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Dossier I migliori libri del 2017 secondo i commentatori di Project Syndicate

    Dossier | N. 7 articoliWorld books

    I migliori libri del 2017 secondo i commentatori di Project Syndicate

     Shlomo Avineri

    Amos Oz, Judas,Houghton Mifflin Harcourt, 2017
     Una squisita fusione di mito storico e politica contemporanea, il primo libro di Oz di questo decennio, in versione integrale, esplora la natura della fedeltà a un’idea e di fedeltà alle persone. Ancora più potente nella versione originale in ebraico. In italiano, il libro è stato pubblicato da Edizioni Feltrinelli con il titolo “Giuda”.

    Mark Lilla, The Once and Future Liberal: After Identity Politics, Harper, 2017

    Una dolorosa quanto necessaria critica di alcuni aspetti del pensiero e delle pratiche liberali che hanno contribuito a far salire Donald Trump al potere.

    Andras Kovacs (a cura di), Communism’s Jewish Question: Jewish Issues in Communist Archives, De Gruyter Oldenbourg, 2017

    Una lunga inchiesta, necessaria da tempo, su come i regimi comunisti in stile sovietico non siano riusciti ad affrontare una delle questioni cardinali dell’Europa. 

    Kaushik Basu

    Dennis Rasmussen, The Infidel and the Professor: David Hume, Adam Smith, and the Friendship that Shaped Modern Thought, Princeton University Press, 2017

    I filosofi solitamente sono rivali, non amici; Hume e Smith erano entrambi. Il libro di Rasmussen cattura con eleganza la tensione e l’impollinazione incrociata di idee che hanno fatto funzionare la loro lunga amicizia.

     

    Shlomo Ben-Ami

    Niall Ferguson, Kissinger 1923-1968: The Idealist,Allen Lane, 2015

    Si tratta di una biografia autorizzata – praticamente commissionata – da uno dei più prolifici storici in circolazione. Kissinger è sempre stato un soggetto intrigante: era un manipolatore machiavellico o forse un cinico e realistico Metternich? Secondo Ferguson, la cui opera su tale personaggio lo ha reso forse un ammiratore troppo fedele, Kissinger è stato, almeno fino al 1968, un idealista. Ma non è un elogio, anzi è uno sguardo attento e profondo alla vita e alla carriera di Kissinger da diverse prospettive. È la storia affascinante dell’ascesa di un giovane immigrato ebraico-tedesco all’apice della carriera universitaria e della vita politica in America; un’acuta valutazione della sua complessa psiche e della sua frustrata ambizione di entrare nel circolo dei consulenti del presidente John F. Kennedy, lavorando instancabilmente per un pretendente presidenziale repubblicano, Nelson Rockefeller; e una disamina della sua originale visione delle relazioni tra potenze mondiali e della strategia nucleare durante alcune delle più cruciali crisi della Guerra Fredda.

     

    Gabriel Gorodetsky, (a cura di), The Maisky Diaries: Red Ambassador to the Court of St. James, 1932-1943,Yale University Press, 2015

    Questo libro è un risultato straordinario. Gorodetsky, professore emerito dell’Università di Tel Aviv, accidentalmente si è imbattuto nel voluminoso diario di Maisky in un archivio russo, ne ha rivisto la traduzione e l’ha chiosato. I suoi eruditi commenti, che accompagnano virtualmente ogni voce del diario, ci danno una nuova lettura della storia negli anni più cruciali precedenti la Seconda Guerra Mondiale, nonché della guerra stessa. Maisky, l’uomo di Stalin a Londra, ha lavorato brillantemente per sigillare l’alleanza britannico-sovietica e per aprire un secondo fronte nella guerra contro Hitler. Ma la sua abilità diplomatica – un ambasciatore che frequentava ogni circolo sociale e politico di spicco della Gran Bretagna – non gli ha risparmiato l’ira sospetta di Stalin. Fu richiamato a Mosca (“Parla troppo”, fu la risposta di Stalin all’encomio di Churchill sul suo ambasciatore) un anno prima che venisse aperto il secondo fronte.

