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Porte aperte a creativi e imprese made in Italy

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Porte aperte a creativi e imprese made in Italy

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Federico Donato, presidente dell’Italian Chamber of Commerce in Singapore, durante i Business Awards 2017
Federico Donato, presidente dell’Italian Chamber of Commerce in Singapore, durante i Business Awards 2017

Per trasformarsi in una Smart Nation, Singapore ha bisogno di creatività e imprenditori. Tuttavia, «il suo sistema scolastico - spiega Federico Donato, presidente dell’Italian Chamber of Commerce in Singapore - è in grado di formare figure tecniche e manageriali estremamente competenti, ma è meno adatto a sviluppare imprenditori e “creativi”, per questo Singapore ne ha molta fame e cerca anche di importarli dall’estero».

Come Bruno Liotta, cofondatore della società di logistica Interunion: «Undici anni fa ho deciso di mettermi in proprio e aprire una casa di spedizioni qui a Singapore, che viveva una fase di boom economico». Interunion (152 addetti) si rivolge soprattutto alle Pmi del Sud-Est asiatico, «che hanno bisogno di un servizio personalizzato: in questa regione, le procedure doganali - spiega Liotta - possono essere molto complesse, richiedono tempo e risorse che i grandi gruppi della logistica non sempre hanno la convenienza a mettere sul tavolo. E allora entriamo in gioco noi». Con le sue regole chiare e stabili, spiega Liotta, Singapore è la sede ideale per fare impresa, a patto di non fermarsi mai: «La concorrenza è spietata, se non si cresce ogni anno, prima o poi ti spazzano via». Interunion è stata premiata come migliore Pmi italiana a Singapore del 2016 dall’Iccs, in una cerimonia svoltasi il 19 settembre, alla quale hanno partecipato più di 70 imprese, alla presenza del nuovo ambasciatore Raffaele Langella.

I Business Awards 2017 di Iccs sono andati anche a Mapei, come miglior multinazionale italiana nella regione, e a Temasek, che l’anno scorso ha rilevato il 14% di Moncler. A luglio, nel portfolio del fondo (che nel 2016 è cresciuto del 13% a 197 miliardi di dollari) è arrivato un altro marchio italiano, Stone Island, con l’acquisizione del 30% di Sportswear Company, proprietaria del brand. «Spero proprio che queste siano le prime di una lunga serie di operazioni sul mercato italiano», afferma Luigi Feola, senior managing director per l’Europa di Temasek International.

Il complesso Marina Bay Sands, i Gardens by the Bay, il Victoria Theatre, la Sultan Mosque, la linea metropolitana Downtown sono solo alcuni dei “cantieri” che portano (tra gli altri) la firma di Mapei. «Per Singapore - spiega Veronica Squinzi, global development director del gruppo - vedo una crescita stabile: tutte le volte che esamino i loro piani per le infrastrutture resto sbalordita, anche perché qui, quando si fissa un obiettivo lo si raggiunge». La collaborazione con le autorità, aggiunge, è ottima: «Al punto che sono gli stessi funzionari delle agenzie per gli investimenti e lo sviluppo economico di Singapore che vengono a trovarci, sia a Singapore che in Italia, stimolando e sostenendo i nostri sviluppi produttivi». La prima presenza di Mapei a Singapore risale al 1989, quando il gruppo stava consolidando la sua fase di internazionalizzazione e la città-Stato era in rapido sviluppo, con importanti investimenti in infrastrutture e grande stabilità. «In pochi anni - racconta Squinzi - abbiamo capito che potevamo dire la nostra, e nel 1995 abbiamo costruito un nostro stabilimento, che oggi conta circa 100 dipendenti». Singapore è così diventata il punto di riferimento per le attività poi aperte in 11 Paesi del Far East, area che vale l’8% del fatturato del gruppo.

Il made in Italy firma anche quello che è probabilmente il maggior evento mondano di Singapore, il Gran Premio di Formula Uno, con la Dz engineering (Forlì), che da cinque anni ne realizza il sistema di illuminazione, video a circuito chiuso e radiocomunicazione. Singapore ha appena esteso il contratto con il Circus per altri quattro anni almeno. «Parteciperemo all’appalto anche per le prossime stagioni - annuncia il general manager della filiale di Singapore, Roberto Grilli - perché in questa città si possono ottenere risultati difficili altrove».

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