disegnato da Renzo Piano, i cui ascensori hanno un account Twitter e la palestra per i dipendenti degli uffici londinesi di Google occupa due piani, c’è la sede di King, la start up di Riccardo Zacconi, l’ideatore del gioco Candy Crush. Per il team di programmatori è stata la cinquantesima idea quella vincente. L’illuminazione, ammette il fondatore, è venuta mentre uno dei maghi del software si stava facendo il bagno: «Come l’eureka di Archimede».

Numeri. Persone che ogni mese giocano a Candy Crush: mezzo miliardo. Livelli da superare: ottocento. Una partita dura tre minuti. Dopo cinque vite sei eliminato. Ci sono sessanta persone che studiano i comportamenti dei giocatori.

English Bar. L’English Bar non è un pub, ma la professione legale nel suo insieme. Il termine deriva da quella sbarra che nei tribunali separa la parte dove si muovono giudici e avvocati da quella riservata al pubblico.

Intellettuale. «Non troverai alcuno, che sia un vero intellettuale, desideroso di lasciare Londra. Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita; poiché a Londra vi è tutto quanto la vita può offrire» (il poeta settecentesco Samuel Johnson)

Notizie tratte da: Enrico Franceschini, Londra Italia, Laterza, Roma-Bari, 2016, pp. 197, euro 14