     

    Michael Boskin

    Ron Chernow, Grant,Penguin Press, 2017 

    La storia corretta e accurata ha sempre dovuto fare i conti con i pregiudizi dei sopravvissuti e dei vincitori. Grant ci ricorda in modo pungente che i successi spesso svelano buone azioni dimenticate che meritano di essere incluse nei ricordi personali e nelle valutazioni storiche. Questa eccellente, a tratti avvincente, biografia di Ulysses S. Grant descrive come il generale che ha guidato l’Unione alla vittoria nella Guerra Civile abbia ripetutamente attaccato l’influenza del Ku Klux Klan nel Sud durante i suoi due mandati come 18° presidente americano. L’ho trovato particolarmente convincente perché dei cari amici mi avevano personalmente ricordato dei retaggi dei diritti civili di altri due presidenti repubblicani spesso criticati.

     

    L’ex sindaco di Baltimora Kurt Schmoke ci ricorda che Calvin Coolidge non si è solo battuto per le leggi anti-linciaggio, ma ha anche personalmente partecipato alle manifestazioni. Ha altresì sostenuto i finanziamenti per la scuola di medicina dell’Università di Howard, in un’epoca in cui molti americani erano convinti che gli afro-americani fossero incapaci di essere medici.

     

    E l’ex segretario di Stato Usa George Shultz ci rammenta come Richard Nixon alla fine – e in modo pacifico – mise fine alle scuole “separate but equal” (separate ma uguali) per gli afro-americani 16 anni dopo la storica decisione della Corte Suprema americana Brown vs. Board of Education. L’icona liberale e senatore Daniel Patrick Moynihan scrisse all’epoca che, “il grande simbolo della sottomissione razziale, il duplice sistema scolastico del sud, praticamente intatto due anni fa, è stato tranquillamente e finalmente smantellato”. Memorie davvero importanti.

     

    Brahma Chellaney

    Howard W. French, Everything Under the Heavens: How the Past Helps Shape China’s Push for Global Power, Alfred A. Knopf, 2017

     French inserisce i piani della Cina per il dominio pan-asiatico in un contesto storico e geopolitico. Il libro fa emergere come il sistema comunista cinese intrecci la leggenda con la storia per nutrire una cultura sciovinista dei cinesi Han che punta a riguadagnare la gloria perduta.


     Richard Haass, A World in Disarray: American Foreign Policy and the Crisis of the Old Order, Penguin Books, 2017.

     Con la potenza Usa in relativo declino in un mondo in rapida evoluzione, l’autore attira l’attenzione su come la politica disfunzionale domestica stia indebolendo la leadership globale dell’America e suggerisce come il paese possa rifarsi delle perdite.

     

    Howard Davies

    Odd Arne Westad, The Cold War: A World History, Allen Lane, 2017

    Ho trovato il libro di Westad difficile da criticare. L’ampio respiro di cronaca è notevole, e offre un percorso di sintesi della storia postbellica decisamente interessante per comprendere i problemi che pesano sull’ordine internazionale di oggi. 

    Jennifer Egan, Manhattan Beach,Scribner, 2017

    Il romanzo storico di Egan evoca in modo brillante la vita nei cantieri di New York durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua abilità sorprendentemente gentile nel descrivere mood e luogo – e la storia è avvincente.


    William Cline, The Right Balance for Banks,Peterson Institute for International Economics, 2017 

    Cline ha attraversato il dibattito a tratti stridente sulla regolamentazione bancaria per produrre un chiaro fondamento logico per la base patrimoniale delle banche all’attuale livello dopocrisi.

     
    J. Bradford DeLong

     Amy Goldstein, Janesville: An American Story,Simon & Schuster, 2017

     Il migliore tra il vasto e ineguale gruppo di libri con lo stesso soggetto che tentano di spiegare perché quelle parti di America che rimangono fermi o perdono terreno non siano stati in grado di adattarsi all’evoluzione della tecnologia e dell’organizzazione nell’economia globale.

