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Lezioni di riscaldamento alla svedese

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IL REPORTAGE dalla svezia

Lezioni di riscaldamento alla svedese

Gteborg.  La seconda citt della Svezia   capofila nel settore del riscaldamento urbano
Gteborg.  La seconda citt della Svezia capofila nel settore del riscaldamento urbano

GTEBORG - I dipinti di Anders Zorn, noto per i suoi straordinari acquarelli, mostravano a fine Ottocento una Svezia dal cielo terso e dalla natura incontaminata. Fino a qualche anno fa, i quadri del pittore svedese apparivano incredibilmente datati, tanto alcune citt del suo Paese erano impregnate di smog. Oggi la Svezia all’avanguardia nella lotta contro l’inquinamento. A sorpresa, l’establishment imprenditoriale svedese in prima linea nella battaglia ambientale, smentendo il pregiudizio secondo il quale l’ecologia necessariamente incompatibile con la crescita economica.

Gteborg, la seconda citt della Svezia dopo Stoccolma, fa figura di modello. Secondo un recente rapporto del Parlamento europeo, la capitale industriale svedese “capofila nel settore del riscaldamento urbano”. A Gteborg, dove le caldaie non sono individuali ma per quartiere, il riscaldamento della citt si fonda al 74% sul calore recuperato da impianti di incenerimento e stabilimenti industriali. Il 18% proviene da fonti rinnovabili, e appena l’8% da combustibili fossili, principalmente gas e petrolio.

A raccontare la particolare esperienza di Gteborg il vice sindaco Ulf Kamne, che riceve i suoi interlocutori nel palazzo comunale concepito tra le due guerre da Gunnar Asplund in uno stile modernista scandinavo, dalle belle boiseries di legno chiaro. Il sistema di riscaldamento della citt - racconta in un ufficio che si affaccia su un canale del fiume Gta lv - si basa su caldaie di quartiere che hanno visto la luce nel dopoguerra. Nel 1972 fu costruito in periferia un primo inceneritore. Per noi fu l’occasione per iniziare a recuperare il calore generato dalla centrale per utilizzarlo ai fini di riscaldamento delle case.

Il ruolo delle industrie
L’impianto oggi rifornito dal calore generato da stabilimenti industriali, raffinerie petrolifere, inceneritori e la combustione di carburanti biologici. L’acqua riscaldata e poi distribuita da una rete di condutture. Negli edifici, uno scambiatore di calore garantisce il riscaldamento degli appartamenti e rifornisce bagni e cucine di acqua calda. Una volta che l’acqua si raffreddata, questa viene rimandata alla caldaia dove torner a essere riscaldata. Nel 1970, la rete del sistema comunale di riscaldamento era lunga poco pi di 100 chilometri. Oggi l’impianto ha una estensione di oltre 1.300 chilometri, con un dislivello di 280 metri.

Se questo sviluppo stato possibile perch la mano pubblica ha investito il denaro necessario. Solo lo Stato pu impegnarsi in progetti cos ambiziosi che richiedono tempo prima di generare un ritorno sull’investimento, osserva Ulf Kamne. L’impianto registrato nel bilancio comunale a un valore di 4,6 miliardi di corone (460 milioni di euro). Cecilia Erdalen, portavoce di Gteborg Energi, calcola che il risparmio in termini di petrolio, gas ed elettricit di 2,0 miliardi di corone all’anno (200 milioni di euro).

Per il visitatore infreddolito in un novembre gi invernale, l’esperienza di Gteborg sorprendente. Gli amministratori della citt - che ha perso il tradizionale ruolo trainante dei cantieri navali, ma che ospita ancora oggi gli stabilimenti della casa automobilistica Volvo – ammettono che quando la temperatura particolarmente rigida, e scende a -25 gradi, la citt costretta a fare uso dei combustibili fossili per assicurare il riscaldamento. Ci detto, entro il 2030 Gteborg vuole dipendere solo da fonti rinnovabili di energia. Peraltro, il Parlamento svedese ha approvato una legge in giugno secondo la quale il Paese non dovr avere pi alcun gas nocivo nell’aria entro il 2045. Da qui ad allora, gli svedesi saranno chiamati a estrarre diossido di carbonio dall’atmosfera.

