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Intermediari chiamati a un ruolo più attivo

l’analisi

Intermediari chiamati a un ruolo più attivo

Se fosse solo una questione informatica, la svolta della dichiarazione precompilata non meriterebbe tutte le attenzioni che sta ricevendo. Invece è un passaggio che sta già cambiando in modo più o meno consapevole le strategie dei contribuenti e degli intermediari (Caf e professionisti). E continuerà a farlo sempre di più.

Già dall’anno scorso, queste due categorie di soggetti sono tenute a confrontarsi con una doppia novità. Da un lato, i contribuenti possono accedere via internet a una dichiarazione dei redditi già predisposta dal fisco e – se vogliono – possono inviarla direttamente all’amministrazione finanziaria dopo le eventuali modifiche o integrazioni, senza bisogno di chiamare in causa nessun intermediario (e senza spendere un euro). Dall’altro lato, i Caf e i professionisti che inviano le dichiarazioni per i propri clienti, diventano destinatari dei controlli formali eseguiti dal fisco e rispondono di eventuali errori in termini di imposte non versate, sanzioni e interessi.

Ogni contribuente, perciò, dovrà soppesare pro e contro, e poi decidere. Per chi non sa usare internet il discorso non comincia neppure. Così come per chi si smarrisce di fronte alla sola parola “detrazioni”. Ma in tutti gli altri casi, vale la pena di prendersi un supplemento di riflessione. Ad esempio, per un lavoratore dipendente di Milano con un 730 di media complessità, rivolgersi a un Caf può costare da 55 a 130 euro. Se conosce la normativa fiscale e sa usare internet, potrebbe scegliere il fai-da-te. Ma se vive a Napoli ed è iscritto a un sindacato potrebbe arrivare a pagare solo 5 euro all’intermediario, e a quel livello il prezzo per chiudere i conti con il fisco pare davvero imbattibile.

Occorre anche valutare la quantità di modifiche e integrazioni necessarie. I 30 milioni di modelli precompilati 2016 saranno più ricchi di dati e sarà interessante vedere se e quanto aumenterà il numero di chi sceglie il fai-da-te. Ma per quanto la precompilata possa essere completa, chi l’anno scorso ha speso cifre importanti per ristrutturare la casa probabilmente preferirà comunque “blindare” la pratica rivolgendosi a un Caf. E sicuramente si indirizzerà a un intermediario anche chi ha un rimborso oltre i 4mila euro, perché così potrà averlo in busta paga senza aspettare i controlli delle Entrate.

Ma la rivoluzione della precompilata impone nuove valutazioni anche ai Caf. Certo, la complessità del sistema fiscale italiano e la difficoltà di accesso a internet fanno sì che molti cittadini abbiano ancora bisogno di assistenza nel predisporre la dichiarazione, né pare sensato incoraggiare tutti a far da soli. Ma il fatto che “far da soli” diventi sempre più facile sta già spingendo gli intermediari più sensibili a operare in modo più attivo, quasi come consulenti: segnalando le nuove detrazioni (come quella sulle mense scolastiche), ad esempio, o monitorando le opportunità di risparmio fiscale per i clienti (come lo sconto sulle case in comodato ai parenti). Anche di questi passaggi è fatta la svolta della precompilata.

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