     
    Jean Tirole, Economics for the Common Good, Princeton University Press, 2017

     Un libro molto saggio su cosa sia e non sia l’economia di alta qualità, scritto da un autore che era davvero la persona più brillante quando ero un giovane docente al dipartimento di economia del MIT. Insignito del premio Nobel, Tirole mostra il valore di uno spassionato pensiero economico per lo sviluppo di soluzioni a un’ampia gamma di problemi economici e sociali. Economisti e politici farebbero bene a leggere il suo libro.

     
    James Kwak
    , Economism: Bad Economics and the Rise of Inequality, Pantheon Books, 2017

     Gran parte degli esperti non è riuscita a comprendere il vero messaggio della disciplina. Kwak esamina come i pregiudizi della categoria stessa e i filtri ideologici abbiano distorto il loro – e il nostro – modo di comprendere.

     

    Kemal Derviş

     Dani Rodrik, Straight Talk on Trade, Princeton University Press, 2017

     Rodrik ha messo insieme gran parte dei suoi articoli non tecnici recentemente pubblicati con alcune modifiche e aggiunte, di cui molti scritti per Project Syndicate. Ciò nonostante il libro si legge come un volume integrato e non come una raccolta di articoli. Va oltre il commercio e articola in modo esaustivo l’analisi e le visioni di Rodrik sulla globalizzazione. Tutto sommato, Rodrik prende le posizioni “centriste” sui trend politici ed economici mondiali, sostenendo che lo spazio per le decisioni politiche nazionali debba essere salvaguardato da ciò che lui definisce “iper-globalizzazione” – e da coloro che sono a favore di un ritorno al nazionalismo estremo. Le tendenze recenti hanno dato ragione a Rodrik, anche se confido che nel lungo periodo un’identità politica emergente faciliti il compromesso e l’azione congiunta sui veri beni pubblici globali, come un sano ambiente naturale, la sicurezza e la pace. Ciò detto, garantisco che l’esperimento europeo, che Rodrik fornisce come esempio, dimostra quanto sarà difficile sviluppare identità civiche oltre lo stato-nazione.

     

    Carol Graham, Happiness for All? Unequal Hopes and Lives in Pursuit of the American Dream, Princeton University Press, 2017 

    Il provvidenziale libro di Graham si fonda sulla sua precedente opera su vasta scala che utilizzava i dati dei sondaggi sui sentimenti soggettivi delle persone rispetto al loro benessere. Qui il focus si sposta su come le aspettative delle persone sul futuro siano correlate e/o incidano su una serie di parametri oggettivi e soggettivi riguardanti la distribuzione dei redditi e la mobilità sociale. Il messaggio generale del libro è chiaro: gli Stati Uniti sono diventati una società sempre più divisa in termini di parametri oggettivi e soggettivi di disuguaglianza. Ci sono però certe sfumature e complessità come il fatto che i poveri afro-americani siano sempre più ottimisti sul loro futuro, considerati parametri oggettivi di povertà. Il miglioramento riscontrabile nelle speranze e nelle aspettative dei latini è un altro dato positivo. Una raccomandazione chiave è la necessità che le misure politiche siano in grado di convincere le persone che le loro azioni possano raggiungere risultati positivi. È per questo motivo che è importante che l’enfasi del libro sia sulle aspettative sul futuro, anziché solo sulle valutazioni del presente.


    Barry Eichengreen

    Kenneth Whyte, Hoover: An Extraordinary Life in Extraordinary Times, Alfred A. Knopf, 2017 

    Chi avrebbe pensato che fosse possibile vedere Herbert Hoover in una nuova luce? 


    Tamim Bayoumi, Unfinished Business: The Unexplored Causes of the Financial Crisis and the Lessons Yet to be Learned,Yale University Press, 2017

    Il quasi-collasso del 2008 non è stata una crisi dei mutui subprime o una crisi finanziaria globale. Secondo Bayoumi si è trattato di una crisi finanziaria transatlantica.