Mentre in molti Paesi europei, e anche negli Stati Uniti, l’industria rumoreggia contro obiettivi ambientali troppo ambiziosi, sbandierando il rischio di perdere posti di lavoro o di rallentare l’economia, l’establishment imprenditoriale di Gteborg sorprendentemente favorevole a una lotta senza quartiere contro l’inquinamento. A pochi passi dalla sede del comune, in un antico palazzo settecentesco addossato alla Chiesa Tedesca, la Tyska Kyrkan in svedese, ha sede una societ comunale, Green Gothenburg. Una delle responsabili Sofia McConell.

Gteborg stata la prima citt al mondo a emettere obbligazioni ecologiche per finanziare progetti sostenibili, spiega la signora McConell. Oggi la produzione di gas nocivi di circa 8 tonnellate per persona e all’anno. Entro il 2050 vogliamo che sia pari a 2 tonnellate per persona e per anno. La verit che molte societ hanno obiettivi pi ambiziosi della stessa classe politica o delle stesse associazioni imprenditoriali. Nel 1987, l’allora ministro svedese per l’Ambiente Birgitta Dahl, definiva Gteborg l’anticamera dell’inferno, riferendosi al panorama industriale e all’aria inquinata. Da allora la citt riuscita a ridurre le emissioni di diossido di carbonio del 50%, quelle di ossido di azoto del 90% e quelle di anidride solforosa del 100%.

Nel porto di Gteborg, i traghetti della Stena Line che attraccano al molo possono collegarsi anch’essi alla rete cittadina, evitando di tenere accesi i motori. Nel frattempo, cresce il numero di societ che si collegano alla rete di riscaldamento della citt svedese per scaricarvi gli eccessi di calore generati da stabilimenti industriali o anche da server informatici. Dall’altra parte del Mare del Nord, in Danimarca, Facebook ha annunciato in settembre di voler usare il calore generato dal suo insediamento a Odense per riscaldare fino a 6.900 abitazioni.

Imprese e politica ambientale
Le nostre imprese sono in generale d’accordo con la politica ambientale della classe politica svedese. Vedono nella lotta contro l’inquinamento delle opportunit economiche e stanno continuamente sviluppando nuovi prodotti e servizi, nota il responsabile degli affari internazionali della locale Camera di commercio, Jesper hrn. Proprio in novembre, Gteborg ha ospitato un convegno nel quadro dell’iniziativa comunitaria Celsius per uno scambio di idee ed esperienze tra citt europee proprio sul tema del riciclo del calore per il riscaldamento urbano. Per l’Italia era presente Genova.

A sorpresa, i costi della rivoluzione energetica svedese non si ripercuotono (troppo) sulle bollette elettriche. Ma fino a quando? Oggi il 98% dei rifiuti viene riciclato e solo il 47% della spazzatura viene bruciato per riscaldare case e uffici. Quest’ultima percentuale calata negli ultimi anni. Paradossalmente il successo di Gteborg nel ridurre e riciclare i rifiuti porr un problema di lungo termine alla citt, che progressivamente vedr diminuire la materia prima che permette agli inceneritori di generare calore. Il vice sindaco Kamne ammette che la citt sta lavorando ad altre fonti di energia, guardando in particolare al solare.

Fino a pochi anni fa, l’attuale palazzo comunale di Gteborg ospitava il tribunale cittadino. Un lungo scalone di un bel legno chiaro porta all’uscita: Vede come sono bassi gli scalini – fa notare Ulf Kamne, mentre scende la scalinata –. Gunnar Asplund voleva che il condannato, mentre si avviava verso il carcere, camminasse lentamente e riflettesse ai suoi reati. Mentre si accomiata dal suo interlocutore, il visitatore non pu fare a meno di riflettere sui passi avanti compiuti dalla Svezia in campo ambientale e sull’incredibile ritorno del Paese ai paesaggi del pittore Anders Zorn.

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