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Intelligenza e talento contro il gender gap

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DONNE & SPORT

Intelligenza e talento contro il gender gap

Le campionesse intervenute ieri alla presentazione dell'ebook. Da sinistra, Monica Boggioni, Sara Gama, Sara Cardin, Elisa Di Francisca, Arianna Fontana, Maria Beatrice Benvenuti, Katia Serra, Cecilia Zandalasini e Manuela Zanchi
Le campionesse intervenute ieri alla presentazione dell'ebook. Da sinistra, Monica Boggioni, Sara Gama, Sara Cardin, Elisa Di Francisca, Arianna Fontana, Maria Beatrice Benvenuti, Katia Serra, Cecilia Zandalasini e Manuela Zanchi

I recenti successi ai Giochi olimpici invernali di PyeongChang, con i 3 ori e sei medaglie e mezzo su 10 (grazie alla staffetta mista di biathlon) al femminile, dopo che a Rio 2016 sono state 10 su 28, ci hanno consegnato l’immagine vincente dello sport in “rosa”. Sono il risultato di un’evoluzione costante, che vede le donne assurgere al ruolo di protagoniste, almeno nello sport agonistico, sempre più vicine alla posizione, una volta considerata dominante, degli uomini.

Le splendide vittorie di Arianna Fontana nello short track, la straripante affermazione di Michela Moioli nello snowboardcross e la regale discesa di Sofia Goggia nello sci alpino sono le tre istantanee da custodire per sempre tra i ricordi più belli, la sintesi di una nuova tendenza certificata dai numeri.

Le distanze tra i due sessi sono state abbattute dal talento, dall’intelligenza e dalla consapevolezza che non esistono posizioni subordinate o di minore dignità rispetto agli uomini.

Oggi esistono strumenti all’altezza, anche sotto il profilo pratico, morale e tecnologico, per assicurare il massimo supporto a ogni atleta, senza distinzioni di alcuna natura. Questo processo prosegue, tappa dopo tappa, anche se devo riconoscere che il nostro mondo è sempre stato prettamente maschile. Il mio auspicio, però, è che questi risultati contribuiscano a dare nuovo slancio e nuova energia per proseguire quel percorso iniziato con il mio primo mandato alla guida del Coni, favorendo un maggiore coinvolgimento delle donne anche a livello dirigenziale. Tuttavia essere donna-atleta non basta: serve coraggio, occorre misurarsi nelle varie dinamiche elettorali e sono necessari preparazione e aggiornamenti costanti.

Qualcosa è stato fatto: il vice presidente del Coni è una campionessa del calibro di Alessandra Sensini e in Consiglio nazionale siedono, in rappresentanza degli atleti italiani, figure come Margherita Granbassi, Raffaella Masciadri, Giulia Quintavalle, Silvia Salis, Mara Santangelo; in quota tecnici, invece, ci sono Daniela Isetti ed Emanuela Maccarani e, in rappresentanza del mondo delle discipline associate, Stefania Lenzini.

Il Coni, inoltre, è stato in prima fila per far valere i diritti di maternità per le mamme atlete. Per questo abbiamo recentemente salutato con soddisfazione le iniziative di legge che hanno riconosciuto e teso a tutelare l’attività delle tante campionesse che vorranno affrontare in tutta serenità la gravidanza.