    William Keegan, David Marsh e Richard Roberts, Six Days in September: Black Wednesday, Brexit and the Making of Europe,OMFIF Press, 2017

    Forse il nesso tra il divorzio del Regno Unito dal meccanismo europeo dei tassi di cambio del 1992 e la Brexit è esagerato, ma la storia degli autori sulla precedente crisi è comunque avvincente.

     

    Bill Emmott

    Richard Lloyd Parry, Ghosts of the Tsunami,Farrar, Straus and Giroux, 2017

     Un toccante e vivido ritratto delle profonde conseguenze a lungo termine dello tsunami che ha devastato il Giappone nel 2011, soprattutto per i genitori dei bambini di una scuola in cui un terribile errore di giudizio ha fatto perdere la vita a molti alunni e insegnanti travolti dall’ondata anomala.


    Timothy Garton-Ash, Free Speech: Ten Principles for a Connected World,Yale University Press, 2016

    Un’esplorazione avvincente su come l’eterno tema delle società liberali sia diventato ancora più intricato e controverso in un mondo di reti e connessioni costanti e transnazionali.


    Richard McGregor
    , Asia’s Reckoning: China, Japan, and the Fate of US Power in the Pacific Century,Viking, 2017

    McGregor ha scritto una storia ricca e documentata sulle interazioni tra i due rivali più antichi e più feroci dell’Asia, Cina e Giappone, durante ciascuna decade post-1945, e sul ruolo dell’America come mediatore e provocatore. L’autore, un giornalista australiano che ha lavorato sia a Tokyo che a Pechino per The Australian e il Financial Times, teme che la rivalità stia prendendo una direzione pericolosa.

     

    Sergei Guriev

    Boris Akunin, The History of the Russian State, AST, 2013 

    Akunin ha iniziato la serie nel 2013 con Kievan Rus e quest’anno ha prodotto il quarto volume (sul XVII secolo) e un quinto (che non ho ancora letto). Anche se Akunin è un romanziere, e non uno storico professionista, la sua serie è ben scritta e fornisce un messaggio potente che fa risalire la propensione dello stato russo per il modello gerarchico di “command and control” all’Orda d’Oro. Ho letto anche il suo libro Happy Russia (AST, 2014), una spaventosa descrizione del 1937 – l’apice del terrore di Stalin – vista attraverso la lente della vita quotidiana della gente comune.


    Mikhail Zygar, The Empire Must Die: Russia’s Revolutionary Collapse, 1900-1917, Public Affairs, 2017

    Quando il 2017 segnava il centenario della rivoluzione bolscevica, avevo letto diversi libri sull’argomento. Il libro di Zygar racconta la storia degli ultimi anni dell’Impero russo, basata su reportage, lettere e diari di politici, scrittori, artisti e imprenditori.


    Philip Roth, The Plot Against America, Vintage, 2004 

    Il romanzo del 2004 di Roth, con la sua storia alternativa degli Stati Uniti che ha seguito l’elezione del pro-nazi Charles Lindbergh come presidente Usa nel 1940, è tra i libri in lingua inglese che ho letto con grande beneficio quest’anno. Dati gli innumerevoli parallelismi del libro con gli eventi di oggi, Roth si è rivelato essere presciente e fondamentale come qualsiasi scienziato sociale.

     

    Koichi Hamada

    Michael Lewis, The Undoing Project: A Friendship That Changed Our Minds, W. W. Norton & Company, 2016

    La storia della collaborazione personale e professionale tra gli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky, che a partire dal 1969, hanno aperto la strada all’approccio comportamentale nei confronti dell’economia che da allora ha rivoluzionato il settore.


    Sarah Blinder e Mark Spindel, The Myth of Interdependence How Congress Governs the Federal Reserve, Princeton University Press, 2017 

    Può la politica soggiogare la Fed, o vale il contrario?


