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Dossier Educazione finanziaria, una risposta efficace al mondo che cambia

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    Educazione finanziaria, una risposta efficace al mondo che cambia

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    In tutti i Paesi, e in particolare nelle economie avanzate, stanno avvenendo grandi cambiamenti con profonde ripercussioni sull’economia. L’aumento della speranza di vita è un semplice esempio delle spinte demografiche destinate a cambiare profondamente le decisioni relative al risparmio, alle assicurazioni e alla previdenza integrativa. Una economia avanzata, che si confronta con questi cambiamenti, ha bisogno di cittadini dotati di un livello base di conoscenza finanziaria.

    Tutti i dati, inclusi quelli che emergono dalle indagini più recenti, portano alla stessa conclusione: l’Italia si caratterizza per un livello di alfabetizzazione finanziaria molto basso, e anche più basso rispetto ai Paesi con economie simili. Le rilevazioni sui dati della Banca d’Italia nel 2006 mostrano un livello non soddisfacente di conoscenza dei concetti di base. Ad esempio, solo il 40% della popolazione riesce a fare un semplice calcolo relativo agli interessi accumulati su un conto bancario, o sa quali siano gli effetti dell’inflazione. A dimostrazione della difficoltà di migliorare l’alfabetizzazione finanziaria in un Paese senza adottare interventi precisi e coordinati, i dati più recenti continuano a mettere in evidenza la scarsa conoscenza finanziaria in Italia.

    Secondo il rapporto Consob del 2017 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, la conoscenza finanziaria permane a livelli molto bassi. Questi dati sono confermati nell’indagine dell’Ente Einaudi del 2017 sul risparmio, anch’esso focalizzato sull’educazione finanziaria. I confronti internazionali evidenziano poi un ulteriore elemento di debolezza. Fra le economie del G7, l’Italia si colloca all’ultimo posto per l’alfabetizzazione finanziaria.

    Anche rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia non fa bene. Secondo un recente rapporto di Allianz, in confronto a Paesi come l’Austria, il Belgio, la Francia, la Germania, l’Olanda, il Portogallo, il Regno Unito, la Spagna e la Svizzera, l’Italia risulta ultima o penultima in quasi tutte le domande che misurano la conoscenza dei concetti base della finanza.

    E i dati sono altrettanto allarmanti quando si guarda alle prospettive per le generazioni future. Nel 2012, nei test Pisa (Programme for International Student Assessment) dell’Ocse, fra le materie ritenute necessarie per avere successo nell’economia moderna e nel mercato del lavoro, è stata aggiunta la conoscenza finanziaria. Tra i 18 Paesi che hanno partecipato, l’Italia è arrivata penultima, appena sopra alla Colombia.

    La conoscenza finanziaria è importante perché influenza le scelte finanziarie a cui è collegato il benessere delle persone.

    Non è necessario essere esperti. Ma conoscere i concetti base, l’Abc della finanza, ci aiuta a vivere meglio. Ci aiuta a prendere cura dei nostri soldi, a informarci bene prima di prendere decisioni, a fare domande senza timori. Lo dimostra anche la ricerca accademica. Coloro che hanno maggiore conoscenza finanziaria pianificano di più il proprio futuro e investono meglio i propri risparmi. Ovvero, la conoscenza paga ed è per questo che dobbiamo impegnarci a migliorare l’alfabetizzazione finanziaria in Italia. È urgente farlo; l’Italia rischia di restare molto indietro.

    Diverse le iniziative messe in campo fino a questo momento, ma sono state alquanto frammentate e non hanno raggiunto ampi strati della popolazione. Non si è inoltre proceduto a effettuare ricognizioni circa il loro impatto e la loro efficacia. Un lavoro di coordinamento e promozione dell’educazione finanziaria è, pertanto, non solo utile, ma anche necessario. Per questo è nato il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, varato dal ministero dell’Economia edelle Finanze di concerto con il ministero dell’Istruzione e con quello dello Sviluppo economico, per l’attuazione della strategia nazionale per l’educazione finanziara, assicurativa e previdenziale.

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    Con questa iniziativa l’Italia si allinea ai circa 70 Paesi che hanno già adottato o stanno adottando una strategia nazionale per l’educazione finanziaria.

    Il mondo intorno a noi sta cambiando e dobbiamo tenere il passo con questi mutamenti. Tutti noi siano chiamati a compiere ogni giorno scelte finanziarie piccole o grandi, che hanno implicazioni sul nostro star bene. L’ignoranza non è un’opzione.

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