Perché lo sport non è discriminazione, ma aggregazione, competizione finalizzata al raggiungimento dei traguardi più prestigiosi, attraverso il sacrificio, l’applicazione e la passione. Le donne sono un simbolo, i loro accattivanti sorrisi dopo un trionfo diventano lo spot più bello per avvicinare i più giovani al nostro mondo e fornire un raro esempio di correttezza, entusiasmo e totale adesione ai principi che devono costituire le fondamenta del nostro sport. È per questo che voglio ricordare con particolare affetto le protagoniste di queste storie. Tutte ciascuna per il proprio vissuto autentiche battistrada nel mondo sportivo. Fare l’arbitro non è mai stato facile. Farlo nel rugby, a livello nazionale e internazionale, significa per Maria Beatrice Benvenuti essere riuscita a dimostrare di valere qualcosa in più dei suoi colleghi maschi. Monica Boggioni sa quanto impegno serve per conquistarsi un posto nella vita. Nonostante le avversità è riuscita ad imporsi nel mondo paralimpico in maniera dirompente: 3 ori e 3 argenti ai recenti mondiali di nuoto in Messico sono un risultato fantastico. Il karate è disciplina per eccellenza. Questo è linsegnamento che Sara Cardin ha acquisito fin dall’inizio. Nel kumite ha saputo scalare tutte le classifiche riuscendo a vincere mondiali ed europei e ora che a Tokyo la sua disciplina sarà presente.... Chissà! Per Elisa Di Francisca sembra sempre tutto facile. Europei, Mondiali, Coppe del mondo, Giochi olimpici, lei è sempre stata protagonista con naturalezza tanto da distinguersi anche nel mondo dello spettacolo. Ma non è così. Anche per lei ci sono stati momenti difficili. Ed ora una tra le più grandi soddisfazioni: la maternità. Campionessa dal sorriso speciale e dallo sguardo magnetico Arianna Fontana ha esaltato il ruolo di portabandiera ai Giochi Invernali PyeongChang 2018. Lei stessa ha detto che con il tricolore in mano non aveva paura di nessuno. Detto fatto tre medaglie vinte: un oro, un argento e un bronzo sempre sul podio olimpico da quattro edizioni. Non male direi.

C’è un altro alfiere olimpico a cui sono particolarmente legato. Inutile girarci in torno, io con Federica Pellegrini non posso che ripetermi. Sono state talmente tante le occasioni in cui ho reso omaggio alle sue gesta che non vedo come potrei ora essere originale. Mi limito a dirle ancora grazie per tutto quello che farà ancora. Porta sulle sue spalle una pesante eredità. La madre ha fatto parte della “valanga rosa” e Federica Brignone non ha voluto essere da meno. Grinta e determinazione non le mancano tanto da impegnarsi in quasi tutte le specialità dello sci alpino. È salita sul podio olimpico ma non si sente certo appagata.

Sara Gama rappresenta nel migliore dei modi la vera novità del calcio. Capitana della Juventus, atleta della nazionale, eletta in consiglio federale, a lei si è ispirata addirittura la Barbie calciatrice. Imporsi ben oltre il confine del suo settore sportivo non è stato facile ma la sua filosofia «i successi si ottengono solo con il lavoro di squadra» è risultata vincente. Serena Ortolani azzurra del volley, madre, moglie, autentico “martello” in campo e nella vita. Quando cinque anni fa era in attesa di Gaia è stato difficile conciliare i diversi ruoli nonostante avesse un compagno presente nel suo stesso sport. Oggi sono insieme in Nazionale, lui in panchina lei in campo, anche lì penso non sia facile. Irma Testa parla della sua passione per il pugilato come un lavoro ma anche come il suo divertimento. Ecco un’altra giovane atleta che non ha paura di provare e vincere dove finora gli uomini erano gli unici. Grazie all’inserimento del torneo femminile nel programma olimpico, dopo aver partecipato a Rio 2016, ora per lei c’è l’obiettivo Tokyo 2020. Kiara Fontanesi non finisce mai di stupire. Dal 2012 ad oggi ha collezionato cinque titoli mondiali di motocross. Neanche Valentino Rossi alla sua stessa età (23 anni) era riuscito a tanto. Del resto per chi come lei ha scoperto la moto prima della bici vincendo la prima gara a sei anni la determinazione di cimentarsi in grandi imprese non poteva mancare. Cecilia Zandalasini è la più giovane giocatrice italiana ad aver preso parte al campionato Wnba statunitense. È la seconda ad averlo vinto 20 anni dopo Catarina Pollini. Miglior giocatrice europea Under 20 e inserita nella squadra ideale degli Europei assoluti nel 2017 Cecilia è l’esempio per tutti i giovani del «si può fare se si vuole».

Il testo in pagina è la presentazione che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha scritto per l’ebook Donne di sport, pubblicato dal Sole 24 Ore.

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