    Tsukasa Jonen, Zaimusho to daishinbun ga kakusu honto wa sekaiichi no nihon keizai (Come il ministero delle Finanze e i grandi media cancellano il fatto che l’economia del Giappone resta il numero uno), Kodansha, 2016

     Jonen ha scritto una pungente e persuasiva critica sull’onnipotenza del ministero delle Finanze e i media del Giappone sul paese stesso, praticamente assoggettato, secondo una tesi in base alla quale propagherebbero una falsa percezione delle deboli finanze pubbliche al resto del mondo.

     

    Harold James

    Thomas Weber, Becoming Hitler: The Making of a Nazi, Oxford University Press, 2017

     Lo studio di Weber rappresenta il libro più importante su Hitler e sul Socialismo nazionale dalla monumentale biografia di Ian Kershaw. In particolare, Weber ricrea in modo preciso il mondo intellettuale di Monaco agli inizi degli anni Venti, per dimostrare come fosse emersa un’ostilità veemente nei confronti dell’internazionalismo – ciò che oggi chiameremmo globalismo.


    Stephen Kotkin, Stalin: Waiting for Hitler, 1929-1941, Penguin Press, 2017

     Lo studio del mio collega di Princeton sul capo sovietico dipinge un ritratto profondamente accattivante e intellettualmente ricco di un uomo forte, ossessionato dal potere di manipolare il suo partito e il suo paese, ma spinto da giochi psicologici geopolitici.

     

    Keyu Jin

    Tony Judt, Postwar: A History of Europe Since 1945, Penguin, 2006

    Nel 2005, il defunto Tony Judt pubblicò questa avvincente descrizione della storia europea dal 1945. Un enorme mix di stile e sostanza, la ricchezza di informazioni e la cogente analisi lo rendono uno dei libri storici più affascinanti e meglio scritti in cui mi sia imbattuto.


    John Williams, Augustus, New York Review of Books, 2016

     Augustus è un romanzo storico arguto, divertente e ben documentato sul fondatore dell’Impero romano. Scritto in forma epistolare, e con enorme immaginazione, è una totale delizia che riesce ad accendere la sensibilità storica e letteraria di chiunque.

     
    Nina Khrushcheva

    Steven Lee Myers, The New Tsar: The Rise and Reign of Vladimir Putin, Vintage, 2015

     La migliore biografia del presidente russo su carta stampata, Myers racconta la storia affascinante dell’ascesa e del consolidamento del potere di Putin, e consente ai lettori di comprendere cosa pensa Putin e persino come possa comportarsi in una serie di circostanze.


    Svetlana Alexievich, The Unwomanly Face of War: An Oral History of Women in World War II, Random House, 2017

    Scritto dal vincitore del Premio Nobel 2015 per la letteratura, si tratta di una storia polifonica di sofferenza umana. Con tutte le crisi cui deve far fronte il mondo, si dimostra più importante che mai.


    Anastasia Edel, Russia: Putin’s Playground: Empire, Revolution, and the New Tsar, Callisto Media, 2016

     Edel fornisce un’analisi dei comportamenti interni del Cremlino di Vladimir Putin che pone il regime all’interno della lunga e praticamente ininterrotta storia di assolutismo della Russia, che mostra come il governo di Putin sia un fenomeno politico distintamente russo.

     

    Mark Leonard

    Jürgen Osterhammel, The Transformation of the World: A Global History of the Nineteenth Century, Princeton University Press, 2014

     La storia magistrale di Osterhammel è una straordinaria descrizione di come sia stata inventata la globalizzazione e di come il mondo sia stato intrecciato attraverso l’industria e l’impero. Un libro entusiasmante ed originale che spiega brillantemente come sia nato il mondo cosmopolita ora rifiutato dai politici di molti paesi.


    Ivan Krastev, After Europe, University of Pennsylvania Press, 2017

    Krastev mostra come la crisi dei profughi del 2015 sia stato l’11 settembre dell’Europa, mettendo sottosopra la politica interna ed estera del continente e togliendo forza a partiti, politici e istituzioni che hanno creato l’Unione europea.


