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Dall’Olanda arriva un segnale per tutti i populisti d’Europa

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Dall’Olanda arriva un segnale per tutti i populisti d’Europa

Gentile Cerretelli,

l’Olanda non è stata piegata dal populista Wilders. Che, respinto a favore del premier Rutte, ha comunque rivendicato di aver portato all’attenzione temi quali l’uscita dalla Ue dell’Olanda e il bando dei musulmani. Il partito populista ha conquistato 20 seggi, quello al governo 33. Insomma, nessuno ha vinto ma i più importanti politici europei, da Jean-Claude Juncker ad Angela Merkel, hanno espresso grande entusiasmo. Mi pare che l’Europa si accontenti di poco, mentre la crescita va a rilento e nella maggior parte dei Paesi la disoccupazione è ancora elevata.

Paola Invernizzi

Cara Invernizzi,

l’Europa è in profonda crisi da quasi un decennio e non è realistico pensare che possa uscirne dall’oggi al domani, anche perché sistemare la questione Brexit e mettere insieme volontà e interessi di 27 Paesi non è impresa da poco.

Detto questo il voto olandese ha dato un segnale positivo: il Paese in larga maggioranza ha appoggiato i partiti filo-europei pur senza sconfiggere quello di Geert Wilders. Fosse accaduto il contrario, i populisti di tutta Europa ne sarebbero stati rafforzati. E prima di tutto il Front national di Marine Le Pen che in Francia si prepara alle presidenziali di aprile-maggio. In questa chiave quello olandese è un segnale positivo, da non minimizzare.

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