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Le promesse lunari della nuova America

TRUMP, LE PAROLE E I FATTI

Le promesse lunari della nuova America

Il presidente Trump ha chiesto al Congresso di accelerare i tempi per varare il suo piano fiscale. Peccato che non lo abbia ancora definito. Non solo non esiste ancora una proposta legislativa dettagliata, ma la sua amministrazione non ha nemmeno deciso le linee guida di ciò che vuole.

Nel frattempo, 17 senatori democratici hanno firmato l’appello del senatore Sanders per estendere Medicare a tutta la popolazione americana. Peccato che Sanders non abbia fornito né una stima di quanto verrebbe a costare, né una proposta specifica su come finanziare il programma.

Con questo non voglio mettere le due cose sullo stesso piano: l’incomparabile mix di ignoranza e fraudolenza trumpiana non trova termini di paragone fra i democratici, tuttavia, entrambi ci fanno capire quanto poco conti la chiarezza politica per vincere le elezioni e, forse ancora meno, per governare.

Riguardo alle elezioni: il fatto che Trump sia alla Casa Bianca ci fa capire che i politici possono raccontare ciò che vogliono. Trump aveva promesso di ridurre le tasse, di impedire tagli alla previdenza pubblica e Medicare, di garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli americani e di ridurre il debito pubblico, eppure non ha rispettato le sue promesse e l’ha fatta franca.

Ma l’aritmetica, si sa, vale solo per i liberal. D’altra parte, però il vergognoso fallimento del Trumpcare dimostra che qualche volta la realtà la vince. È vero che per un bel pezzo i repubblicani non hanno pagato per le loro bugie sull’Obamacare. Ma quando si sono insediati alla Casa Bianca, rendendo reale la prospettiva di abrogare l’Affordable Care Act, quelle bugie gli si sono ritorte contro.

Quando l’opinione pubblica si è resa conto che decine di milioni di americani avrebbero perso l’assistenza sanitaria, il contraccolpo è stato fortissimo e il prossimo anno potrebbe dare il controllo della Camera dei Rappresentanti ai democratici.

Tuttavia, la storia della riforma fiscale comincia a suonare simile. Durante la campagna, Trump è riuscito a passare per un populista economico proponendo una riforma fiscale che non avrebbe fatto altro che aumentare il deficit di 6mila miliardi di dollari, mentre metà dei vantaggi sarebbero andati all’1% più ricco della popolazione. Una volta che il progetto di legge sarà pronto, quel tipo di farsa potrebbe non funzionare più.

Trump stesso, del resto, sembra affetto da una sorta di dissonanza cognitiva. «I ricchi non ci guadagneranno niente da questa riforma» ha dichiarato di recente.

In ogni caso, quelle dichiarazioni renderanno ancora più difficile il varo della riforma: il divario fra quello che Trump va dicendo e quello che i repubblicani al Congresso sarebbero disposti a sostenere è così ampio da rasentare il ridicolo o da provocare un’altra sollevazione popolare.

Aggiungo che i tagli fiscali per le imprese e i più ricchi non godono di grande favore popolare. Persino molti repubblicani convinti, specialmente fra quelli della classe operaia che hanno sostenuto Trump, rispondono ai sondaggisti che i ricchi e le imprese pagano troppe poche tasse, di sicuro non troppe. Trump sembra convinto di poter ottenere un ampio consenso sui suoi programmi fiscali, però è difficile capire come.

Ma la spinta verso un sistema sanitario a pagatore unico sta portando i democratici su una strada simile?

Diversamente da quello che Trump e compagnia stanno proponendo, Medicare nel complesso è considerata una buona idea agli occhi di tutti. Tuttavia, tradurla in realtà significherà affrontare un contraccolpo politico. Da una parte, richiederebbe un aumento delle tasse, dall’altra, significherebbe dire ai milioni di contribuenti americani che ricevono la copertura sanitaria dal loro datore di lavoro e che in generale ne sono soddisfatti, che dovrebbero rinunciarvi e accettare qualcosa di diverso. Per quanto gli si dica che il nuovo sistema è migliore, loro ci crederanno?

Il punto è che se le promesse irrealistiche possono essere innocue in fase di campagna elettorale, quando si governa un Paese possono diventare un grosso problema. Avere un programma futuro è positivo, ma anche essere realisti di fronte alle difficoltà lo è. Democratici, state in guardia.

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