    Mark Lilla, The Shipwrecked Mind: On Political Reaction, New York Review of Books, 2016

    Lilla dipinge un quadro affascinante su come le nuove forze politiche messe in campo nella storia di Krastev stiano usando la nostalgia, invece che la visione del futuro, come base del progetto politico post-utopico.

     

    Yuval Noah Harari, Homo Deus: A Brief History of Tomorrow, Harper, 2017

    Harari apre una finestra sul mondo di domani. Ora che le nostre società sono in grado di risolvere le crisi esistenziali di fame, malattia e guerra, è cominciata la corsa per sviluppare poteri da Dio come l’immortalità.

     

    Dambisa Moyo

    Walter Scheidel,The Great Leveler: Violence and the History of Inequality from the Stone Age to the Twenty-First Century, Princeton University Press, 2017

     Il libro di Scheidel, che è stato in lizza per il McKinsey Best Business Book of the Year del 2017 (sedevo in giuria), è un tour de force che esamina una delle maggiori questioni di politica pubblica dei nostri tempi: la disuguaglianza dei redditi. Scheidel offre conclusioni spaventose su come la politica di governo sia perlopiù impotente nell’affrontare il problema, e dimostra che i periodi di disuguaglianza diffusa sono solitamente finiti solo sulla scia di pandemie, violente rivoluzioni, guerre di massa o collasso di stati.

     

    Vaclav Smil,Energy and Civilization: A History, MIT Press, 2017

    La mossa di aperture di Vaclav Smil è che “l’energia è l’unica valuta universale; è necessaria per fare qualunque cosa”. Mentre la popolazione mondiale sta per sfiorare gli otto miliardi di persone, l’opera di Smil vuole ricordarci che l’energia è scarsa, limitata e fondamentale per la civiltà umana e il progresso.

     

    Joseph S. Nye, Jr.

    Min Jin Lee, Pachinko,Grand Central Publishing, 2017

    Lee ha scritto una storia affascinante di quattro generazioni di coreani che vivono in Giappone. Con un’opera narrativa, Pachinko aiuta a capire perché le relazioni tra Corea e Giappone restano tese ad oggi, e perché i coreano-americani insistano per avere statue di “comfort women” nelle città americane.


    Meghan L. O’Sullivan, Windfall, Simon & Schuster, 2017

    O’Sullivan fornisce una descrizione indispensabile – e decisamente leggibile – della “rivoluzione dello shale”, che combinando le tecnologie di perforazione orizzontale e fratturazione idraulica ha rovesciato la crescente dipendenza dell’America dal petrolio importato e sta cambiando gli equilibri di potere nel mondo.


    Michael J. Green
    , By More Than Providence: Grand Strategy and American Power in the Asia Pacific Since 1783, Columbia University Press, 2017

    Green parla della politica americana nei confronti del Pacifico dai marinai e balenieri all’inizio della repubblica fino all’apertura di Nixon/Kissinger alla Cina e al “ribilanciamento verso l’Asia” di Barack Obama”. Il risultato è un eccellente manuale per chiunque voglia comprendere ciò che è realmente alla base delle relazioni Usa-Cina-Giappone oggi.

     

    Jean Pisani-Ferry

    Markus Brunnermeier, Harold James e Jean-Pierre Landau, The Euro and the Battle of Ideas, Princeton University Press, 2017

     Gli autori dimostrano che le idee sono più difficili da armonizzare rispetto agli interessi, e che questa tensione ha fortemente contribuito alla crisi dell’euro.


    Graham Allison, Destined for War: Can America and China Escape Thucydides Trap?, Houghton Mifflin Harcourt, 2016

     Un’affascinante descrizione di sei secoli di rivalità internazionale, che dimostra il rischio di guerra tra una potenza consolidata e una potenza in ascesa che cerca avere pari status.


