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La storia dimenticata e la lezione di vita del grande Natalino

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La storia dimenticata e la lezione di vita del grande Natalino

Giovanni Codovini insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico «Leonardo da Vinci» di Umbertide, in provincia di Perugia, ha scritto saggi storici e manuali di storia per le scuole secondarie e mi ha spedito due lettere in cui ha premura di sottolineare ripetutamente che «il suo non è uno sfogo del solito insegnante frustrato che sta nella trincea del sapere a difendere corporativamente il suo sapere, né tanto meno una sofisticata critica alla scuola». Prova orrore, il professor Codovini, perché qualcuno, intriso di «fumisterie demagogiche», ha deciso di eliminare la disciplina della storia dai test finali che misurano le competenze in uscita degli studenti della scuola di primo e di secondo grado a partire dal 2018. Si avverte il senso di smarrimento di fronte a legislatori improvvisati che si riempiono la bocca con «la buona scuola» e si pongono obiettivi degni di essere perseguiti come l’alternanza scuola-lavoro, l’incontro tra la scienza e la tecnica con la manualità e la capacità di fare innovazione del Made in Italy, ma commettono l’errore capitale di dimenticare, come ho detto e scritto tante volte, che non c’è futuro senza memoria. L’albero della vita ha le sue radici e queste appartengono alle persone, donne e uomini, ma ancora di più alla comunità e alla sua storia civile, custodiscono insieme valori, insegnamenti, errori e malefatte, compongono il patrimonio condiviso di un popolo. Senza la consapevolezza di quel capitale, senza capire chi siamo e da dove veniamo, sarà molto difficile fare tanti passi in avanti e costruire un futuro all'altezza del passato in un mondo globalizzato percorso da brividi nazionalisti, molti squilibri, piccole e grandi depressioni. La scienza, la creatività e la tecnologia, in una parola il progresso, per quanto potrà apparire paradossale, hanno bisogno per svilupparsi in modo duraturo di una solida base di conoscenze storiche, contenuti e metodo di interpretazione, perché l'innovazione è il risultato finale di qualcosa che mette insieme identità e intuito degli inventori e ha il suo motore nello spirito della storia.

Forse, proprio per queste mie personali convinzioni, sono rimasto colpito da alcuni passaggi della doppia lettera del professore Codovini che ripropongo qui di seguito: «Nell’Italia-Una-Nazione (sì Nazione, non l’impersonale Paese) dove la Memoria è così divisa da assomigliare a una faglia di terremoto, si è pensato bene di cancellare Storia e Memoria - con un fumoso colpo di spugna didattico - dalla mente delle nostre giovani generazioni, riducendo così quest’ultima ad una bianca e verginea superficie pronta per essere imbrattata di fattoidi (non fatti) e sproloqui taroccati (non interpretazioni logico-critiche)... la “buona scuola” ritiene, infatti, che né i ragazzi che escono dalla media, né ancora di più i cittadini maturandi (cittadini non solo studenti) debbano possedere le minime competenze storico-culturali che permettono loro di esercitare la vita. Come a dire: la Storia è inutile e la scuola, abdicando al suo ruolo, è “incompetente” a formare l’identità dell’uomo-cittadino. Le devastanti conseguenze educative e culturali sono ovvie. Basta leggere il presente, gravido di un rischio già in atto: passare dalla “Buona scuola” alla “Vuota esistenza”. Non male come operazione formativa per chi, soprattutto, ha annunciato la primavera della cultura e ora si trova a gestire l’inverno dell’ignoranza».

Il professore Codovini, ai miei occhi, ha anche un altro merito, il trasporto che trasuda dalle sue parole mi fa tornare in mente un altro professore che non c’è più, Natalino Palermo, amico di mio padre e compagno di svago di tante domeniche, la storia e la letteratura come passione. Ritorno adolescente e mi ritrovo con la testa e con il cuore nel suo studio, rivivo la scena di questo uomo pieno di ingegno che ha legato il suo nome a saggi storici, volumi di grammatica e antologie del calibro di Espressione e Poesia, Itinera, Scrittori di Roma, Disegno storico della letteratura latina e altri ancora, ma si emoziona solo quando sfoglia davanti a me ragazzo le pagine de LOrma-Corso di storia per le scuole medie e mi indica fatti e protagonisti, racconta la scelta delle foto e il metodo documentale seguito nell'elaborazione dei testi. Ricordo una frase:«Puoi fare tutto nella vita ma devi partire da qui, devi conoscere la storia, e sapessi quanto mi riempie fare qualcosa che aiuta a formare i cittadini italiani del futuro». Ciao, grande Natalino, mi rendo conto ora che il pallino della Storia e della Memoria me lo hai inculcato tu. Anche se indirettamente, i tuoi libri e la tua lezione di vita sono uno dei tanti regali del mio papà, il frutto di un’amicizia fra voi fatta di sentimenti e stimoli intellettuali. A me è rimasto il gusto profondo di vivere il presente senza mai perdere la voglia di conoscere il passato per costruire il futuro.

roberto.napoletano@ilsole24ore.com

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