Commenti

Frida Kahlo, tutti i segreti ancora da svelare

L'Analisi|Interventi

Frida Kahlo, tutti i segreti ancora da svelare

Perché organizzare un’altra mostra su Frida Kahlo? Non ce ne sono già state a sufficienza nei musei di tutto il mondo? Non è già stato detto su di lei tutto ciò che c’era da dire? Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi a lei dedicati che mi ha portato a ideare questo nuovo progetto. Contrariamente a quanto appare, la leggenda che si è creata attorno alla vita dell’artista messicana è spesso servita solo ad offuscare la conoscenza della sua opera. Di fatto, la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo non vanno oltre un’analisi - condotta con morbosa soddisfazione - dei suoi terribili traumi familiari, della relazione tormentata con l’artista Diego Rivera, del desiderio frustrato di maternità e della sua tragica battaglia con la malattia. Nella migliore delle ipotesi la sua arte viene interpretata solo come reazione alle sue strazianti esperienze personali o, nel caso venga adottato un banale approccio psicoanalitico, come indizio dei suoi conflitti e di un’instabilità interiore. In entrambi i casi la vita eclissa totalmente l’opera e l’artista stessa viene irrimediabilmente divorata dal mito.

Il progetto pensato per il Mudec intende porre rimedio a tale visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista. Non è mia intenzione negare il contenuto autobiografico dell’arte di Frida Kahlo, ma ciò che mi preme far emergere è quanto sia necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia - che ne enfatizza quasi esclusivamente gli aspetti psicologici - per un esame serio e approfondito della sua produzione artistica. Innanzitutto perché raccontare Frida Kahlo unicamente da un punto di vista romantico e romanzato relegherebbe ancora una volta l’artista nella sfera del privato e consoliderebbe ulteriormente la maggior parte di quegli stereotipi sessisti relativi alla creatività femminile largamente diffusi nel XIX e nel XX secolo. L’immagine del muralista Diego Rivera, che partecipa con fervore alle lotte politiche del suo tempo, è fin troppo spesso contrapposta all’idea di una Frida Kahlo prigioniera dei suoi traumi e dei suoi amori, rinchiusa in un mondo tragico di gravidanze non portate a termine e di delusioni e sofferenze, confinata nel suo piccolo spazio privato, limitato e soffocante. Inevitabilmente una lettura aneddotica del suo lavoro tende a trasformare l’arte di Frida in un resoconto della sua vita, una sorta di catalogo - privo di spessore e contenuto - delle sue gioie personali e dei suoi momenti sfortunati. Ma le opere di Frida Kahlo sono molto di più di semplici esplicitazioni della sua autobiografia e occorre dimostrare - una volta per tutte - come queste stesse opere siano parte integrante del contesto e delle discussioni politico-sociali del Messico post rivoluzionario. Inoltre, quando le interpretazioni di carattere biografico sono portate all’estremo finiscono con l’adottare un’estetica dell’ultra reale, nella quale l’opera d’arte viene vista come riflesso diretto della realtà, o - nel caso di Frida - della vita. Sebbene sia vero che Frida Kahlo, come la maggior parte degli artisti della sua generazione, aderì a un dirompente e popolare realismo, facendo ricorso a simboli e segni distintivi di un codice che può facilmente essere compreso al primo sguardo, la sua poetica è ben altro che ovvia ed esplicita. Duplici sensi, ambiguità, riferimenti incrociati e sintesi strategiche sono solo alcuni degli elementi sorprendenti che ci offre un’opera complessa nei suoi vari significati interpretabili su più piani.

Questa nuova mostra evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconterà, attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico), come Frida Kahlo fosse effettivamente una determinata attivista politica, come fosse consapevole dell’ingombrante presenza di Diego Rivera nel suo lavoro e come cercasse di evitare tale influenza, come avesse un vivace interesse per il disegno, come - oltre ad esprimersi in maniera drammatica - fosse anche estremamente spiritosa ed ironica e come riuscisse a mettere, come nessun altro, sensualità e passione nelle sue nature morte. E soprattutto ne rivelerà le sue straordinarie doti di artista.

© Riproduzione riservata