    Carmen Reinhart

    Peter Frankopan, The Silk Roads: A New History of the World, Bloomsbury, 2015

     Quest’ampia e acuta storia ci insegna che forse la migliore prospettiva sulla corrente situazione del mondo occidentale è guardare la storia della sua relazione con il mondo orientale.


    Rex Ghosh, Jonathan Ostry e Maivash Qureshi,Taming the Tide of Capital Flows: A Policy Guide,MIT Press, 2017

    Scritto da tre autorità in materia che lavorano al Fondo monetario internazionale, questo libro offre lezioni pratiche per convivere con i mercati di capitale internazionale aperti.

     

    Dani Rodrik

    Bruno Frey e David Iselin, a cura di, Economic Ideas You Should Forget, Springer International, 2017

    Una deliziosa serie di brevi saggi scritti da diversi economisti. Leggete perché bisognerebbe dimenticarsi del “capitalismo” (Daron Acemoglu), delle “aspettative razionali” (David Hendry), del “compromesso efficienza-equità” (Jeff Sachs), e molto altro.


    Tamara Lothian, Law and Wealth of Nations: Finance, Prosperity, and Democracy, Columbia University Press, 2017

     In che modo possiamo reindirizzare le finanze per i beni pubblici e ricostruire un capitale inclusivo? La defunta Tamara Lothian combina il senso pragmatico di un professionista con l’erudizione di uno studioso giuridico per allargare la nostra immaginazione istituzionale.

     

    Ryan D. Enos, The Space Between Us: Social Geography and Politics, Cambridge University Press, 2017

     I case studies e gli esperimenti di Enos sui fattori spaziali che generano la sfiducia tra gruppi, e su quelli che la migliorano, gettano luce su uno dei principali problemi sociali del nostro tempo.

     

    Finbarr Livesey, From Global to Local: The Making of Things and the End of Globalization, Pantheon Books, 2017

     Livesey esamina come, al di là della cronaca, le nuove tecnologie e i modelli organizzativi stiano profondamente riplasmando la globalizzazione, e sostiene che la deglobalizzazione sia il risultato probabile.

     

    Michael Spence

    John Pomfret, The Beautiful Country and the Middle Kingdom: America and China, 1776 to the Present,Henry Holt and Co., 2016

     Lo studio di Pomfret, un’esplorazione affascinante della complessa e costantemente mutevole relazione tra Stati Uniti e Cina in quasi due secoli e mezzo a partire dal 1776, è popolato da un cast di personaggi pittoreschi: missionari, imprenditori, visionari, rivoluzionari e altri ancora. Con gli americani in Cina e i cinesi in America, Pomfret intreccia i fili di una storia affascinante fatta di forze di attrazione e repulsione che intervengono nella relazione dei due paesi.

     

    Shashi Tharoor

    Devesh Kapur, Pratap Bhanu Mehta e Milan Vaishnav, a cura di, Rethinking Public Institutions in India,Oxford University Press, 2107

     Questa raccolta fornisce un quadro autoritario su come le istituzioni pubbliche necessarie per gestire le risposte alle maggiori sfide dell’India non siano riuscite a mantenere il passo con le esigenze del paese.


    Kanishk Tharoor, Swimmer Among the Stars, Farrar, Straus Giroux, 2017

     Tharoor (per completezza: l’autore è mio figlio) ha scritto una brillante raccolta di storie straordinariamente originali che trascendono la geografia e il tempo per offrirci un ritratto del mondo nella nostra era.

     

    Laura Tyson

    Tim O’Reilly, WTF: What’s the Future and Why It’s Up to Us, Harper Business, 2017

     Un affascinante sguardo su come i rapidi cambiamenti nell’automazione e nell’intelligenza artificiale stiano cambiando il lavoro, l’impresa e la società, e su cosa possiamo fare per definire i progressi tecnologici necessari per distribuire i suoi vantaggi in modo equo.


