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Viaggi e soggiorni in Italia: permessi in ripresa dopo il crollo del 2016

i dati della farnesina

Viaggi e soggiorni in Italia: permessi in ripresa dopo il crollo del 2016

(Ansa)
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In attesa che diventi operativo il “visto lampo” per chi vuole investire in Italia, introdotto con la legge di Bilancio 2017 e attuato nei giorni scorsi con un decreto del Mise, il bilancio dei permessi di ingresso rilasciati dalla Farnesina non restituisce la fotografia di un Paese veramente attrattivo. Sono in tutto 1,81 milioni i visti concessi nel 2016 a cittadini extra Ue per soggiorni di breve o lunga durata in Italia e sono in calo dell’11,3% su base annua.

I visti sono una forma di controllo preventivo all’entrata dello straniero in territorio italiano (e nell’area Schengen), per verificare che l’ingresso dei cittadini di Paesi terzi sia conforme all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale e per prevenire l’immigrazione irregolare. I dati raccolti nell’annuario del ministero degli Esteri, e rielaborati dal Sole 24 Ore, mettono in luce le motivazioni che spingono gli stranieri a scegliere come meta il nostro Paese. Più accentuato, in particolare, il crollo dei visti turistici, che rappresentano quasi l’80% del totale: rispetto al 2015 i rilasci sono scesi del 12,5 per cento. A seguire sono in discesa anche i permessi accordati ai visitatori stranieri per soggiorni di breve durata (non superiore a 90 giorni) legati a motivi d’affari (per finalità economico-commerciali, contatti o trattative, apprendimento, verifica dei beni strumentali acquistati o venduti nell’ambito di contratti di cooperazione industriale): rappresentano il 9,2% dei visti d’ingresso rilasciati nel 2016, in flessione del 10% rispetto all’anno precedente.

In controtendenza, invece, le autorizzazioni ammesse per motivi di studio o ricerca (+3%): con queste finalità l’anno scorso circa 54mila stranieri sono entrati nel nostro Paese. Sono in crescita (+4) anche i lavoratori (subordinati e autonomi), provenienti da Stati extra europei, che per un determinato periodo di tempo devono svolgere la loro attività in Italia: in tutto si tratta di quasi 21mila persone.

Non manca, inoltre, chi sceglie l’Italia per cure mediche (quasi 1.900 stranieri, +4,6%) oppure per motivi religiosi (circa 9.200 persone, in calo dell’1 per cento). E nel 2016 emerge, in modo particolare, la contrazione dei rilasci post-Expo 2015: i permessi concessi per missioni politiche o di pubblica utilità, tipicamente quelle delle delegazioni internazionali in visita all’esposizione universale, nel 2016 sono scesi del 33% dopo aver sfiorato quasi le 30mila unità l’anno della manifestazione.

Sono i cittadini russi ad aver ottenuto il maggior numero di permessi (473.439, pari al 26% del totale), superando per la prima volta i cinesi che nel 2016 hanno raccolto il 20% dei visti di ingresso, con un calo superiore al 30% rispetto all’anno precedente. Subito dopo, si posizionano i nullaosta rilasciati in Turchia, India, Ucraina, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d’America, Iran e Sud Africa.

La flessione registrata nel 2016 si è in realtà invertita nell’anno in corso. Nel primo semestre (al 30 giugno 2017) il numero dei visti d’ingresso è aumentato del 7,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (968.608 visti contro 902.761). Se la tendenza fosse confermata, a fine anno si dovrebbe toccare quota 2 milioni di visti. Il dato comparato può ritenersi addirittura migliore se si considerano le decisioni europee di esentare dal visto breve i cittadini georgiani (da marzo 2017) e ucraini (dal giugno): i cittadini di questi due Paesi ora si possono recare in area Schengen senza dover richiedere alcune permesso.

Nel primo semestre si conferma la diminuzione dei visti nazionali (-1,4%), ma aumentano fortemente quelli Schengen – turismo e affari (+7,9%). L’aumento sembra in sostanza collegato con la ripresa di flussi turistici dalla Russia (+18,6%) e dalla Cina (+11,4%). Continua invece la diminuzione dei flussi dalla Turchia (-9,6%).

Infine, i dati della Farnesina riflettono inevitabilmente il fenomeno crescente dell’immigrazione: aumentano del 5% circa i visti rilasciati a stranieri regolari, già residenti in Italia, per motivi di reingresso o familiari (ricongiungimento oppure familiari al seguito). «L’obiettivo della rete diplomatico-consolare - fanno sapere in una nota gli uffici del ministero degli Esteri responsabili dei visti - è di fornire all’utente straniero un servizio sempre più rapido ed efficiente, assecondando lo sviluppo economico del Paese, coniugando apertura ed efficienza a salvaguardia delle esigenze di sicurezza nazionale».

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