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Sull’Ema l’Olanda è politicamente inadempiente

la sede scelta

Sull’Ema l’Olanda è politicamente inadempiente

Sulla sede Ema Amsterdam è inadempiente. Basta leggere il suo dossier di candidatura valutato a settembre dall’Ue per scoprirlo. Amsterdam aveva assicurato il trasloco dell’Ema nella nuova sede, da costruire ex novo, il primo aprile 2019. Da gennaio 2019 avrebbe garantito una sede provvisoria, idonea a ospitare le 1300 postazioni di lavoro necessarie agli 890 dipendenti dell’Agenzia del farmaco e agli ospiti delle 600 riunioni e delle 5mila videoconferenze che si tengono ogni anno all’Ema. Adesso scopriamo che la sede provvisoria è inadeguata e la sede definitiva non si sa quando sarà completata.

Nel dossier c’era scritto che il Vivaldi Building, così si dovrebbe chiamare l’avveniristico edificio, sarebbe stato costruito dall’Agenzia Governativa degli Immobili nel nuovissimo quartiere di Zuist, a dieci minuti dall’aeroporto, e avrebbe assicurato gli stessi spazi di Londra, circa 27mila metri quadrati. In leasing per venti anni a un costo di 300-320 euro al metro quadrato, spese incluse. Tutto digitalizzato ed ecocompatibile. Sulla carta e sulla fiducia.

Viene da dire che è vero. C’è un’Europa a due velocità. Ci sono i Paesi, solitamente quelli del Nord, ligi al dovere e che si permettono il lusso di fare le pulci a quelli del Sud, perennemente in ritardo e inadempienti. Gli olandesi sono maestri. Il compianto governatore della Bce Wim Duisenberg tra il 1998 a il 2002 bacchettava tutti i giorni l’Italia impegnata in un’affannosa quanto rigorosa rincorsa all’euro guidata dall’allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi. L’attuale vicepresidente della Commissione europea Hans Timmermans è sempre in prima fila per criticare la gestione dei migranti nel Mediterraneo. Italia e Grecia, ma all’occorrenza anche Cipro, Malta, Spagna e Portogallo, sul banco degli imputati.

Ma le regole dovrebbero essere uguali per tutti. I dossier di candidatura non sono libri dei sogni. Si dovrebbero dare informazioni veritiere e, soprattutto, gli impegni andrebbero rispettati. La Corte europea di giustizia valuterà il ricorso dell’Italia e stabilirà se l’Olanda è giuridicamente inadempiente e dovrà rinunciare alla sede Ema. Di certo, Amsterdam è politicamente inadempiente davanti ai Paesi Ue che, seppur dopo un sorteggio, le avevano assegnato la sede dell’Agenzia del farmaco a danno di Milano. Che una sede, definitiva, il grattacielo Pirelli, l’aveva pronta da subito e con un affitto (140 euro al metro quadro a regime con il primo anno gratuito e due a canone superscontato) di due terzi inferiore alle promesse da marinaio degli olandesi.

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