    Andrew McAfee e Erik Brynjolfsson, Machine, Platform, Crowd: Harnessing our Digital Future, W. W. Norton & Company, 2017

     Basandosi sul loro presciente libro The Second Machine Age, gli autori si focalizzano su come digitalizzazione, piattaforme e intelligenza in rete stiano creando il caos nel lavoro e nelle organizzazioni imprenditoriali e trasformando i beni e i servizi che producono.

     

    Libri 2017 dei contributor di PS

    Anders Åslund e Simeon Djankov, Europe’s Growth Challenge, Oxford University Press, 2017

     

    Gordon Brown, My Life, Our Times, Bodley Head, 2017

    Barry Eichengreen, Arnaud Mehl e Livia Chiţu, How Global Currencies Work: Past, Present, and Future, Princeton University Press, 2017

     

    Bill Emmott, The Fate of the West: The Battle to Save the World’s Most Successful Political Idea, PublicAffairs, 2017

     

    Gareth Evans, Incorrigible Optimist: A Political Memoir, Melbourne University Publishing, 2017

     

    Richard N. Haass, A World in Disarray: American Foreign Policy and the Crisis of the Old Order, Penguin Books, 2017

     

    Michael Ignatieff, The Ordinary Virtues: Moral Order in a Divided World, Harvard University Press, 2017

     

    Jong-Wha Lee, Is this the Asian Century? World Scientific Publishing, 2017

     

    Bernard-Henri Lévy, The Genius of Judaism, Random House, 2017

     

    Justin Yifu Lin e Célestin Monga, Beating the Odds: Jump-Starting Developing Countries, Princeton University Press, 2017

     

    Justin Yifu Lin e Yan Wang, Going Beyond Aid: Development Cooperation for Structural Transformation, Cambridge University Press, 2017

     

    Mariana Mazzucato, The Value of Everything: Making and Taking in the Global Economy, Allen Lane, 2018

     

    Dambisa Moyo, Edge of Chaos: Why Democracy Is Failing to Deliver Economic Growth – and How to Fix It, Basic Books, 2018

     

    Chris Patten, First Confession: A Sort of Memoir, Allen Lane, 2017

     

    Raghuram G. Rajan, I Do What I Do, HarperCollins India, 2017

     

    Dani Rodrik, Straight Talk on Trade: Ideas for a Sane World Economy, Princeton University Press, 2017

     

    Kenneth S. Rogoff, The Curse of Cash,Princeton University Press, 2017

     

    Sandra Navidi (prefazione di Nouriel Roubini), Superhubs: How the Financial Elite and Their Networks Rule our World,Nicholas Brealey Publishing, 2017

     

    Jeffrey D. Sachs, Building the New American Economy: Smart, Fair, and Sustainable, Columbia University Press, 2017

     

    Michael J. Sandel e Paul J. D’Ambrosio (a cura di), Encountering China: Michael Sandel and Chinese Philosophy, Harvard University Press, 2018

     

    Hans-Werner Sinn, The Euro Trap: On Bursting Bubbles, Budgets, and Beliefs, Oxford University Press, 2017

     

    Anne-Marie Slaughter, The Chessboard and the Web: Strategies of Connection in a Networked World, Yale University Press, 2017

     

    Joseph E. Stiglitz, Globalization and Its Discontents Revisited: Anti-Globalization in the Era of Trump, W.W. Norton and Company, 2017

     

    Joseph E. Stiglitz, The Euro And its Threat to the Future of Europe, Penguin, 2017

     

    Shashi Tharoor, Inglorious Empire: What the British Did to India, Hurst, 2017

     

    Adair Turner, Between Debt and the Devil: Money, Credit, and Fixing Global Finance, Princeton University Press, 2017

     

    Yanis Varoufakis, Adults in The Room: My Battle with the European and American Deep Establishment, Farrar, Straus and Giroux, 2017

     

    Guy Verhofstadt, Europe’s Last Chance: Why the European States Must Form a More Perfect Union,Basic Books, 2017

     

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