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Lavorare per un futuro più verde

AMBIENTE & ECONOMIA

Lavorare per un futuro più verde

Cosa hanno in comune un architetto, un idraulico, un banchiere, un ingegnere idraulico e un viticoltore biologico? Non molto, si potrebbe pensare, ma in realtà non è così: in un modo o nell'altro contribuiscono tutti all'economia circolare.

L'Unione europea si è assunta impegni importanti al fine di contrastare i cambiamenti climatici e promuovere l'economia circolare. Ora è tempo di assicurarsi di avere gli strumenti giusti per portarli a termine.

Il migliore approccio è considerare questi impegni come fonti di opportunità. La Green Week dell'Unione europea di quest'anno, il principale evento annuale europeo dedicato alla politica ambientale, si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno e si propone esattamente di fare questo. Intende esaminare i molteplici vantaggi offerti dai posti di lavoro verdi, fare il punto della situazione, darne una definizione e individuare le misure da intraprendere per promuovere i lavori che guideranno l'economia di domani. Mentre le società si attivano per ridurre la loro impronta ecologica, com'è possibile evitare la carenza di competenze verdi? Qual è il ruolo che possono avere i responsabili politici, i partner sociali e le aziende?

La Green Week sarà un'occasione per dare rilievo alle soluzioni ambientali innovative che stanno creando migliaia di nuovi posti di lavoro verdi, illustrando in che modo la tecnologia verde di punta viene integrata nell'economia e come il lavoro impiegatizio tradizionale può entrare a far parte della transizione verde.

Dal 2000, l'occupazione nelle eco-industrie è cresciuta del 20 % raggiungendo 4,2 milioni di posti di lavoro nel 2014 e con un volume d'affari di 700 miliardi di euro. Tuttavia, i lavori verdi non si limitano a questo settore. La crescente importanza della sostenibilità ha toccato tutti i settori. L'agricoltura biologica, l'agricoltura sostenibile e l'ecoturismo dipendono tutti da un ambiente sano e molti altri tipi di posti di lavoro subiscono ripercussioni indirette.

Gli aggettivi verde, sostenibile ed equo stanno diventando dei sigilli di qualità indispensabili per il successo di una società. Molti settori si sono resi conto che fare la cosa giusta consente di contenere i costi facendo meno affidamento sulle materie prime e sulle importazioni. Naturalmente, la sfida è importante, ma rappresenta uno dei modi migliori per mantenere una base industriale in Europa.

Basti pensare ai nuovi prodotti come gli smartphone e i tablet. Ne vengono prodotti milioni ogni anno con batterie di elevato valore in ogni unità. Umicore, in Belgio, è nata come società mineraria oltre 200 anni fa. Con un grande passo in avanti nella catena di valore, ha cominciato a occuparsi di riciclaggio di rifiuti metallici invece di consumare le materie prime. Dalle schede elettroniche, Umicore è ora in grado di recuperare oltre il 95 % del contenuto di oro e trasformarlo in lingotti di oro puro al 99,99 %: una trasformazione spettacolare da miniera di carbone fossile a miniera d'oro in senso figurato.

Tuttavia, si è ancora lontani dal completo sfruttamento del potenziale offerto dal settore dei rifiuti e del riciclaggio. Oggi, meno del 25 % dei rifiuti plastici raccolti viene riciclato, mentre circa il 50% è ancora destinato alla messa in discarica. La completa applicazione delle norme in vigore non solo aumenterebbe il riciclaggio, ma consentirebbe inoltre di creare fino a 400 000 nuovi posti di lavoro entro il 2020, l'equivalente della popolazione totale delle città di Firenze o Bologna. Per sfruttare appieno questo potenziale, il Riesame dell'attuazione delle norme ambientali (Environment Implementation Review) ha dato una rinnovata spinta a migliorare l'adozione delle normative concordate da parte degli Stati membri.

Allo stesso tempo, rimane ancora molto da fare per lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro alle risorse e per l'eliminazione graduale dei sussidi dannosi per l'ambiente. In termini di gettito fiscale ambientale la media europea si attesta al 6,35%. Le imposte ambientali non si limitano a incoraggiare le persone a modificare il loro comportamento, ma consentirebbero inoltre ai governi di ridurre la tassazione sul lavoro.

Per soddisfare le specifiche esigenze del mercato del lavoro nell'ambito dell'economia verde, è necessario assicurarsi che i lavoratori di oggi e di domani dispongano delle conoscenze e competenze adeguate. Questo richiede l'aggiornamento dei curricula, corsi di formazione professionale e aggiornamento per coloro che hanno già un impiego. Gli aiuti comunitari intendono aiutare gli Stati membri. In particolare, il programma europeo di istruzione e formazione Erasmus+, il programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 e il Fondo sociale europeo possono sostenere azioni per aggiornare e accrescere le competenze dei lavoratori.

Una cosa è chiara: diventare verdi conviene alle imprese ed è positivo per l'ambiente e per le persone. I responsabili politici, i partner sociali, le società e gli istituti d'istruzione e formazione devono fare tutti la loro parte per garantire che l'Europa sia pronta per le realtà occupazionali di domani e che gli europei abbiano le competenze giuste per una carriera verde.

Karmenu Vella è Commissario europeo per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca

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