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Il senso dei Lincei per le istituzioni

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Il senso dei Lincei per le istituzioni

L’Accademia dei Lincei si muove tra «identità istituzionale nazionale» e respiro internazionale, facendo leva sull’ interdisciplinarietà. «I Lincei respirano con due polmoni, quello delle scienze naturali e quello delle scienze morali», ha sottolineato ieri a Roma il presidente dell’Accademia Alberto Quadrio Curzio durante la cerimonia di chiusura dell’anno accademico, a cui hanno presenziato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.

Proprio per questo profilo e per la «saggezza scientifico-culturale», i Lincei «non vivono una storia di ricordi avulsa dal presente del nostro Paese». Come ente pubblico non economico sono, invece, «parte delle istituzioni italiane alle quali - ha affermato Quadrio Curzio - desiderano dare il proprio contributo con uno spirito di indipendenza costruttiva tesa al rafforzamento della nostra democrazia che vive nel contesto europeo».

Ne sono una prova le diverse attività che l’Accademia ha avviato e portato a termine durante l’anno accademico. A maggio si è svolto a Taormina, all’insegna dell’interdisciplinarietà, il G7 delle Accademie. In quel contesto si è cercato, ha ricordato il presidente del Lincei, di «esercitare quella saggezza scientifica che non assolutizza il risultato, per quanto importante, della singola scoperta o competenza specialistica, interrogandosi invece sull’insieme e sulle ricadute istituzionali e civili delle decisioni e non decisioni». Ne sono scaturiti tre documenti - sull’impatto dei disastri naturali sul patrimonio culturale, sulle malattie neurodegenerative e sulla crescita economica - approvati all’unanimità.

Quell’evento - così come lo N7 dei maggiori network accademici internazionali che si è svolto sempre a Taormina in coda al G7 e al quale hanno partecipato anche i Paesi in via di sviluppo con le loro Accademie - hanno «riattivato e ammodernato un ruolo internazionale identitario dei Lincei come istituzione scientifica italiana capace di rappresentarci internazionalmente e di esprimere pareri pro veritate».

E a proposito di questi ultimi, Quadrio Curzio ha ricordato il parere che i Lincei hanno inviato al Governo sulle Cattedre Natta e quello sui vaccini, parere quest’ultimo che «siamo convinti abbia contribuito alla decretazione sull’obbligatorietà» dei trattamenti.

Questa osmosi con le istituzioni, insieme alle 82 tra conferenze, convegni e seminari e ai 31 eventi organizzati dai Lincei in collaborazione con enti esterni durante l’anno accademico concluso, contribuiscono al dare una risposta, ha commentato Quadrio Curzio, «a chi si interroga sull’utilità delle Accademie nazionali quando già ci sono università e laboratori dove si fa ricerca scientifica».

La cerimonia di ieri ha visto, subito dopo la relazione del presidente dei Lincei, la conferenza del socio Giuseppe Galasso sul tema “La nazione europea”, il quale ha, tra l’altro, rimarcato come l a struttura istituzionale e politica dell’Unione presenti ancora «una precarietà, di cui la secessione britannica è un indizio significativo. Si sa bene quanto il governo dell’Unione stenti a raggiungere un grado di sufficiente consistenza e di efficienza all’interno e di personalità internazionale nel contesto mondiale, e quanto di ciò si faccia carico al perdurare al suo interno di chiusure e di spiriti nazionali».

Ritorna, pertanto, l’importanza del tratto dell’internazionalità di cui la cultura è portatrice: «la scienza non deve avere confini», ha riammentato Quadrio Curzio. In questa prospettiva si muovono anche i 27 premi assegnati ieri dai Lincei, tra i quali quello del presidente della Repubblica per le scienze fisiche. A quei titoli si aggiungono i premi Feltrinelli annunciati sempre ieri e che saranno assegnati dall’Accademia nel prossimo novembre, in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico. A tal riguardo, Quadrio Curzio ha voluto sottolineare la decisione presa dai Lincei nel 2016 di riservare quattro premi “Antonio Feltrinelli” a studiosi «di caratura internazionale che non abbiano superato i 40 anni». E questo nella «convinzione che la trasmissione intergenerazionale della scienza e della saggezza scientifico-culturale non può essere lasciata al caso». Se quei giovani talenti frequenteranno i Lincei, capiranno - ha concluso Quadrio Curzio - che «la nostra missione va oltre i successi scientifici settoriali, pur essenziali, per contribuire al progresso civile e allo sviluppo umano».

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